Sindrome di Down, Sting canta l’inclusione che passa dal lavoro

scritto da il 16 Marzo 2021

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Il lavoro è impegno, passione, soddisfazione, ricompensa, crescita e gratificazione. Il lavoro è relazione, il lavoro è inclusione. E’ proprio l’inclusione lavorativa al centro della campagna globale “The Hiring Chain” lanciata in occasione della celebrazione della Giornata Mondiale sulla sindrome di Down, che si celebra il prossimo 21 marzo. A prestare la voce alla campagna di sensibilizzazione lanciata da CoorDown – coordinamento nazionale associazioni delle persone con sindrome di Down – è Sting, con un motivetto allegro, simile ad una filastrocca.

“The Hiring Chain” punta a spiegare che assumere una persona con sindrome di Down non solo può cambiare la sua vita in meglio, ma può favorire un circuito virtuoso di nuove e positive opportunità di crescita per tutti. La campagna è nata dalla collaborazione con l’agenzia Small di New York e Indiana Production, mentre il brano originale, interpretato da Sting, è composto da Stabbiolo Music. Nei primi giorni di pubblicazione il video aveva già raggiunto 1.400.000 visualizzazioni, di cui oltre 730mila solo su LinkedIn, con decine di richieste di contatto da tutto il mondo.

«Con la campagna “The Hiring Chain” vogliamo invitare tuttiaziende, cittadini, istituzioni – a dare maggiori opportunità di lavoro e a conoscere da vicino i benefici dell’inclusione – commenta Antonella Falugiani, presidente di CoorDown onlus – il lavoro, per le persone con sindrome di Down, è importante come lo è per ognuno di noi. Si tratta di assicurare un diritto fondamentale che è anche un bisogno umano, identico per ogni individuo. Il lavoro è una base importante per la crescita, del diventare adulti, per la realizzazione della propria vita, per vivere in autonomia e avere le opportunità che tutte le persone che lavorano hanno”. Così come è importante studiare così lo è il passaggio nel mondo del lavoro, sottolinea Falugiani, «perché permette di riconoscere il valore delle persone e di avere nuove relazioni sociali, la base economica che dà il lavoro aiuta la costruzione dell’indipendenza e delle relazioni affettive. Assicurare pari diritti e dignità nel lavoro a tutte le persone con sindrome di Down vuol dire dare la possibilità di costruire il futuro».

La canzone cantata da Sting somiglia ad una filastrocca che con il suo schema evoca proprio una “catena” virtuosa di assunzioni: il video mostra come gli impieghi lavorativi di ragazze e ragazzi con sindrome di Down siano tanti e diversi, in numerosi ambiti professionali, dalla panetteria allo studio medico, giusto per fare qualche esempio. Un richiamo al valore del lavoro che diventa ancora più importante in un’epoca storica difficilissima come questa, in cui non bisogna dimenticare le necessità e le esigenze delle persone più fragili, superando la barriera dei pregiudizi.

A causa della pandemia tante sono le persone a rischio di rimanere indietro: nello scorso mese di ottobre, Coordown aveva lanciato un allarme segnalando le pesanti difficoltà e il peggioramento della qualità della vita delle persone con sindrome di Down, mettendo in crisi la sopravvivenza di decine di associazioni da Nord a Sud d’Italia impegnate da anni nella delicata azione di inclusione. A pesare, soprattutto nei mesi di lockdown, è stata soprattutto l’esclusione dalla vita attiva, dai percorsi lavorativi, di partecipazione e socialità e, naturalmente, dalla scuola.

Dell’importanza dell’inclusione lavorativa ha parlato anche Luca Trapanese nel corso della diretta #AlleyTalks, parlandoci di “A ruota libera”, l’onlus di cui è presidente, con sede in Campania e della necessità di dare a questi ragazzi delle opportunità, valorizzando le loro potenzialità. Trapanese è il papà adottivo single di Alba, una bimba down di 3 anni e mezzo. «Alba è nata in ospedale, lasciata in ospedale ed era perfetta per l’adozione perché era neonata e senza una famiglia – ha spiegato ad AlleyOop, raccontando la sua esperienza quasi pionieristica – ed era ciò che spesso le famiglie cercano, ma non riusciva ad essere collocata perché ha la Sindrome di Down». Il Tribunale di Napoli ha chiamato Luca perché era il primo della lista per l’affido di un bambino disabile, con una domanda fatta prima che Alba nascesse. Luca ha fondato nel 2007 la onlus che si occupa di disabilità e la quella di adottare un figlio disabile era stata una scelta precisa. Con la onlus, Luca ha pensato «a qualcosa che rimanesse nel tempo per questi ragazzi, e abbiamo lavorato per attivare progetti in cui loro potessero lavorare. Infatti tra le diverse cose che facciamo, ci sono alcune iniziative interessanti dove i nostri ragazzi con disabilità e anche con sindrome di Down producono il miele, gestiscono un bar e un piccolo albergo».

Tornando alla campagna, nel sito www.hiringchain.org  si può manifestare direttamente il proprio interesse ad assumere una persona con sindrome di Down, ci sono approfondimenti sul tema del lavoro e una sezione di domande e risposte per rispondere ai dubbi che aziende e datori di lavoro si pongono in riferimento all’inserimento lavorativo. Anche quest’anno la campagna internazionale è stata realizzata con il contributo di Down Syndrome Australia e Down’s Syndrome Association (UK) e patrocinata da DSi – Down Syndrome International. La campagna ha ricevuto il Patrocinio di Fondazione Cariplo, che negli ultimi anni ha sostenuto oltre 350 progetti per circa 40 milioni di euro, realizzando opportunità lavorative per oltre 2500 persone, e sarà supportata da Linkedin: l’ufficio italiano del social network ha avviato una stretta collaborazione con CoorDown negli ultimi 12 mesi per quest’iniziativa.

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