Cuori e libri selvaggi dal Salone internazionale del libro di Torino

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“Abbiamo bisogno di immaginare un mondo diverso prima di poterlo davvero cambiare?”

“Cuori selvaggi” è stato il tema della XXXIV edizione del Salone internazionale del libro di Torino e, insieme, una nitida risposta: per cambiare il mondo, serve immaginarne di nuovi. “Nulla sembra sfuggirci più del tempo presente”, scrive Nicola Lagioia, direttore del Salone, e i cuori selvaggi sono quelli capaci di gettarsi oltre l’ostacolo e scorgere in uno spazio nuovo, reiventato e coraggioso, il futuro desiderabile che esiste e resiste. Immaginazione, visione e generosità: i libri, al Salone e nella vita, sono strumento. Per capire, evadere, difendersi, amare. Un bisogno pubblico e privato che, nella condivisione, mette a segno un’evidenza: i pensieri più audaci nascono ritrovandosi insieme.

Lo confermano i numeri di questa edizione che, dal 19 al 23 maggio, ha portato al Lingotto Fiere 168.732 visitatori, 1466 eventi, 90mila partecipanti, 7.200 ragazzi dalle scuole a cui è stato dedicato un programma specifico nello spazio del Bookstock. Il segno di un cambio di passo importante anche per le piccole librerie che, nonostante le difficoltà evidenziate in un sondaggio per Confesercenti, tornano a essere centri di aggregazione e motore culturale del territorio: il 23% di loro ha già ricominciato a organizzare eventi in presenza, il 34% prevede di farlo a breve e quasi due librai su tre (il 64%) prevedono di chiudere l’anno con vendite stabili o in aumento, rispetto al 2021.

Una ripartenza che prende energia dalla comunità: quella del Salone, da 34 anni, mette insieme penne internazionali, storia, musica, filosofia, economia e scienza. Protagonisti, rimangono i lettori e le lettrici. A loro è indirizzato il tema – e l’invito –  di quest’anno: essere cuori selvaggi, per viaggiare attraverso mondi altri e leggere il presente che cambia. Solcare le strade che non si erano immaginate e farne una bussola: il potere della lettura è tutto qui e, i nostri percorsi in libri, arrivano dal Salone e si muovono lunga la rotta disegnata a Torino. Quella verso un futuro di pace, giustizia e desiderio.

Pace, una Casa per costruirla

Spazio, tempo e idee: il Salone di Torino è un laboratorio di riflessione e approfondimento che non prescinde dall’attualità, ma la mette al centro. La pandemia, la guerra in Europa, la crisi climatica, le disuguaglianze sociali, le democrazie più fragili: fare cultura significa sconfinare nell’attualità e nei racconti del contemporaneo.  La Casa della Pace ha rappresentato lo spazio fisico dedicato al dialogo, all’incontro e alla riflessione “sulle conflittualità che si credevano superate in Europa” e, trascendendo i metri quadri del suo stand, è stato filone dell’intero programma. Spiegare le ragioni di chi la guerra la decide, ma soprattutto dare voce a coloro che sono costretti a subirla: “Kiev” (Garzanti) è il diario personale di un conflitto nel cuore dell’Europa, scritto sul campo dal giornalista Nello Scavo. Nella capitale ucraina da febbraio 2022, Scavo descrive giorno dopo giorno i movimenti delle truppe russe e la resistenza degli ucraini; approfondisce le conseguenze politiche ed economiche dei combattimenti; svela le ragioni ideologiche alla base delle decisioni dei leader. In primo piano, la dimensione umana del dramma: cosa raccontano le testimonianze dirette di chi da un momento all’altro ha dovuto abbandonare la casa, ha perso la famiglia, ha scelto di imbracciare un fucile?

“Pensare la pace durante un raid aereo” è la risposta che suggerisce Virginia Woolf descrivendo, già nel 1940, quella spinta vitale che tiene a galla anche nei tempi più bui. Poche parole ma potenti: rileggere il pamphlet “Le tre Ghinee” (Feltrinelli) di Woolf, nell’interpretazione di Nadia Fusini e Sara De Simone, ha significato mettere alla prova la contemporaneità con la stessa sfida lanciata da Woolf più di ottant’anni fa. Quella di una società nuova in cui, “se alle donne verranno attribuite le tre ghinee per istruzione e lavoro, riusciranno ad acquisire la forza necessaria non solo per combattere la società fascista ma anche a costruire una società nuova in cui vengano davvero rispettati i grandi ideali della giustizia, della libertà e dell’uguaglianza”. La Resistenza, oggi come ieri, con il volto di donna.

