
Per migliaia di bambini e bambine che vivono in Italia in condizioni di povertà ed emarginazione sociale, l’estate rappresenta il periodo dell’anno in cui le disuguaglianze diventano ancora più evidenti. Con la chiusura delle scuole vengono meno la routine quotidiana, gli spazi di socialità e le opportunità educative, mentre le giornate si allungano tra quartieri difficili, poche occasioni di svago e prospettive limitate.
Per molti di loro il tempo libero si trasforma in un tempo vuoto. Le strade percorse sono sempre le stesse, le esperienze nuove quasi inesistenti e i sogni, quando ci sono, restano spesso piccoli o vengono accantonati troppo presto. Alcuni bambini non hanno mai visto il mare, non conoscono il rumore delle onde, non hanno mai indossato una maschera da snorkeling o toccato uno scoglio. Per loro il mare resta un luogo lontano, quasi irraggiungibile.
È in questo scenario che opera da quasi trent’anni Fondazione l’Albero della Vita, impegnata in tutta Italia nello sviluppo di interventi contro la povertà minorile, la prevenzione della devianza giovanile e il contrasto all’abbandono scolastico.
Minori a rischio povertà
La Fondazione rivolge le proprie attività a nuclei familiari italiani e stranieri con figli minorenni che vivono in condizioni di esclusione sociale ed economica. Gli interventi comprendono sostegno materiale, accompagnamento socio-pedagogico, la costruzione di reti di prossimità e servizi di orientamento alla formazione e al lavoro, con l’obiettivo di favorire percorsi di autonomia e inclusione.
A delineare la portata del fenomeno sono anche gli ultimi dati Istat. Nel 2025 il 22,6% della popolazione italiana risulta a rischio di povertà o esclusione sociale. Si tratta di oltre 13 milioni di persone esposte al rischio di povertà, grave deprivazione materiale e sociale oppure caratterizzate da una bassa intensità lavorativa.
La quota di individui a rischio povertà rimane sostanzialmente stabile rispetto al 2024, attestandosi intorno al 18,6%, mentre cresce leggermente la percentuale di coloro che vivono in condizioni di grave deprivazione materiale e sociale, salita dal 4,6% al 5,2%.
Per i minori questa condizione non si traduce soltanto in difficoltà economiche, ma anche in una riduzione delle opportunità di crescita personale, culturale e relazionale. Una situazione che alimenta forme di povertà educativa, relazionale e aspirazionale, limitando lo sviluppo delle competenze e delle prospettive future.
«La povertà educativa, in tutte le sue forme, toglie il futuro ai bambini. Per contrastarla serve un’alleanza immediata tra settore pubblico e privato sociale, capace di potenziare i servizi sul territorio, rafforzare le competenze dei genitori e liberare i talenti dei giovani», afferma Isabella Catapano, direttrice generale di Fondazione l’Albero della Vita.
Le difficoltà delle famiglie aumentano durante i mesi estivi, quando alla gestione del bilancio domestico si aggiunge il costo dei centri estivi. Secondo il quarto Monitoraggio dell’Osservatorio Eures-Adoc, il costo medio nazionale di un campo estivo a tempo pieno ha raggiunto i 179 euro a settimana per bambino, pari a circa 1.432 euro per otto settimane di frequenza. La spesa può arrivare a sfiorare i 2.800 euro nel caso di famiglie con due figli. Tariffe che risultano aumentate del 3,5% nell’ultimo anno e del 27% negli ultimi tre anni.
Le attività di Fondazione l’Albero della vita
Per offrire un’alternativa concreta a questa situazione, Fondazione l’Albero della Vita organizza gratuitamente, per i bambini e i ragazzi coinvolti nei propri progetti di contrasto alla povertà, numerose attività educative e ricreative durante il periodo estivo. Il programma nazionale, attivo dal 2014, nell’ultimo anno ha sostenuto oltre 8.300 persone, di cui più di 4.100 minorenni.
Tra le iniziative proposte figurano uscite sul territorio, laboratori educativi, cineforum, giornate in piscina e al mare, visite alle fattorie didattiche e attività culturali, con l’obiettivo di offrire occasioni di crescita, socializzazione e benessere lontano dal caldo delle città.
Parallelamente, la Fondazione garantisce anche un’estate serena ai dieci bambini accolti da “La Casa dei Bimbi”, la comunità educativa attiva a Milano dal 2003 che ospita minori da zero a sei anni allontanati dalle famiglie d’origine.
Anche quest’anno, grazie al lavoro delle educatrici, i bambini saranno accompagnati al mare e alcuni di loro lo vedranno per la prima volta. Un’esperienza che assume un valore educativo fondamentale, contribuendo allo sviluppo cognitivo ed emotivo dei più piccoli e trasformandosi in un ricordo destinato a rimanere nel tempo, restituendo quella dimensione di normalità cui ogni bambino dovrebbe poter accedere.
«Grazie al sostegno instancabile di tanti partner e donatori, la Fondazione rinnova il suo impegno accanto a chi vive in contesti di forte marginalità. Regalare a questi bambini l’opportunità di uscire dal proprio isolamento, vivere esperienze mai provate e sentirsi uguali ai propri coetanei significa cambiare le loro prospettive. Sarà un’estate straordinaria, specialmente per chi, grazie a chi ci sostiene, vedrà il mare per la prima volta nella vita» conclude Catapano.
***
La newsletter di Alley Oop
Ogni venerdì mattina Alley Oop arriva nella tua casella mail con le novità, le storie e le notizie della settimana. Per iscrivervi cliccate qui.
Per scrivere alla redazione di Alley Oop l’indirizzo mail è alleyoop@ilsole24ore.com