Pandemia e cambiamenti lavorativi, così inizia il 2022

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Ogni anno nel periodo appena prima di Natale una strana pressione si fa strada nella mia mente ed accompagna la gioia delle festività: è la sindrome da allenamento. In vista dei pranzi di Natale il bisogno di smaltire arriva ormai in anticipo e già da metà dicembre si fa spazio la necessità di movimento. Mentre in passato mi limitavo a nuotare e a qualche corsetta, quest’anno ho avuto la fortuna di potermi ributtare in acqua durante alcuni allenamenti della squadra dove ho vissuto la gran parte della mia carriera: Como Nuoto.

La squadra maschile al momento gioca in serie A2 e sebbene non fossi più abituato alla velocità del gioco e poco allenato per stare al loro passo, la cosa che più mi ha affascinato è stato vedere da dentro la partita come le nuove regole (create da quando ho interrotto la mia carriera) abbiano cambiato il modo di giocare. Guardare i cambiamenti da fuori è sicuramente interessante ma provarli sulla propria pelle da una sensazione completamente differente. Bisogna quasi imparare un nuovo sport o comunque ri-apprendere come giocare.

Un po’ quello che stiamo facendo nel mondo del lavoro. Ci sono domande a cui il mondo del “Learning e development” si trova a dare risposte in un periodo in cui appare evidente che lo scenario muti di continuo. Sempre più professioni richiederanno una elevata specializzazione e un’attitudine all’aggiornamento costante. Questo, in un mercato del lavoro sempre più automatizzato, digitale e dinamico, comporterà che tutte le persone potranno trarre vantaggio dal possedere una serie di competenze fondamentali (da tenere aggiornate) che le aiutano a soddisfare alcuni criteri indipendenti dal settore in cui lavorano o dalla loro occupazione. Chi si occupa di formazione ed apprendimento non può trascurare questi tre:

• Le persone devono poter aggiungere valore che superi ciò che può essere fatto da sistemi automatizzati e macchine intelligenti
• E’ necessario imparare a lavorare in maniera sempre più efficace in un ambiente digitale
• Si deve apprendere come adattarsi a modi di lavorare in continuo cambiamento e nuove occupazioni

Un supporto importante per riflettere su questi aspetti arriva dai report del World Economic Forum e dal quinto Workplace Learning Report annuale di LinkedIn Learning. La piattaforma digitale ha intervistato oltre 1.200 professionisti dell’apprendimento e dello sviluppo (L&D) e quasi 900 studenti. Difficile creare un sommario complessivo sugli spunti che emergono da questi studi, ma possiamo sicuramente sottolineare 5 aspetti fondamentali:

1. Diventa fondamentale concentrarsi in ambito L&D su upskilling e reskilling: esaminando le riflessioni sul domani professionale del World Economic Forum emerge che, grazie alla pandemia, tutto ciò che veniva ipotizzato come “il futuro del lavoro”, in realtà è già arrivato. E’ già iniziato il percorso attraverso il quale l’automazione e una innovativa ripartizione dell’operatività tra persone e macchine modificheranno o cancelleranno quasi 85 milioni di posti di lavoro a livello globale. Di contro però l’evolversi dell’economia e dei mercati del lavoro consentiranno la creazione di circa 97 milioni di nuovi ruoli. Le persone avranno un vantaggio in ambiti che richiedono gestione, decisioni, comunicazione e relazioni.

Altro dato significativo è che il 50% di coloro che rimarranno nei loro ruoli attuali nei prossimi cinque anni avrà bisogno di incremento della specializzazione e riqualificazione. Appare evidente da queste considerazioni che upskilling (aggiornamento e miglioramento delle competenze) e il reskilling (riqualificazione delle competenze professionali) sono sempre di più una priorità assoluta da sostenere con apprendimento e sviluppo. Anche la maggior parte dei datori di lavoro inizia a vedere questi due fattori come quelli fondamentali per la sostenibilità delle proprie aziende e per questo motivo appaiono più predisposti ad investire sulle persone rispetto al passato.

2. La pandemia ha segnato il passo anche per le competenze più richieste: resilienza, fluidità digitale e comunicazione tra gruppi di persone in remoto o in presenza occupano il podio secondo Linkedin Learning. Ma molto interessanti appaiono anche le altre sette skill che compaiono tra le prime dieci. Nell’ordine intelligenza emotiva e collaborazione interfunzionale segnano il quarto e quinto posto, a dimostrazione di come emozioni e relazioni diano sempre più valore aggiunto al lavoro delle persone. Leadership nella complessità, gestione del cambiamento segnalano l’importanza di convivere con un mondo in perenne modifica. Gestione dello stress, time management e creatività concludono questa classifica che vede quasi esclusivamente competenze cognitive, innovative, emozionali e relazionali.

3. L’efficacia dell’apprendimento in team appare aumentata e sostenuta dai processi esperienziali condivisi: la formazione esperienziale e l’utilizzo di alcune funzionalità social come domande e risposte ha consentito una maggior predisposizione dei gruppi ad apprendere ed un minor tasso di abbandono nei percorsi di training e coaching. Idea comune tra i professionisti di learning & development appare, sempre secondo Linkedin Learning, che i team che apprendono nuove competenze insieme abbiano più successo grazie anche al fatto che lo studio basato sulla comunità aiuta a costruire un senso di appartenenza in un’organizzazione.

4. I manager sono la forza motrice dell’apprendimento delle persone. Gran parte dei progetti di coaching e training stanno coinvolgendo i manager per aiutarli a sviluppare competenze nella propria forza lavoro. Punto centrale di questi percorsi è spesso focalizzato sulle competenze dei manager nella gestione di feedback con i loro rapporti diretti. L’importanza di una valutazione oggettiva diventa l’arma a sostegno dei riscontri verso i collaboratori, ma sono la capacità di ricevere feedback e quella di comprendere le strategie di lungo periodo su cui si concentra in questo momento il management per rimanere allineato all’executive team ed al board aziendale.

5. Le nuove generazioni iniziano a rendersi conto dell’importanza di apprendere più velocemente. “Se vuoi realmente i lavoratori e lavoratrici più giovani”, sempre secondo Linkedin Learning, “allora focalizzati sulle opportunità di crescita“. La maggior parte di studenti e studentesse delle nuove generazioni ritiene che l‘apprendimento sia la chiave per una carriera di successo. Risultato di questa riflessione è che queste generazioni ora stanno cercando di imparare più che mai.

Come i nuovi regolamenti sportivi creano grandi cambiamenti nel modo di giocare, le nuove modalità imposte al mondo del lavoro dalle incertezze e dalla velocità del “divenire” del periodo di pandemia hanno creato un nuovo modo di vivere le professioni e questo è sicuramente incentrato su una capacità ed una volontà di apprendere in modo continuativo e che dura per tutto il percorso professionale. E quindi per il 2022 e per tutti gli anni a venire… buon apprendimento a tutti!

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