Imprese: le nuove regole del rapporto pari opportunità

scritto da il 04 Luglio 2022

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Al via la doppia novità relativa al rapporto biennale che le imprese devono redigere sulle pari opportunità. Una misura sinergica rispetto alla Certificazione di genere che mira a ridurre le discriminazione nel mondo del lavoro e aumentare l’occupazione femminile. 

Fino al 30 settembre tutte le aziende con più di 50 dipendenti – fino a due anni fa la soglia era di 100 – dovranno compilare il rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile. E non è escluso – ha spiegato a Alley Opp la consigliera nazionale di parità Francesca Bagni Cipriani – che “l’obbligo si possa progressivamente allargare anche alle piccole e micro imprese, che sono il tessuto del nostro sistema produttivo”. 

E – seconda novità – il nuovo modello permette di raccogliere dati ulteriori e più precisi rispetto a prima, in particolare sulle retribuzioni, sui processi di selezione e formazione e sulle misure di conciliazione. Il rapporto si arricchisce così di nuove informazioni e potrà  scattare una fotografia ancora più dettagliata sul grado di maturità delle imprese rispetto ai temi della diversità e dell’inclusione di genere. All’azienda viene infatti chiesto di descrivere – nel pieno rispetto della data privacy – la propria situazione occupazionale, maschile e femminile, specificando le informazioni relative a ognuna delle professioni, allo stato delle assunzioni, alla formazione e promozione professionale, ai livelli, ai passaggi di categoria o qualifica, ad altri fenomeni di mobilità, all’eventuale cassa integrazione, ai licenziamenti, ai prepensionamenti e pensionamenti, alla retribuzione effettivamente erogata. Le consigliere di parità regionali, chiamate ad elaborare i dati contenuti nei rapporti, avranno così a disposizione uno strumento più utile e completo per trasmetterne i risultati, tra gli altri, alla Consigliera Nazionale

Prima del 23 giugno, data in cui e’ stato rilasciato il modello da compilare per il biennio 2020-2021, e’ stato permesso in via transitoria alle aziende con oltre 50 dipendenti di compilare il vecchio modello, riferendo i dati al 31 dicembre 2019, in modo da permettergli di partecipare ai bandi a valere sui fondi del pnrr. Questi bandi infatti richiedevano la compilazione dell’ultimo rapporto biennale,  che prima del 23 giugno non poteva che essere quello relativo al biennio 2018-2019, a pena di esclusione dalle gare.

E se per la Certificazione, l’adesione è su base volontaria e con ottica premiale, in caso di mancata compilazione della relazione é prevista una sanzione inizialmente fino a 516 euro, che può arrivare a 5mila in casi di rapporto mendace o incompleto. Ma – ancora più importante – l’azienda si può vedere sospesi per un anno da qualsiasi beneficio contributivo eventualmente goduto. A. Altra novità è che entro il 31 dicembre deve essere trasmesso alla Consigliera nazionale l’elenco, su base regionale, delle aziende obbligate a redigere il rapporto, incrociando i dati relativi alle aziende contenute in altre banche dati delle PA, per facilitare i controlli.

Queste novità – rapporto e certificazione – puntano a creare un cambiamento culturale e organizzativo nelle imprese, innestando un circolo virtuoso tra raccolta e monitoraggio dei dati, buone prassi aziendali e partecipazione a progetti con la pubblica amministrazione per il supporto all’occupazione femminile” ha commentato ancora la Consigliera. 

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Ultimi commenti (1)
  • Gloria DI Rienzo |

    Accanto alle grandi aziende devono essere salvaguardate le piccole aziende soprattutto quelle che garantiscono i diritti e gli interessi dei lavoratori di entrambi i sessi in qualunque zona d’Italia esse si trovano