Giustizia ambientale, dal Bosco degli Scrittori verso il mondo

I ragazzi – e le ragazze – salveranno il mondo: continua, per il terzo anno consecutivo, la collaborazione tra il Salone e il comitato Fridays for Future con l’obiettivo di affrontare alcuni dei temi fondamentali sul futuro del pianeta. Il suggestivo Bosco degli Scrittori di Aboca Edizionitra gli spazi più fotografati di questa edizione –  oltre a portare nel Padiglione Oval più di 1.000 piante, è stato il punto di riferimento per tutti gli incontri del Salone dedicati alla natura, alla sostenibilità e al rapporto con l’ambiente. Incontri, suggestioni, libri, parole e fatti: a inaugurare il filone è stato Amitav Ghosh, giornalista e antropologo di fama mondiale. Come si legge nell’incipit del suo “La grande cecità – Il cambiamento climatico e l’impensabile” (BEAT), l’emergenza climatica non è per lo scrittore indiano una questione di mera attualità: “I miei antenati sono stati rifugiati ambientali molto prima che se ne coniasse il termine”. Tenendo insieme il riflesso di memorie familiari traumatiche, un forte senso di urgenza e un’ostinata volontà nel voler cambiare le cose, Ghosh pone i temi dell’ambiente, dell’ecologia e della giustizia climatica al centro della sua ricerca artistica e intellettuale: l’emergenza ambientale è – come titola un suo reportage – l’ennesima “circostanza incendiaria” che lo vede coinvolto nel doppio ruolo di testimone e narratore e, per questo, è tra i primi scrittori internazionali ad assumersi il compito di risvegliare le coscienze addormentate dal “sonno dell’immaginazione”.

Un processo e un risveglio collettivo, in cui ogni persona è chiamata a fare la sua parte, unendo le lotte per la giustizia sociale e ambientale nel segno dell’intersezionalità: è ciò che propone Elly Schlein, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, in “La nostra parte. Per la giustizia sociale e ambientale, insieme” (Mondadori). Redistribuire ricchezze, sapere e potere; accompagnare la conversione ecologica; restituire dignità al lavoro e superare il patriarcato realizzando una società inclusiva: Schlein unisce le sfide intrecciate in una visione più ampia e globale, così da “essere parte del cambiamento che vogliamo generare”.

Lo stesso che guida le mobilitazioni delle nuove generazioni in tutto il mondo: Vanessa Nakate, attivista contro il cambiamento climatico e prima attivista dei Fridays for Future in Uganda, lo racconta in “Aprite gli occhi (Feltrinelli): “Avevo dato il via a qualcosa. E sapevo che non potevo fermarmi”. Nel 2019 Nakate è diventata la prima manifestante di Fridays For Future in Uganda, scoprendo la potenza della sua voce politica. Nel gennaio 2020, Associated Press la taglia fuori da una foto scattata al World Economic Forum di Davos: di fianco a lei, quattro attivisti. Tutti bianchi. La voce di Vanessa Nakate si fa più forte e nel suo libro – manifesto politico e memoir – porta alla luce l’urgenza e l’inseparabilità delle battaglie: giustizia ambientale e sociale camminano insieme.

Desiderio, forza motrice e rotta per il futuro

Per immaginare, è necessario desiderare: fare appello alla forza motrice del desiderio che, nella “tensione” verso qualcosa, crea. Ma come è cambiato il desiderio negli anni e la capacità di porsi in relazione ad esso? È il tema che lega tre libri – e tre autrici – nel panel “Donne e desiderio. Il recupero dell’eros e del conflitto”: fuori e dentro i rapporti di forza, Elisa Casseri, Veronica Raimo e Viola Di Grado si confrontano con il racconto del sesso e dell’intimità al di là della forma, tra romanzo, diario e saggio.

In “Grand tour sentimentale” (Solferino), Casseri decide di imbarcarsi in un vero e proprio viaggio-inchiesta sull’amore, entrando nelle vite di 90 persone sconosciute, incontrate attraverso lo schermo di un computer. Con ognuna di loro imposta una lunga conversazione, ponendo domande intime e a volte spietate. La casa è il metaforico filo conduttore di questa grande confessione collettiva, in cui si incontrano situazioni e vicende familiari che raccontano di ogni cosa: “Di questo nostro amarci senza amarci. Dell’impossibilità di capirsi. Della meraviglia del mentirsi. Di come certi giorni diventano baratri e altri montagne. Di come si perde tutto e poi di tutto ci si dimentica. Di questo dolore e amore e sofferenza e pudore. Di questi dispositivi fragili che siamo”. Ne emerge, da parte delle donne, “una stanchezza generalizzata nell’idea di porsi in una relazione in cui il posizionamento della donna è quello classico: necessariamente accogliente”. 

