Gen-E, reportage dall’Estonia sul festival sull’imprenditorialità giovanile

scritto da il 28 Luglio 2022

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Diventare chi si è e non averne timore, coltivando le idee per farne progetto concreto: secondo il Word Economic Forum, la metà dei giovani d’oggi svolgerà una professione che ancora non esiste. Una visione che apre un mondo nuovo e costruisce opportunità inedite per le più giovani generazioni: il tragitto già solcato diventa bagaglio, ma il viaggio da intraprendere è tutto da esplorare.

Una tappa fondamentale ha preso forma a Tallinn – in Estonia – con Gen-E, il più grande festival sull’imprenditorialità giovanile in Europa organizzato da Junior Achievement. Dal 12 al 14 luglio, l’evento globale ha accolto nella capitale estone migliaia di studentesse e studenti di tutta Europa per valorizzarne esperienze, idee e percorsi educativi: a loro, la sfida di lanciare e presentare al pubblico di 40 Paesi la propria idea imprenditoriale. Dall’esposizione aperta al pubblico nella piazza della città, fino alle presentazioni in loco e online con relativi premi e riconoscimenti: “Le idee che partono a livello locale – spiega Salvatore Nigro, ceo di Junior Achievement Europe – qui si mixano con le idee di altri 40 Paesi e ritornano arricchite con elementi di innovazione e crescita: un valore indispensabile per l’adattabilità di ogni progetto al contesto europeo”.

Il progetto di Junior Achievement

Entrare nel futuro, creandolo: un obiettivo che Junior Achievement, la più vasta organizzazione non profit al mondo dedicata all’educazione economico imprenditoriale nella scuola, porta avanti da oltre 100 anni. Era il 1919 quando a Springfield, Horace Moses – un industriale della carta – intuì la necessità di investire sul trasferimento di competenze economiche e imprenditoriali ai giovani per poter garantire occupabilità ed efficienza produttiva: oggi la rete di JA è attiva in 122 Paesi, riunisce oltre 450.000 volontari d’azienda provenienti da tutti i settori professionali e, con loro, raggiunge più di 10 milioni di studenti al mondo. Nel 2002, apre in Italia.

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Antonio Perdichizzi, Salvatore Nigro, il presidente dell’Estonia

Siamo un vero e proprio agente del cambiamento che porta nelle scuole modi di fare diversi e molto pragmatici, basati su un’esperienza lunga 100 anni e sedimentata in tutto il mondo” dichiara Antonio Perdichizzi, presidente di Junior Achievement Italia. I programmi didattici di JA hanno un comune denominatore, trasferire competenze specialistiche e favorire le soft skill attraverso l’esperienza diretta degli studenti. Con una metodologia di apprendimento learning-by-doing che coinvolge attivamente tutti gli studenti, le classi partecipanti costituiscono delle mini-imprese attinenti al tema del programma e ne curano la gestione, dal concept di un’idea al suo lancio sul mercato. Il processo formativo è ricco di contenuti e, per la sua praticità e vicinanza alla realtà, agevola lo sviluppo di un set di competenze tecniche e trasversali, fondamentali per tutti i giovani, indipendentemente dai loro interessi lavorativi futuri: “conoscere il modo di fare impresa da vicino è un’esperienza che cambia la vita degli studenti: non è importante che tutti diventino imprenditori. Quello che conta è dare loro l’opportunità di vivere un’esperienza utile e concreta per il loro futuro professionale, qualsiasi esso sia: il tipo di competenze che maturano sarà una cassetta degli attrezzi per tutti i lavori che vorranno intraprendere”. Una visione ampliata del “fare impresa” che guarda alle potenzialità individuali per metterle in dialogo e creare un impatto sociale positivo sulle comunità.

Le scuole italiane a Gen-E

Creatività, problem solving, capacità di leggere l’audience e indirizzarla verso la propria idea imprenditoriale: aspetti distintivi della cultura d’impresa italiana che, nel contesto europeo, emergono con forza. A prendersene cura e seguirne i germogli, il team JA Italia che ha portato in Estonia le realtà scolastiche italiane particolarmente virtuose.

06_eidon_gamesIl team di Eion Games della 3G del liceo scientifico G. Marconi di Pesaro, già premiato come miglior mini-impresa italiana nell’edizione 2022 di Biz – Festival dell’imprenditorialità giovanile, ha presieduto a Tallinn il titolo di campione italiano presentando il suo innovativo progetto: Plot, il gioco di carte in cui i giocatori si devono sfidare l’uno contro l’altro utilizzando come unica arma l’argomentazione. In un contesto in cui le fake news sono argomento sempre più dibattuto, il gioco offre l’opportunità di imparare e divertirsi in compagnia, sfidandosi sulle più famose e assurde teorie del complotto. L’obiettivo, spiegano i giovani founder di Eion Games, è quello di “far riscoprire la socialità attraverso il gioco in presenza, ponendo al centro la ricerca della realtà oltre la teoria del complotto e sviluppando le capacità argomentative”.

