
Dieci anni possono cambiare la storia di uno sport. Dal 2016 al 2026 le atlete italiane non hanno semplicemente conquistato medaglie: hanno cambiato il modo in cui il Paese guarda allo sport femminile. Hanno trasformato imprese individuali in patrimonio collettivo, acceso i riflettori su discipline troppo a lungo rimaste ai margini e dimostrato che il talento, quando gli vengono offerte le stesse opportunità, non ha bisogno di aggettivi.
È stato un decennio straordinario, aperto dall’oro paralimpico di Bebe Vio a Rio e culminato con i Giochi di Milano Cortina 2026, l’edizione invernale più vincente di sempre per l’Italia, nella quale le donne hanno ancora una volta firmato alcune delle pagine più memorabili: la doppietta d’oro di Federica Brignone, i primi storici titoli olimpici di Lisa Vittozzi e Francesca Lollobrigida, il record assoluto di Arianna Fontana, diventata con quattordici medaglie l’atleta italiana più decorata nella storia dei Giochi, e il terzo podio olimpico consecutivo in discesa libera di Sofia Goggia, un’impresa mai riuscita prima a una sciatrice.
Ma il valore di questi dieci anni va ben oltre il medagliere. È il racconto di una rivoluzione culturale costruita gara dopo gara: la rinascita del calcio femminile, il dominio dell’Italvolley, l’esplosione di Jasmine Paolini, il bronzo europeo del basket, i podi paralimpici che hanno cambiato il modo di raccontare la disabilità, le campionesse che hanno iniziato a parlare apertamente di salute mentale, maternità, ciclo mestruale e parità di diritti. Vittorie che hanno lasciato un’eredità più profonda delle medaglie: quella di aver reso normale vedere le Azzurre al centro della scena.
Ripercorrere questi dieci podi significa allora raccontare molto più di una serie di successi sportivi. Significa seguire il filo di una generazione di campionesse che, anno dopo anno, ha contribuito a riscrivere la storia dello sport italiano.
2016 – 14 settembre
Oro paralimpico individuale; 16 settembre: bronzo paralimpico a squadre. Il fioretto di Beatrice ‘Bebe’ Vio Grandis illumina le Paralimpiadi di Rio2016. E dire che lei la mano e il braccio per sostenerlo, quel fioretto, non ce l’ha così come l’altro arto superiore e i due inferiori, amputati in seguito a un’infezione da meningite che l’ha colpita a 11 anni, nell’autunno del 2008. Ma scherma faceva prima, e scherma farà dopo quell’avvenimento, Bebe. Il resto è storia nota, e ancora in larga parte da scrivere, trattandosi di una fenomena come lei.
2017 – 26 luglio
Budapest. Rimonta, vince, rinasce, proprio come la fenice che è tatuata sul proprio corpo. Federica Pellegrini la sua carriera da nuotatrice avrebbe voluto chiuderla l’anno prima con una medaglia olimpica nei 200 stile libero a Rio de Janeiro. Aveva chiuso invece quarta, delusa e amareggiata (anche a causa del sopravvenuto ciclo mestruale che, come confesserà anni dopo, l’aveva condizionata non poco proprio nei giorni decisivi dei Giochi). Ma La Divina del nostro nuoto si riscatta nella piscina sulle rive del Danubio: stavolta, da quarta, rimonta negli ultimi 30 metri fino all’oro mondiale, bruciando l’americana Ledecky, sconfitta per la prima volta in una finale individuale. Come recita il vecchio adagio: «Mai sottovalutare il cuore dei campioni».
2018
Era dal 1952 a Oslo che un italiano non vinceva la medaglia d’oro olimpica nella discesa libera dello sci alpino. Se Zeno Colò deve ancora trovare il suo erede al maschile, al femminile gli si accoda Sofia Goggia, straordinario talento bergamasco, che trionfa ai Giochi Invernali di Pyeongchang, in Corea del Sud, alla sua prima partecipazione olimpica. Un successo, quello ottenuto il 21 febbraio, cui seguiranno – a livello olimpico – l’argento di Pechino 2022 e il bronzo di MilanoCortina 2026, che fanno di Sofia la prima donna a conquistare tre medaglie olimpiche consecutive nella stessa specialità. In una parola: immensa.
2019
Ancora Sofia Goggia protagonista, stavolta non da sola e non in pista, ma in coppia col l’altra grande bergamasca, l’olimpionica dello snowboard Michela Moioli: sono infatti loro due le protagoniste dello show di presentazione della candidatura di MilanoCortina2026, che contribuisce a convincere il Cio, riunito a Losanna, ad assegnare all’Italia, e non alla Svezia che candida Stoccolma, i Giochi Olimpici Invernali. Un’ Olimpiade a trazione femminile fin dalla sua nascita, viene quindi da dire.
