Violenza, “Ho detto no”: un libro per uscire dal tunnel

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Cambiano i nomi e i vissuti, ma non il copione: anni di violenza scambiata per normalità, un momento epifanico in cui si tocca il fondo, la fortuna di trovare “aiutanti”, come nelle fiabe, e poi il chiarore della rinascita. Delle otto storie raccolte nel libro Ho detto no. Come uscire dalla violenza di genere” (Il Sole 24 Ore) scritto dalle giornaliste del Sole 24 Ore Radiocor, Chiara di Cristofaro e Simona Rossitto, rispettivamente co-coordinatrice e contributor di Alley Oop, colpiscono i finali. Perché chi riesce a uscire dal tunnel della violenza – un tunnel che toglie luce, energie, fiducia – quasi sempre cerca di restituire qualcosa agli altri e alle altre, sotto forma di parole e impegno.

L’etica del dono come risposta ai disvalori che connotano la violenza contro le donne: isolamento, possesso, dominio, manipolazione. Il contrasto è fortissimo, permea l’intero volume, costringe a guardare la violenza per quello che è: non un affare privato, da trattare alla stregua di un problema familiare o di coppia come un altro, non un destino ineluttabile, ma “un fenomeno antico e radicato, che riguarda tutta la società”, la cui impalcatura – scrivono le autrici – si regge sulle fondamenta del patriarcato, con il cemento del silenzio, dell’omertà, della rassegnazione e della paura. Ecco perché chi lo rompe lo fa non solo per sé, ma per tutte.

Yvette scopre la chiave per la sua liberazione attraverso l’incontro con una operatrice di un centro antiviolenza, che le ripete quanto sia brava ad elaborare cosa le è successo. “Questa comprensione, questa capacità di ascolto mi hanno aiutata a studiare, a cercare di capire come riuscire ad aiutare le altre donne, soprattutto le donne straniere come me”. Diventa mediatrice, crea laboratori per migranti, insegna loro a far sentire la propria voce.

Antonella dice che le piace raccontare la sua vicenda, quel “tutti contro tutti” che ha vissuto nella sua famiglia d’origine e che ha imparato a riconoscere soltanto quando qualcuno ha notato i segni sul suo corpo. Le piace perché “può servire come deterrente: altri padri, altre madri, magari, capiranno il dolore che possono provocare nei loro figli”.

Francesca, vittima di un mostro travestito all’inizio da “principe azzurro” e protagonista di un “martirio” giudiziario in cui fa capolino la famigerata alienazione parentale, è tornata a lavorare (fa l’arte terapeuta) e a studiare: psicologia, per occuparsi delle donne in difficoltà. “Ho ricominciato a vedere il mondo a colori. (…) Lui non può essere cambiato, ma tu puoi vivere adesso: questo dico loro. Ricominciare ad essere, ogni giorno con un colore in più. È difficile, ma si può fare”.

Luisa, dopo le violenze subite dal padre dei suoi tre figli, partecipa a un progetto di formazione e lavoro che utilizza le pelli delle bufale. “Prevede il recupero della pelle al naturale – racconta nel libro – valorizzando tutti i segni e le cicatrici e le imperfezioni. Perché, come per le donne, proprio dalle cicatrici, proprio dalle fragilità si può ricreare la bellezza”.

Francesco è uno degli uomini, ancora troppo pochi, che ha smesso di cercare giustificazioni alle sue azioni e ha saputo chiedere aiuto, rivolgendosi a un centro di recupero per maltrattanti. Accetta di parlare di sé, “perché serva, perché uscirne si può e si deve, bisogna avere la volontà di lavorare su sé stessi per cambiare direzione e trovare la strada. Ma è possibile”.

Stefania è rinata come Anarkikka: attraverso le vignette e le parole svela stereotipi e pregiudizi, anche quelli che albergano dentro di sé. Oggi si occupa di diritti a 360 gradi. Aiuta chi può, come può. Quando le ragazze la ringraziano, perché non si sentono sole, non nasconde l’orgoglio: “Sono riuscita a dare un senso, anche alla violenza”.

“In ciascuna delle otto storie – osserva nella prefazione la scrittrice Tea Rannoc’è un punto di salvezza, uno strumento che ha permesso alla protagonista di evolvere, di trovare la dose di coraggio necessaria per il salto che l’ha rifatta padrona della sua vita”. E il valore del libro “sta nell’indicare in maniera chiara il percorso da intraprendere: prima ancora che denunciare il molestante alle forze dell’ordine, le donne devono entrare in un sistema di protezione, e possono farlo rivolgendosi a una struttura idonea, dotata di personale competente, che saprà diventare, tra l’altro, l’elemento di congiunzione tra loro e le istituzioni che hanno il compito di tutelarle”.

Un libro che non c’era, emozionale e al tempo stesso pratico, consigliato a tutti, addetti ai lavori e non. Storia dopo storia, capitolo dopo capitolo, Di Cristofaro e Rossitto – forti del lavoro di informazione scrupoloso che da anni conducono per Alley Oop – srotolano il filo che rende percorribile, e sostenibile, il labirinto verso la salvezza. Rivelano i tanti anelli di cui è fatta la rete a cui le donne possono aggrapparsi: come rivolgersi a uno dei 350 centri antiviolenza e delle 366 case rifugio sparse per la penisola; come riconoscere gli approcci psicologici più efficaci; quali leggi regolano la materia e quali carenze permangono, soprattutto nella loro applicazione; quali competenze si richiedono a forze dell’ordine, avvocati, magistrati, assistenti sociali, medici e infermieri perché la rete non presenti nodi e buchi.

E ancora, le autrici ci ricordano come si combattono gli stereotipi nelle aule di giustizia; quali sono gli interventi possibili per gli uomini violenti, senza che distolgano risorse per il sostegno alle vittime e senza che i percorsi dei maltrattanti diventino altri manganelli da usare contro le donne in tribunale. Fino al punto forse più importante, la chiave di volta: l’alleanza fondamentale tra donne e uomini per cambiare la cultura. Teatro, Tv, libri, cinema: l’immaginario che ci rende chi siamo, dove affondano le radici delle nostre credenze e dei nostri comportamenti. “Se è la cultura che deve cambiare, è con la cultura che si deve agire”. Noi di Alley Oop ci proviamo, 365 giorni l’anno.

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Titolo: “Ho detto no. Come uscire dalla violenza di genere”
Autrici: Chiara Di Cristofaro, Simona Rossitto
Editore: Il Sole 24 Ore
Prezzo: 16,90 euro

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