Il team affronterà un percorso di accelerazione che prevede sia la partecipazione a un programma di formazione specifico per startup in early stage organizzato da EY Foundation Onlus, sia momenti di confronto e miglioramento con il team di JA in Italia e in Europa insieme ai docenti che hanno accompagnato i ragazzi e le ragazze nell’acquisizione delle competenze trasversali per l’orientamento durante il corso dell’anno scolastico.

04_tavolita_ambasciatore_rampazzoDalla sostenibilità delle argomentazioni a quella dei materiali: pratagonista di Gen-E anche il team di Tavolità, vincitore del Brillant STEM Award promosso da Johnson & Johnson. La start up, nata dal programma Impresa in Azione di JA Italia, è formata da 14 ragazzi del liceo scientifico e di scienze applicate dei Salesiani di Treviglio (Bergamo): “la challenge che ci è stata lanciata da JA” – raccontano – “è stata quella di creare un prodotto sostenibile, basato su un modello di economia circolare sfruttando materiali difficilmente riciclabili”.

Come hanno risposto i giovani studenti? Elevando un semplice prodotto come il tavolo a emblema di sostenibilità, “perché un tavolo sostiene e si sostiene”: il banco scolastico prodotto da Tavolità, in collaborazione con l’azienda partner NTS Moulding, è costituito da un compound di materiale termoplastico e termoindurente e potrà essere rimacinato e reimmesso nel ciclo produttivo. “Vogliamo creare un prodotto sostenibile basato su un modello di economia circolare che contribuisca alla transizione ecologica del Pianeta” – racconta il team – “ma questo non ci basta: desideriamo affiancare ai nostri prodotti delle iniziative di sensibilizzazione mirate a una (ri)educazione immersiva sulle plastiche rinnovabili riciclabili”. Un’ambizione collettiva che si unisce alle consapevolezze portate a casa dagli studenti: “quello che ci ha emozionato di più” –  raccontano – “è stato lavorare insieme per uno scopo comune e a cui tutti tenevamo davvero: abbiamo scoperto nuovi ambiti disciplinari mai toccati nella nostra esperienza da liceali come finanza, economia, digital”. Visione e pragmatismo per realizzare le idee, scardinando stereotipi: “si pensa spesso che, per fare l’imprenditore, bisogna nascere in una famiglia di imprenditori. Invece adesso abbiamo l’effettiva consapevolezza che anche noi possiamo avere un’azienda: aprire una start up è fattibile anche con poche risorse e con persone che non siano tutte Steve Jobs”.

05_apiamo_docenti_rosacoppola_silvanamicilloRendere possibile quello che sembra non esserlo: per farlo, i programmi di Junior Achievement mettono a disposizione strumenti didattici flessibili e adattabili a esigenze diverse. Ne è un esempio il progetto Apiamo, realizzato dall’ITET Capitini di Perugia e premiato per il suo approccio inclusivo con il riconoscimento TES – The Entrepreneurial School Award. “Abbiamo lavorato con un team di studenti con bisogni educativi speciali” – spiegano le docenti Rosa Coppola e Silvana Micillo“insieme a loro abbiamo deciso l’argomento su cui sviluppare il prodotto: partendo dagli obiettivi dell’Agenda 2030, abbiamo scelto di valorizzare l’importante ruolo delle api nella tutela degli ecosistemi e della biodiversità”. Tema ampio e articolato che diventa di facile lettura con un’attività di divulgazione semplice e diretta: la spilletta Brilli, completamente fatta a mano “è disegnata, ritagliata e incollata dai ragazzi e viene venduta insieme a un sacchetto di cotone contenente un dischetto di torba e dei semi di Lupinella: una pianta mellifera di cui le api sono molto ghiotte” .

Le attività artigianali si muovono in sinergia con quelle di coordinamento e promozione: un blog per raccontare il progetto, una piattaforma digitale di autovalutazione e le attività di comunicazione elaborate per la vendita. Una sfida vinta attraverso il lavoro in team, capace di valorizzare le potenzialità individuali: “l’inclusività non va considerata solo nell’aspetto di favorire il gruppo di ragazzi con bisogni educativi speciali” – specificano le docenti – “ma nel diritto di avere pari opportunità e strumenti: gli ambienti che vanno al di fuori della didattica ordinaria lo favoriscono particolarmente”. In questo senso, Apiamo è un progetto che “ha permesso di scoprire talenti e veicolare un significato di inclusività fattuale e concreto”.

