05 Settembre 2018

Narrazioni differenti, come ti scopri di fronte alla malattia

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      Lasciare una traccia di sé, nel momento in cui la vita ti porta a confrontarti con una parola imprevista, spesso negata, o a volte urlata a squarciagola. Cancro. «Ho il cancro». Spesso arriva come un boomerang, un fulmine a ciel sereno in una meravigliosa notte d’estate, altre volte dà dei chiari segnali prima del suo arrivo, un po’ come un ospite premuroso che, prima di entrare nel tuo corpo, ti avvisa che la sua villeggiatura sarà lunga. Per alcuni è la fine di un cerchio, per altri una sfida, per altri ancora un nuovo inizio. Cristina, quando ha scoperto di avere un carcinoma al seno in un pomeriggio di...

29 Agosto 2018

Papà, voglio giocare a calcio. Il nuovo sogno delle bambine

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      “Papà voglio giocare a calcio!” – mi disse sorridendo. Mentre mi guardava aveva il faccino tipico di chi ha in mente una marachella, uno scherzetto, forse aveva capito già che stava “osando”. Erano giorni che le chiedevo quale sport volesse fare, aveva quasi 9 anni e di fare nuoto non se ne parlava, di continuare a fare ginnastica artistica non ne aveva voglia, ed ora, all’improvviso, mi parlava di calcio decisa e sicura. - Ma non conosco nessuna squadra femminile, fino ad ieri parlavamo di nuoto……. Vuoi fare pallanuoto? Vuoi provare? – le risposi di getto; poi la sua dolce insistenza sfociò in...

18 Aprile 2018

Nilde: al Sud i giovani ambiziosi si sentono dei falliti

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    Cara Alley, mi chiamo Nilde. È un nome importante, di cui vado fiera; evoca l’assemblea costituente ed uno dei genitori, delle madri, della nostra beneamata carta Costituzionale; mi riporta ad un tempo, non poi così lontano, in cui i valori non erano solo belle parole di cui riempirsi la bocca, ma modi concreti di operare nella società e nella politica. Se un’Italia così è esistita, ho buone ragioni per sperare che essa possa ritornare tale, persino migliore. Lo confesso, sono ambiziosa. Ma anche delusa, arrabbiata eppure mai stanca di credere. Ho trentun’anni anni ed in me tutti i sogni del mondo. In terra di...

01 Marzo 2018

Cara Alley, non bisogna usare i figli per sfogare le proprie paure e i propri dolori

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    Cara Alley, ti scrivo perché vorrei provare a parlare di qualcosa che mi sta molto a cuore per capire se il mio approccio è sbagliato. Quando mio figlio aveva tre anni a causa di un tumore molto aggressivo ha subito l’enucleazione dell’occhio destro. Adesso ha quasi sei anni, va in piscina, corre, gioca ed è felice. E’ ovvio che ancora non posso sapere nel suo intimo che tipo di accettazione stia elaborando in merito al fatto che porta una protesi e vede da un occhio solo ma se lo guardi con i suoi amici al parchetto vedi solo un bambino oggettivamente strabico e oggettivamente felice. In questa avventura che...

29 Gennaio 2018

Roberta: "Sono una risorsa dimenticata in un angolo dalla mia azienda"

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    Cara Alley Oop, credo che sia tu il posto giusto per poter raccontare di me, della mia situazione, della situazione di tante persone. Mi permetto quindi di scriverti qui. Qualche anno fa il termine MOBBING era di moda, era un trend topic; spesso usato e abusato dimenticando il suo reale significato più vicino a concetti come vessazione, umiliazione, o addirittura aggressione fisica o verbale. Nel Bel Paese invece si usava parlare di MOBBING soprattutto nei casi di demansionamento lavorativo o di volontario allontanamento di una risorsa dal suo contesto professionale. Adesso si legge e si parla molto di...

25 Novembre 2017

"I exist – say no to modern slavery", la campagna di Mani Tese per generare azioni dalle parole

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    Cara Alley, È affascinante il modo in cui il cervello umano crea significato, come immagini e numeri si associano a parole e sentimenti per produrre pensiero e azione. La campagna “I exist – say no to modern slavery” di Mani Tese ha esattamente questo scopo:generare azione attraverso parole, immagini e il coinvolgimento attivo di persone, imprese e istituzioni nazionali e internazionali. Lanciata nel 2016, la campagna si concentra su tre forme di schiavitù moderna: il lavoro minorile, il traffico di esseri umani e lo sfruttamento del lavoro nelle filiere produttive. Quella del 25 novembre è una data...

12 Novembre 2017

Roberta: "In Catalogna scendono in piazza non per l'indipendenza ma per la democrazia"

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    Cara Alley, Vivo in un paesino sulla costa catalana con cinquemila abitanti registrati all’anagrafe e massimo una decina registrati di passaggio sulla strada principale, in un pomeriggio d’inverno. È un posto particolare, a cominciare dal fatto che c’è solo un albergo, un grande albergo con una ventina stanze, tutte affacciate sul mare. Un paese di pescatori in cui non ha importanza se arrivi dall’America del Sud o dal paese accanto, sei comunque straniero. Ma se vai in panetteria ed è già passato tuo marito, ti evitano lo stesso di comprare il pane due volte. Perché il paese sa sempre tutto, perfino quanto...

10 Novembre 2017

Cinzia: "Quanta paura mi ha fatto compagnia nel diventare mamma"

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    Cara Alley, Una delle attività preferite dei miei bambini – che hanno due anni e tre mesi e sono fratelli gemelli – è giocare con le calamite attaccate al frigorifero della nostra cucina. Ne abbiamo un discreto numero: si sono accumulate nel tempo, con il susseguirsi di gite e vacanze. Sempre scelte con cura, in base al gusto estetico e alla tipicità del luogo di cui sarebbero diventate un divertente souvenir. Non appena i miei bambini hanno avuto accesso alla cucina, le calamite sono diventate per loro una vera e propria attrazione e – per me – un’attività con cui insegnare parole e trasmettere concetti. La...

31 Ottobre 2017

Livia Cevolini (imprenditrice): "Dimostro con i fatti che la maternità non influisce con lavoro"

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    Cara Alley, sono una imprenditrice e una futura mamma, e a una settimana dal parto fortunatamente sto ancora lavorando. Tra le mie priorità c’è ovviamente l’azienda che ho creato, e per questo ho deciso di continuare ad essere attiva e presente come sono sempre stata. In alcuni ambiti la validità di questa scelta mi è stata riconosciuta, anche pubblicamente. In altre occasioni però non sono mancate osservazioni e domande che mi hanno fatto percepire come alcuni pregiudizi sulle donne e sulle mamme siano ancora molto forti in Italia. Ho scelto di non comunicare da subito la mia gravidanza, e l’ho fatto...

24 Ottobre 2017

Olga Iarussi: Il passaggio obbligato da welfare maternità a welfare genitorialità

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    Cara Alley, si parla troppo di Welfare femminile e troppo in generale. Le esigenze delle donne cambiano a seconda di “life style/life age”. La vera discriminante per le donne non è “essere donne”, ma diventare madri. E qui scattano meccanismi sociali e psicologici che le sole leggi/regole/KPI aziendali non riescono a risolvere, se non si affronta la CULTURA aziendale e familiare. Quando la donna diventa madre deve dimostrare quello che agli uomini (padri) si dà per scontato (lavorare fino a tardi, viaggiare, focus sul lavoro..). Veniamo guardate con dubbio, sospetto e spesso anche pietà. In questo frangente...