Dal ribaltamento dei ruoli sociali – dentro e fuori le relazioni – prende le mosse Niente di vero” (Einaudi): Raimo reinventa se stessa con il racconto esilarante e feroce di quello che è una giovane donna oggi. Sabotando dall’interno il romanzo di formazione, l’autrice disegna in un ritratto libero e sincero che cosa significhi diventare grandi, esplorando il sesso, i legami e le perdite. All’interno della famiglia si ricade nei ruoli sociali assegnati, che si concretizzano in un accumulo di aneddoti così esilaranti eppure così autentici: la voce narrante – caustica e pungente – smonta continuamente gli aspetti più canonici dello stare insieme per diritto di sangue e, in una storia all’apparenza intima, cela il racconto precisissimo di certi cortocircuiti emotivi e di quell’energia paralizzante che può essere la famiglia, nell’impresa sempre incerta che è il diventare donna.

Un percorso spesso a ostacoli e tortuoso: in “Fame blu” di Viola Di Grado, la ricerca di sé si intreccia a quella dell’amore fino a farne simbiosi e dipendenza. Protagoniste sono un’italiana fuggita in Cina dopo la morte del fratello gemello e una ragazza enigmatica e bellissima che la trascina oltre i tabù erotici, in una Shanghai di fabbriche dismesse e di una modernità ipnotica. Asservita alla volontà dell’altra, la venticinquenne fuggita da Roma per trasferirsi nella cosmopolita Shangai, annulla se stessa in funzione della nuova amata: con la magnetica e affascinante Xu sperimenta un’irrequieta oscillazione tra seduzione e malvagità: “Le ricordavo bene. […] Storie su donne sottili e remissive che fingevano di volere l’amore ma volevano qualcosa di più buio. Le loro unghie erano appuntite e i loro occhi tremavano a lume di candela. C’era sempre un momento di rivelazione. Un momento in cui le due immagini – la volpe cattiva e la donna affettuosa – non coincidevano più, i loro margini si separavano come un mazzo di carte gettato a terra. E allora accadeva qualcosa di irreparabile”.

Il desiderio è irreparabile e imprevedibile, non si muove lungo strade dritte e ben visibili. Ma attraversa buio e incertezza: oscillatorio e scostante, può atterrire e far paura. Eppure, esplorarne la complessità, restituisce la risposta ai tempi incerti: se “nulla sembra sfuggirci più del tempo presente”, mettere in dialogo i desideri – sbrogliandoli, lasciandoli parlare, sfogliandoli – è un’occasione di scoperta e coinvolgimento emotivo per capire il mondo. “Leggere è un’avventura solitaria, eppure con un libro tra le mani nessuno è mai solo”: il Salone del Libro è dei “cuori selvaggi” che sanno di esserlo e anche di chi ancora non lo sa. Ma lo scoprirà leggendo.

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Titolo: “Kiev”
Autore: Nello Scavo
Editore: Garzanti
Prezzo: € 15,00

Titolo: “Le tre ghinee”
Autrice: Virginia Woolf, traduzione di Adriana Bottini
Editore: Feltrinelli
Prezzo: € 10,00

Titolo: “La grande cecità – Il cambiamento climatico e l’impensabile”
Autore: Amitav Ghosh
Traduttori: Anna Nadotti e Norman Gobetti
Editore: BEAT
Prezzo: € 10,00

Titolo: “La nostra parte. Per la giustizia sociale e ambientale, insieme”
Autrice: Elly Schlein
Editore: Mondadori
Prezzo: : € 18,50

Titolo: “Aprite gli occhi. La mia lotta per dare una voce alla crisi climatica”
Autrice: Vanessa Nakate
Traduttrice: Chiara Rizzo
Editore: Feltrinelli
Prezzo: € 17,00

Titolo: “Grand tour sentimentale”
Autrice: Elisa Casseri
Editore: Solferino
Prezzo: € 20,00

Titolo: “Niente di vero”
Autrice: Veronica Raimo
Editore: Einaudi
Prezzo: € 18,00

Titolo: “Fame blu”
Autrice: Viola Di Grado
Editore: La Nave di Teseo
Prezzo: € 20,00

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