Covid-19, in arrivo norma per far stare a casa un genitore per minore

scritto da il 05 Marzo 2020

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“È in fase di definizione una norma che prevede la possibilità per uno dei genitori, in caso di chiusura delle scuole, di assentarsi dal lavoro per accudire i figli minorenni”.

La viceministra all’Economia Laura Castelli ieri, dopo la decisione di chiudere le scuole per l’emergenza Coronavirus, ha parlato dell’ipotesi di trovare una soluzione perché uno dei due genitori di un minore si possa assentare da scuola. D’altra parte la terza settimana di scuole chiuse inizia davvero a pesare sulle famiglie. In modi diversi, ma pesa:

In famiglia, nelle relazioni con i nonni (per chi le ha). Chiedere uno sforzo straordinario a quei nonni, che magari già normalmente si occupano dei bambini dopo l’orario scolastico, può passare se si tratta di qualche giorno, una settimana. Ma tre sono un tempo infinito in giornate da riempire senza avere come alleati oratori, biblioteche, corsi vari, sport. Senza contare, poi, che insegnanti e professori hanno ricevuto indicazioni sul non interrompere l’attività didattica, che spesso si traduce con una caterva di compiti da svolgere prima di tornare sui banchi. Un impegno nell’impegno per i nonni;

Economicamente, per tutte quelle famiglie che si devono affidare a babysitter per colmare il vuoto delle scuole. Se facciamo un conto approssimativo di 8 euro all’ora per 8 ore più una di viaggio al giorno, viene una spesa di 72 euro. Moltiplicate per le 3 settimane, quindi 15 giorni, fanno una spesa per famiglia di 1080 euro. Tenuto conto che lo stipendio medio di un operaio, secondo l’ultimo report del Jp Salary Outlook basato su dati OCSE, è di circa 1469 euro e quello di un impiegato di 1681, la spesa per 3 settimane di babysitter risulta assolutamente insostenibile;

Sul lavoro, perché ammettiamolo, il decreto prevede lo smart working anche senza accordo individuale pregresso, ma se le aziende non sono adeguatamente attrezzate vuol dire fare i salti mortali per riuscire a portare a casa la giornata. Non solo. La concentrazione con i figli in giro per casa, non può essere la stessa. Fare una call diventa una corsa ad ostacoli, consegnare una presentazione nei tempi è un’impresa. E se poi uno/a lavora nell’amministrazione di una piccola media impresa e ha bisogno di andare in ufficio per avere il sistema a disposizione, anche le ore in ufficio non sono quelle di sempre, intervallate dalla telefonata della babysitter che non riesce ad entrare nel registro elettronico, del nonno che chiede quali sono i quadretti di seconda elementare per il quaderno da acquistare, del figlio che vuole guardare un’ora di tv in più e deve chiedere il permesso a mamma e papà;

Sul percorso scolastico, perché per quanto ci si ingegni con lezioni in videoconferenza su Google meet, video spediti whatsapp, test online da consegnare entro la scadenza e interrogazioni via Skype, lo sappiamo tutti che al rientro il programma scolastico risulterà aver subito un brutto stop e che per recuperare spiegazioni, valutazioni e verifiche bisognerà correre e chi rimarrà indietro, rimarrà indietro;

Psicologicamente, perché non trovare soluzioni adeguate e percorribili e dover passare tre settimane a tamponare giorno per giorno una non normalità qualche colpo alla nostra stabilità o dà. Perché i ritmi e le abitudini rassicurano e non solo i bambini.

Insomma, a conti fatti la decisione delle scuole chiuse per settimane (perché non è neanche detto che il 15 marzo sia il termine definitivo dopo il quale si tornerà a lezione) sta pesando tutta (o in molta parte) sulle famiglie, che poi sono le stesse che dovranno affrontare un’eventuale recessione (perché l’ipotesi diventa sempre più probabile a sentire alcuni economisti). E allora la coperta è corta, si sa, e si cercano sempre soluzioni che non abbiano bisogno di copertura finanziaria, ma questa volta bisognerà mettere mano al portafoglio. Ieri il Fondo Monetario Internazionale ha detto di aver stanziato 50 miliardi di dollari per fronteggiare il coronavirus. L’Italia è fra i Paesi più colpiti al mondo e questo dovrebbe darle un accesso a quei fondi. Parte di essi potrebbero allora andare alle famiglie, magari trovando il modo di sostenere questa emergenza.

