Sanità, giovani e lotta alla povertà: cosa chiedono i cittadini di Parma

Piazza della Pace, monumento al Partigiano. Parma

Un rafforzamento della sanità pubblica, misure a favore dei giovani, dell’integrazione sociale e contro la povertà. Sono queste le priorità per i cittadini di Parma, secondo i risultati dell’indagine dell’Istituto Demopolis. Una fotografia che mette in luce come siano i diritti e l’inclusione al centro delle preoccupazioni e degli obiettivi della città. A presentare i risultati, il direttore di Demopolis Pietro Vento e la ricercatrice di Demopolis Maria Sabrina Titone che, assieme alla ricercatrice di Demopolis Giusy Montalbano, hanno portato avanti l’indagine per conto della Fondazione Cariparma.

L’indagine dell’Istituto Demopolis

A detta di Titone «in questi anni la Fondazione Cariparma è passata da un welfare riparativo ad un welfare innovativo»: una scelta radicale, che non mira più ad intervenire in modo puntuale sulle necessità del territorio ma ad agire «in un’ottica di rete, che possa guardare i bisogni della provincia dall’alto e che prenda in considerazione azioni di ampio respiro». In questa nuova cornice, l’ambizione dell’indagine non è più soltanto «creare una mappatura del contesto e di ascoltare i cittadini, ma anche di definire i bisogni attesi dalla provincia», così come puntualizzato da Vento.

Per questa seconda indagine (la prima pubblicata nel 2022), Demopolis ha coinvolto due campioni: oltre 1000 cittadini e 360 opinion leader e stakeholder, tra rappresentanti delle organizzazioni del terzo settore, delle istituzioni pubbliche, dell’Università e del mondo scolastico.

Più sanità pubblica

Vivere a Parma vuol dire vivere bene: lo afferma il 64% dei cittadini. Tra le motivazioni, compaiono diversi fattori e tra questi, Parma vanta anche i servizi pubblici: promossi da quasi tre quarti dei residenti, questa percentuale supera di venti punti la media nazionale.

Ma ogni città convive con alcune aree di fragilità. Per oltre due terzi dei cittadini l’aspetto più problematico della realtà parmigiana è l’accesso ai servizi sanitari e le liste d’attesa: «Una mancanza che si è fatta più viva negli ultimi anni in tutta Italia, – ha puntualizzato Vento, – specie a seguito dell’emergenza Covid». Non a caso, circa due terzi dei cittadini indica come priorità per la provincia il rafforzamento dei servizi sanitari.

A questa richiesta si accodano anche gli stakeholder: poco più della metà di loro sottolinea alla Fondazione la necessità di un maggiore supporto alla sanità pubblica, così da poterne garantire le prestazioni attese.

Più centralità dei giovani

Cruciale, da quanto emerge dalle risposte degli stakeholder, è l’attenzione alle generazioni più giovani: circa sei intervistati su dieci chiedono maggiore impegno da parte delle istituzioni scolastiche nel supporto alle fragilità emergenti, e circa la metà di loro sottolinea la necessità di spazi di aggregazione pensati per i più giovani. Quattro rispondenti su dieci, inoltre, vorrebbero che la Fondazione favorisse il protagonismo dei giovani in occasione di Parma Capitale Europea dei giovani.

Anche nel giudizio dei cittadini pesa la percepita mancata attenzione ai più giovani: circa la metà di loro rendono nota la necessità di intervenire con politiche a contrasto del disagio giovanile.

Maggiore integrazione sociale

Oltre quattro stakeholder su dieci chiedono linee di intervento a supporto delle fragilità sociali (con riferimento all’isolamento dei caregiver, alla disabilità e alla marginalità), e non solo: tra le voci più indicate emerge anche la richiesta di progetti per l’inclusione sociale dei cittadini di origine non italiana, a partire dai corsi di lingua (40%).

Tutte risposte in linea con la volontà della cittadinanza: i parmigiani chiedono alla città una risposta alle crescenti disuguaglianze nel tessuto sociale (44%), oltre che misure per la gestione dell’immigrazione (39%), un welfare innovativo che crei occasioni di autonomia per i segmenti fragili (30%) e maggiore integrazione e coesione sociale tra le diverse culture (30%).

Più interventi contro l’inflazione e la povertà

Di primaria importanza, agli occhi degli intervistati, sono gli interventi a contrasto del caro vita e della povertà. Sfiora l’85% la percentuale di cittadini che ha sofferto negli ultimi tre anni l’impatto dell’inflazione e dell’aumento del costo della vita. A detta di Vento questo caro vita rischia per di più di aumentare «a causa del conflitto scoppiato nel Golfo Persico». Per questo motivo poco più della metà di loro segnala come prioritario un intervento a sostegno del potere d’acquisto delle famiglie e di contrasto al caro vita, insieme a politiche abitative (31%) e a misure per l’occupazione (29%).

Sentimento condiviso anche dagli stakeholder: in particolare, questa seconda categoria avverte il bisogno di intervenire sulle crescenti disuguaglianze e sulla nuova povertà (59%), sull’emergenza abitativa (33%) e sull’occupazione (22%).

La risposta di Cariparma

Il 71% degli stakeholder ritiene importante la presenza di Cariparma nel territorio: una presenza che, dal 37% dei cittadini, viene associata ad un ruolo di supporto del tessuto sociale. «C’è voglia da parte della Fondazione Cariparma di ascoltare il territorio e di essere sempre più rappresentativa a livello sociale» ha concluso Vento, definendo «interessante» la risposta dei rispondenti a questa nuova direzione della Fondazione. Una direzione innovativa nel modo di fare filantropia, apprezzata dal 68% dei cittadini e dal 73% degli stakeholder, che si ritiene possa incidere «nell’affiancamento dello sviluppo territoriale in un contesto tanto nazionale quanto internazionale».

***

La newsletter di Alley Oop

Ogni venerdì mattina Alley Oop arriva nella tua casella mail con le novità, le storie e le notizie della settimana. Per iscrivervi cliccate qui.
Per scrivere alla redazione di Alley Oop l’indirizzo mail è alleyoop@ilsole24ore.com