
«É iniziato tutto per scherzo, poi è diventato un modo per non pensare». Catia ha 38 anni, è una casalinga, vive a Siracusa e ha quattro figli. Frequenta da tre anni una delle Case del Sorriso di Cesvi, sostenute da Intesa San Paolo, che presidiano le periferie tra le più dimenticate d’Italia. La sua è una delle tante storie raccontate nel documentario intitolato “A un passo dal domani”, realizzato da Factanza Media insieme a Cesvi e presentato il 6 maggio scorso al Cinema Anteo di Milano. Tre città (Napoli, Siracusa, Bari) e tre quartieri periferici (San Pietro a Patierno, area della Mazzarona, San Paolo) raccontati in 45 minuti, durante i quali si ripercorrono le esperienze delle Case del Sorriso, luoghi di ritrovo, ma anche di rinascita, dove bambini, adolescenti e adulti possono trovare conforto e confronto.
Il progetto
2.093 persone aiutate, di cui 1.384 minorenni. Le Case del Sorriso sono attive in Italia, con veri e propri hub sociali a Milano, Bari, Napoli e Siracusa, e a all’estero in sette Paesi del mondo tra cui Brasile, India e Sudafrica. In Italia, ricorda Cesvi, il progetto affronta un’ emergenza nazionale che vede 1,3 milioni di minori vivere in povertà assoluta, con picchi critici al Mezzogiorno, e circa un milione di bambini a rischio maltrattamento. Le storie e l’impatto di questo modello di welfare territoriale nelle aree a maggiore esclusione sociale sono ora raccontati in un documentario focalizzato sul diritto al futuro e sul contrasto alla povertà educativa. Il docufilm racconta questa realtà partendo dai contesti più degradati in cui il programma Case del Sorriso opera.
«Le Case del Sorriso non sono solo luoghi fisici, ma spazi di relazione, fiducia e possibilità, dove bambini e ragazzi possono trovare ascolto, strumenti e adulti capaci di esserci davvero. Portare queste storie al pubblico significa chiedere a tutti di guardare più da vicino una realtà troppo spesso invisibile e allo stesso tempo far comprendere quanto sia possibile cambiare, con il giusto supporto, un destino che sembra scritto», dice Roberto Vignola, vicedirettore generale di Cesvi.
Le donne al centro
Nella Casa del Sorriso del quartiere Mazzarona, Catia e altre donne che vivono nella periferia di Siracusa, si ritrovano non solo per avere un supporto psicologico e un momento di confronto, ma anche per svolgere attività di vario genere. Catia, ad esempio, cuce e mentre lo fa, assapora la sensazione di avere “una propria cosa” , come la chiama lei, una passione, un lavoro in cui vedere riflesso qualcosa di sé. Per Catia, infatti, il lavoro non significa solo avere un’ indipendenza economica, ma anche e soprattutto un po’ di tempo per sé.
«Ho sempre sognato di avere un’indipendenza economica, una cosa mia. Ma non ho mai avuto tempo». Diventare mamma è un’esperienza totalizzante e spesso un ostacolo importante al lavoro femminile. Secondo dati Eurostat tra i 25 e i 49 anni sono occupate il 64,9% delle donne. Chi non ha figli è al 68,5%. Con un figlio si arriva al 64,8%, con due al 62,%, con tre al 42,3%. Catia, con i suoi 4 figli, nel mondo del lavoro non ha mai messo piede. «Sono rimasta incinta a 18 anni dopo la classica fuitina. Da quel momento ho solo pensato ai miei figli», racconta nel documentario. «Andare alla Casa del Sorriso- spiega- mi fa bene. Quando entro là, entro nel mio mondo». Nell’ area della Mazzarona, dove vive Catia, l’abbandono scolastico è al 18,1%. Proprio lì, Cesvi ha sostenuto 150 persone, garantendo tutela a 86 ragazzi.
Il tema delle gravidanze precoci spesso sta alla base del disagio sociale che caratterizza questi quartieri. In aree come San Pietro a Patierno, uno dei quartieri raccontati nel documentario, ad esempio, secondo il monitoraggio costante che Cesvi fa sul territorio, c’è un’incidenza di gravidanze precoci del 14,9%. In queste condizioni, una ragazza che rimane incinta prima dei 18 anni non ha nessuna speranza di migliorare la propria situazione socio economica.
«Una mamma che sta in difficoltà, è una mamma che non è accolta, che non è ascoltata. Quando noi le ascoltiamo nel nostro spazio, ci ritroviamo in quello che può essere il vivo del nostro progetto», dice un’operatrice di Cesvi.
Il disagio giovanile
Luca (nome di fantasia) ha 15 anni. Vive alla periferia di Napoli. Dopo varie “tarantelle”- come le chiama lui- con i genitori per il suo carattere, e un tentativo di fuga da casa, ha cercato di avvelenarsi. Cosa succede ad un ragazzino di 15 che decide di avvelenarsi? «Pensava che nulla di positivo potesse più succedere nella sua vita», spiega una delle operatrici della Casa del Sorriso parlando ad altri ragazzi della stessa età di Luca. «Questa storia mi ha segnato profondamente perchè conosco Luca da anni” spiega un altro operatore. «Le abbiamo provate tutte – prosegue- ma forse abbiamo sbagliato». Luca per fortuna sta bene e continua a frequentare la Casa del Sorriso, con un’unica speranza: trovare il proprio posto nel mondo.
Aiutare chi è in difficoltà e vive in contesti disagiati è un lavoro corale. Non ci sono solo gli operatori del terzo settore che lavorano ogni giorno in prima linea, ma anche gli attori privati, come Intesa San Paolo, e le istituzioni. «Cesvi, nel suo impegno quotidiano sul territorio ha incontrato sempre la collaborazione delle istituzioni. Solo con la collaborazione di tutti, si può fare veramente la differenza”, ha detto ad Alleyoop Roberto Vignola.
Il ruolo dei media
I media dal conto loro hanno una responsabilità cruciale, perché decidono ogni giorno quali mondi mettere in luce e quali invece lasciare sullo sfondo. «Con “A un passo dal domani” abbiamo voluto portare lo sguardo su un’Italia che esiste nel silenzio del dibattito pubblico. È l’Italia delle periferie, dove il luogo in cui si nasce può ancora incidere su opportunità, diritti e futuro delle nuove generazioni. Per Factanza fare informazione significa anche questo: raccontare questi territori fuori dalla solita cronaca emergenziale, per restituire la complessità e la dimensione umana che esprimono» ha dichiarato Bianca Arrighini, CEO e Co-founder di Factanza Media.
Dopo una prima fase di proiezioni dal vivo, “A un passo dal domani” sarà disponibile anche su YouTube, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la diffusione del progetto.
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