Ultimi commenti (48)
  • Azizi hajer |

    Salve sono mama di una bambina disabilità non lavora già ma per il covid 19 mi aspetto bunis babby siter anche perché mio marito non lavora

  • Enzo Balli |

    dobbiamo accudire nipote di 2 anni abita a 3 km da casa nostra ma possiamo tenerlo il giorno da noi poi la sera viene mamma a riprenderlo nessuno lo può impedire ??

  • Marinella |

    Mia figlia lavora in smart working ma ha bisogno di me x badare la bimba di circa 9 mesi altrimenti non riesce a lavorare. Possi recarmi giornalmente presso la loro abitazione per questo motivo senza incorrere in sanzioni?

  • Mario |

    Il buon senso e lasciare i figli minori a casa’, non portarli al supermercato dove esiste i contagi

  • Mario |

    Chi ha buon senso lascia i figli a casa

  • Alessandra Dessì |

    A quanto pare siamo in molti ad avere lo stesso problema. UN CHIARIMENTO, MIO PADRE PUÒ VENIRE A GUARDARE I NIPOTI NONOSTANTE SIA FUORI COMUNE? Dovranno decidere il da farsi la situazione per i ragazzi sta diventando davvero difficile da gestire. Grazie

  • Beatrice |

    Buongiorno
    Io lavoro, mio marito lavora. Posso portare il figlio di 10 anni dalla nonna che risiede a 8km da me, in un paese diverso dal mio? oppure può venire la nonna a casa ad accudire il nipote mentre i genitori lavorano ? grazie cordiali saluti.

  • Agata |

    Abbiamo tutti lo stesso problema….ma se ne fregano altamente….giustissimo che le scuole restino chiuse…ma se entrambi i genitori lavorano cosa dobbiamo fare? Lunedì dovrò rientrare a lavoro io e mio marito abbiamo già usufruito del congedo, dei permessi e delle ferie? E adesso? Dovrei portarli dai miei con il rischio di diffondere il virus….possiamo avere tutte le accortezze che abbiamo ma se venissimo contagiati e di conseguenza contagiare le nostre figlie e i nonni….ci hanno abbandonato….15 giorni di congedo su quasi 2 mesi di scuole chiuse è un’assurdità…vogliamo delle risposte a nome di tutti i genitori che sono nella stessa situazione…

  • Paola |

    Buonasera. Sono una madre separata con 3 figli minori. Da più di 1 mese sono a casa con i miei figli sfruttando il congedo parentale al 50 % dello stipendio. A me questa riduzione sembra eccessiva, visto che non solo dobbiamo fare da insegnanti ai nostri figli, ma ci vediamo ridotto lo stipendio in maniera eccessiva in un momento così difficile Si dovrebbe trovare una soluzione più favorevole x il genitore costretto a casa dal lavoro.

  • Katya |

    Salve,
    Io sono una madre single con un bambino di 6 anni lavoro in appalto in un’azienda alimentare dove prendo 1000 € se va’ bene .Ho una madre che non riesce ad occuparsi di mio figlio adeguatamente in più i compiti incessanti che hanno resto questo bimbo insicuro e stra nervoso oltre la forzatura di stare in casa dal docile Ch’era ormai è ingestibile. Il padre non da una mano ne a pagare una babysitter figuriamoci a stare con lui che in 6 anni è venuto a prenderlo 5 volte per 1/2 ore dove lavoro ci sono stati casi positivi ma noi continuiamo a lavorare la paura è tanta e se mi capita qualcosa a mio figlio chi ci pensa un padre mai stato presente una madre avanti con l’età e non lucidissima?non so più cosa fare dove sbattere la testa il muto no si paga da solo neppure la spesa io non ho bisogno di aiuto psicologico ma di bloccare il mutuo di avere i soldi per mangiare pagare luce acqua gas .Di stare con mio figlio senza opprimerlo per i compiti che finisce alle 23:00 perché io lavoro e sentirli dire mamma voglio le coccole non le sgridate mi manghi sei sempre arrabbiata. Spiegatelo voi a un bambino di 6 anni che non so come farlo mangiare ho paura di perdere il posto di lavoro di ammalarmi e nel caso mi succedesse qualcosa lui finirebbe nelle mani di un padre che le poche volte la menato ho e venuto a prenderlo ubriaco che Dio ci protegga perché lo stato non protegge soprattutto noi donne figuriamoci minori .Se le scuole sono chiuse in automatico devono pensare a noi madri lavoratrici