#Under40, Alessandra Catozzella e la capacità di saper chiedere

scritto da il 27 Aprile 2021

catozzella

Una vita in anticipo sui tempi. Alessandra Catozzella, già responsabile area salute in Axa a 36 anni e a capo di un team di 35 persone, prima ancora aveva lavorato in Boston Consulting, ancora prima in Zurich Assicurazioni. A luglio 2020 si prende la prima pausa nel suo percorso accelerato dallo studio al lavoro: “ Quando avevo lasciato Axa non avevo in mente di uscire dal mondo del lavoro“, precisa Alessandra, mamma di Ettore, 4 anni. E infatti oggi, neanche un anno dopo il suo stop è partner in Boston Consulting nella area Healthcare.

Volevo rimettermi in gioco e soprattutto rimettere in gioco le mie priorità. E più mi rendevo conto che avevo paura a farlo, più capivo che su quel ‘freno’ dovevo lavorare“, racconta Alessandra Catozzella. La paura principale era quella di perdere tutto, tutto quello che aveva costruito fino ad allora.

catozzella2Nata a Taranto, a soli 17 anni Alessandra si diploma al liceo scientifico, poi a 21 si laurea in Economia e Commercio all’Università Cattolica di Piacenza, a 24 anni consegue il dottorato di ricerca in Economia Politica. “La mia passione principale – racconta – era imparare cose nuove ma anche vederle applicate concretamente. E il limite principale della ricerca per il mio temperamento è che si lavora troppo spesso da soli“.

Catozzella risponde a una iniziativa di Zurich dedicata a giovani talenti e in questa azienda trascorre 9 anni, di cui 5 a Zurigo e e trasferimenti in diverse città europee. Finché nel 2012 rientra in Italia, a Milano, per mettervi radici con il compagno. “I miei genitori erano insegnanti, mio padre un acceso femminista, che mi ha sempre stimolato, sostenuto e supportato. A mia mamma, oggi 74 anni, era stata negata la possibilità di concludere gli studi da una famiglia forse tropo all’antica. E io dall’altra parte ero una multi-potenziale ante litteram, spronata ad andare sempre avanti. A un certo punto ho capito che volevo cambiare, o semplicemente prendermi una pausa, ma a soli 38 anni mi sembrava già troppo tardi“.

Il coraggio, però, alimenta coraggio. “Quando ho dato le dimissioni in Axa, la prima sensazione è stata quella di smarrimento. Volente o nolente la mia identità era legata alla professione. Ma quando comprendi che domani non è un altro giorno, ma un giorno in meno, scatta qualcosa di irreversibile. Poco tempo dopo mi ha invaso un grande senso di libertà. Il mio primo fine settimana libero è stato in un laboratorio di falegnameria creativa. Poi la via Francigena“.

Di che cosa avevi paura davvero?Di non trovare un altro lavoro. L’ho superata quando ho capito una volta per tutte che avevo raggiunto certi traguardi solo con le mie forze e le mie competenze. Che ero io a non vedere, gli altri sì. Ho lavorato molto sulla mia autostima. Ho lavorato sulla capacità di dire no“.

Un percorso di consapevolezza che continua.In futuro mi vedo sempre nell’ambito aziendale, nel settore salute, nel welfare. Ho capito i temi rilevanti per me e come lavorarci. Soprattutto, ho imparato a chiedere quello che serve. Se lo facciamo, rimaniamo sorprese da quello che succede“.