WomenCorporateDirectors, a Starbucks e Shiseido il premio 2020

scritto da il 09 Settembre 2020

robert-katzki-jbtfm0xberc-unsplash

Nel decimo anniversario dalla nascita del Visionary Award, per l’impegno delle aziende in tema di diversità, inclusione e leadership delle donne nellla C-suite e nel board, la Women Corporate Directors Foundation (WCD) ha deciso di premiare Starbucks, Shiseido, Elkay e Ana Paula Pessoa, presidente della società di intelligenza artificiale Kunumi AI in Brasile e membro del consiglio di Newscorp, Credit Suisse, Suzano e Vinci Group.

I nostri premi Visionary Award rappresentano, a livello globale, il tipo di pensiero inclusivo, innovazione e agilità di cui abbiamo bisogno per far progredire le nostre aziende e i nostri paesi in questo momento cruciale della storia“, ha affermato Susan C. Keating, CEO di WCD. Mentre Barbara Bowles, co-presidente del comitato dei Visionary Awards, ha commentato la scelta dei premiati sottolineando: “Come negli anni passati, sono stati selezionati sulla base di una comprovata leadership di settore e sul loro continuo impegno nei confronti dei fattori ESG – ambientali, sociali e di governance – sia nel consiglio di amministrazione che nel C -suite“.

Come molte altre manifestazioni, anche i Visionary Award quest’anno saranno assegnati con una celebrazione virtuale oggi 9 settembre alle 15:30 degli Stati Uniti. Il calendario della tre giorni prevede incontri e di speech. Fra i relatori anche Madeleine K. Albright (64th Secretary of State of the United States and Chair, Albright Stonebridge Group), Julia Gillard (Former Prime Minister, Australia), Dambisa Moyo (Global Economist and Author), David M. Solomon (Ceo Goldman Sachs), Henrietta H. Fore (Executive Director, UNICEF).

“I recenti eventi hanno ulteriormente accresciuto la consapevolezza della necessità di inclusione e leadership“, ha detto Deb Kelly, co-presidente del comitato con Bowles. “I vincitori del Visionary Award di quest’anno hanno continuato a dimostrare tale leadership durante gli eventi inquietanti di quest’anno”.

La partecipazione italiana

Anche l’Italia da quest’anno è rappresentata nella fondaizone, grazie alla nomina di Cristina Finocchi Manhe nel Comitato Globale dei Visionary Awards di WCD Foundation, che riunisce membri dei board di società quotate per una market cap complessiva di oltre 8.000 miliardi di dollari. “WCD premia la sostenibilità ESG e la diversità di genere, accompagnate da risultati solidi e consolidati, perché sono alla base della creazione di valore nel lungo termine. L’attenzione delle nuove generazioni è orientata sempre più verso nuovi modelli di sviluppo socio-economico, e dunque di consumo, più inclusivi, solidali e sostenibili.I team misti sono più innovativi, più forti nell’anticipare i cambiamenti nelle esigenze dei consumatori e nei modelli di consumo che rendono possibili nuovi prodotti e servizi, generando un vantaggio competitivo. E, come ricordato da un recente report di Mc Kinsey, le aziende con una presenza più equilibrata di donne e uomini, hanno una più alta probabilità di conseguire una redditività superiore alla media. E per coloro che si posizionano nel segmento con il maggior numero di dirigenti donne, la probabilità di sovraperformare cresce del 48%”.

Per il prossimo anno sono già partite le candidature delle imprese e potrebbero partecipare anche aziende italiane, che però rispettino almeno i prerequisiti:

  • ricavi superiori a 200 milioni di dollari 
  • almeno 3 figure femminili nel board, che rappresentino almeno il 30% dei membri
  • almeno il 20% di donne nella C-Suite

“Ho accettato con molto piacere questo incarico e, per il prossimo anno, mi aspetto una maggiore presenza di imprese europee, e in particolare italiane, con un’alta sensibilità dimostrata alle tematiche di sostenibilità ambientale e sociale, di governance e di gender diversity, considerando anche l’impegno dell’UE con il Green Deal e la nuova Digital Strategy, fortemente voluti della presidente Ursula Von Der Leyen per una economia circolare neutrale dal punto di vista climatico in cui la crescita economica sia disaccoppiata dall’utilizzo delle risorse, per uno sviluppo più inclusivo e sostenibile” conclude Finocchi Manhe.

Ora sta agli imprenditori e alle imprenditrici italiani farsi avanti.