Il metodo Junior Achievement Italia

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Miriam Cresta e Antonio Perdichizzi

I programmi di Junior Achievement non sono attività una tantum, ma sono sempre più incasellati in un ecosistema in crescita che valorizza gli studenti, ma anche i docenti, la scuola e il territorio, attraverso il coinvolgimento attivo delle imprese. Il percorso didattico di ciascun programma è coordinato da un docente della scuola, cui si affianca la figura del Dream Coach, un volontario dal mondo dell’impresa che dona alcune ore del suo tempo e la sua professionalità per accompagnare gli studenti nello sviluppo del progetto, motivandoli e ispirando, al tempo stesso, i docenti attraverso un approccio innovativo. Recuperare la dimensione esterna delle imprese è un aspetto distintivo del metodo JA” – spiega Miriam Cresta, ceo di Junior Achievement Italia – “e ce ne prendiamo particolare cura portando i nostri volontari nelle scuole, così come gli imprenditori che si mettono a disposizione: il progetto si inserisce nell’ambito della responsabilità sociale d’impresa per molti nostri sostenitori con cui abbiamo partnership continuative da più di dieci anni e che rappresentano un pezzo interno all’organizzazione”.

Dal 2002 JA Italia ha coinvolto oltre 300 mila studenti attraverso i suoi programmi, alcuni dei quali sviluppati in collaborazione con la rete di imprese partner, fra cui Impresa in azione, Crescere che Impresa!, Green Jobs. “L’aspetto distintivo di quello che facciamo” – specifica Cresta- – “è proprio quello di tenere gli studenti in classe, ispirandoli verso le sfide del mondo. Siamo al fianco della scuola per far sì che possa mostrare ai suoi studenti quali saranno le competenze che si possono mettere a disposizione e che si devono continuamente rivedere e allenare”.

Un percorso in cui giovani e adulti giocano la stessa partita, da compagni e compagne di squadra: “nel modello che portiamo avanti, gli adolescenti non guardano agli adulti come a una categoria dicotomica con cui entrare in conflitto. Ma li considerano alleati da cui imparare e ricevere supporto nei loro percorsi di crescita umana e professionale.”

Estonia-Italia: asse strategico per l’imprenditoria giovanile europea

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Il presidente estone Alar Karis

In Estonia l’organizzazione di eventi a livello internazionale fa parte della strategia di presentazione del Paese: come racconta ad Alley Oop Daniele Rampazzo, ambasciatore d’Italia in Estonia, “ogni evento che raccoglie esperienze e capacità di altri Paesi qui è benvenuto: il turismo culturale e quello economico sono molto sostenuti e incoraggiati dalle istituzioni”. A dimostrarlo la presenza del presidente estone Alar Karis che, in Piazza della Libertà, ha visitato gli stand espositivi delle giovani start up: “la responsabilità dell’Europa di fornire strumenti di visione e concretezza per le giovani generazioni” – specifica Rampazzo – “è un tema di cui si discute da tempo all’interno delle istituzioni europee e nelle agenzie della Commissione che si occupano di formazione: occorre trovare i mezzi e i modi per realizzare questa struttura innovativa che rivoluziona profondamente tutti i canoni su cui si è basato il sistema educativo fino a ora”. Una sfida da vincere combinando gli aspetti distintivi di ciascun Paese come “la capacità di adattamento propria della tradizione italiana e la reattività a cogliere l’innovazione della cultura estone”.

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La prima ministra Kaja Kallas

A portare a casa il premio di JA Europe Company of the Year, la Grecia per le scuole superiori e il Regno Unito per le università: un riconoscimento importante che, come ha sottolineato la prima ministra Kaja Kallas durante l’evento finale, ha il suo valore “non solo nella vittoria, ma anche nella sconfitta: più importante di vincere, è imparare a perdere”. Una lezione già appresa dai giovanissimi talenti di Gen-E che condividono premi e idee in sneaker e progettano mini imprese sui temi più diversi, dall’inclusività delle persone transgender all’abbattimento dei tabù sulle mestruazioni fino alla sostenibilità dei cicli produttivi e la tutela ambientale.

Il piglio delle idee brillanti e la determinazione di chi ha tutto ancora da realizzare mettono a segno “una forma di attivismo che va verso il concetto di artivismo” – specifica Perdichizzi, presidente JA Italia – “poiché dedicarsi con consapevolezza, professionalità e profondità a percorsi professionali che poi diventano percorsi di vita è molto vicino all’espressione artistica”: così il futuro dell’imprenditoria europea rivoluziona i canoni e prende spazio. Da Tallinn nel mondo.

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Ultimi commenti (1)
  • Filippo Rizzinelli |

    Sono stati giorni unici e ricchi di esperienze indimenticabili. Grazie Nicoletta per averli vissuti e raccontati assieme a tutti noi. Prof. Filippo Rizzinelli