Ma questo è anche l’anno della riscoperta del calcio femminile italiano: complice l’assenza degli azzurri dall’edizione maschile di Russia2018, ci aggrappiamo con scetticismo e curiosità alle ragazze della ct Milena Bertolini, che a sorpresa arrivano fino ai quarti di finale contro i Paesi Bassi, risvegliando un interesse popolare da notti magiche e rimettendo il football donne sulla mappa dello sport nazionale.
2020
Sfregiata dalla pandemia, la Terra come l’annata dello sport, che vede rinviati all’anno successivo Europei di calcio e Giochi Olimpici e paralimpici di Tokyo. A ripensarci oggi, a quei mesi e quei giorni, il plauso e l’abbraccio va a tutte quelle atlete che continuarono ad allenarsi tra scrivania, salotto e divano, non solo per inseguire i propri obiettivi agonistici, ma per non perdere l’amore per sé stesse e darne testimonianza a tutti noi. Il simbolo? Due ragazzine di Finale Ligure, Carola (11 anni) e Vittoria (13), che continuarono a giocare a tennis tra i tetti confinanti dei loro due palazzi, tanto da meritarsi, qualche mese dopo, il ringraziamento e il plauso di Sua Maestà Roger Federer in persona!
2021
Torniamo a vivere, seppur tra gel e mascherine. Celebriamo i Giochi di Tokyo tra stadi vuoti e test anti-Covid, eppure anche quelle emozioni in vitro ci aiutano a tornare alla normalità. E il 4 settembre, sotto il diluvio dello stadio olimpico della capitale nipponica, ecco il lampo azzurro che infiamma i 100 metri della categoria T63 delle Paralimpiadi, con Ambra Sabatini (oro e record del mondo), Martina Caironi e Monica Contrafatto che monopolizzano il podio più prestigioso.
2022
Si dirà: «Ma sempre lei?»; ma come si fa a non riconoscere come impresa sportiva dell’anno quella di Sofia Goggia, che 23 giorni dopo una distorsione al ginocchio sinistro con parziale lesione del legamento crociato e microfrattura peroneale, conquista l’argento nella discesa libera dei Giochi Olimpici Invernali di Pechino 2022? Una parola sola: chapeau.
2023
La prima volta è la più dolce, anche in una giornata amara. Il cammino della Spagna nel Mondiale di calcio femminile FIFA non è stato facile, ma la Roja è riuscita a vincere la finale a Sydney contro l’Inghilterra 20 agosto. Olga Carmona ha deciso l’incontro, segnando l’unico gol del match. Dopo la partita è venuta a sapere della scomparsa del padre, avvenuta due giorni prima. Peccato che il trionfo delle iberiche verrà offuscato, nel dopogara, dal famigerato bacio della vergogna, ma questa è decisamente tutta un’altra storia.
Sono intanto passati due anni da quando Simone Biles ha deciso di dare priorità alla sua salute mentale, ritirandosi dalle finali a squadre e individuali di Tokyo 2020. Nell’ottobre 2023 la stella della ginnastica artistica è tornata in azione ai Mondiali di Anversa, dove la sette volte medaglia Olimpica ha brillato insieme alla sua rivale e amica Rebeca Andrade, condividendo un posto sul podio in quattro finali individuali.
2024
I Giochi Olimpici di Parigi ci regalano l’oro dell’Italvolley femminile guidata da Julio Velasco, che riesce a conquistare con le sue ragazze (di cui ha preso la guida da meno di un anno…) quel successo a cinque cerchi che aveva solo sfiorato con la Generazione dei Fenomeni maschile. Ora l’obiettivo è Los Angeles 2028, ma nel frattempo è arrivato anche un titolo mondiale.
Tra Parigi e Londra scopriamo anche la grandezza di Jasmine Paolini, finalista a Roland Garros e Wimbledon. E sulla terra rossa parigina, insieme alla fidata Sara Errani, Jasmine conquista l’oro olimpico nel doppio!
2025
Da applausi l’impresa delle azzurre del basket, guidate in panchina dalla saggezza di Andrea Capobianco e in campo dal talento di Cecilia Zandalasini. Nazionale che conquista il bronzo europeo trenta anni dopo l’argento conquistato a Brno ’95. In semifinale sfioriamo l’impresa contro la Spagna, nella finalina superiamo 69-54 la Francia. Un sogno di bronzo, che chiede ora conferme al massimo livello.
2026
Troppo facile. Basta dire MilanoCortina2026. La tigre Federica Brignone, la plurimedagliata Francesca Lollobrigida, la recordwoman di medaglie olimpiche per lo sport italiano Arianna Fontana (siamo a 14 ma lei fa intendere che la serie potrebbe non essere finita….), la mira dorata di Lisa Vittozzi, per non parlare dell’orgoglio di Sofia Goggia (ancora lei!) e Dorothea Wierer. Insomma invece di Olimpiadi azzurre, chiamatele pure le Azzurre delle Olimpiadi…
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