
La maternità è, ancora oggi, il primo nodo da sciogliere per favorire una maggiore partecipazione delle donne al lavoro e ridurre la discontinuità nelle carriere femminili. Un tema chiave per il mercato del lavoro italiano, non solo da un punto di vista etico, ma anche economico e organizzativo. Oltre 41 mila lavoratrici madri, infatti, hanno rassegnato volontariamente le dimissioni nel 2024. In più di tre casi su quattro questa scelta è stata dovuta dalla difficoltà di conciliare la cura dei figli neonati con la prosecuzione dell’attività lavorativa, sia sotto il profilo organizzativo che economico.
A questo si aggiunge un tasso di inattività femminile che in Italia si attesta al 42,4%, oltre 13 punti percentuali sopra la media europea. Una fragilità alimentata dalla limitata disponibilità di servizi pubblici per la prima infanzia e dall’elevato costo delle strutture private, oltre che da fattori culturali e sociali che ancora vedono la partecipazione maschile alle responsabilità di cura molto limitata.
«Le aziende non possono sostituirsi al welfare pubblico, ma possono fare moltissimo – conferma Chiara Bacilieri, docente a contratto di Consumer Behavior per il Master in International Marketing Management presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano -: ridurre il costo della genitorialità attraverso convenzioni con nidi e centri estivi, contributi economici per la cura, flessibilità in entrata e uscita, sostegno nei periodi di chiusura scolastica, estensione dei periodi di congedo». Nei Paesi dove i congedi per i padri sono più estesi, o addirittura paritari, infatti, il riequilibrio della cura è maggiore e l’occupazione femminile è più alta.
Ma la parità si gioca anche nella cultura manageriale. Alcune aziende stanno già sperimentando strumenti e buone pratiche per sostenere una genitorialità condivisa e una maggiore partecipazione delle madri al mondo del lavoro. AlleyOop ha selezionato alcune esperienze, affinchè fungano da stimolo per alimentare un cambiamento possibile e sempre più diffuso.
Estensione dei congedi: l’esempio di Zucchetti, Iliad e Barilla
Intervenire sul congedo parentale è una delle leve più efficaci per sostenere la continuità lavorativa dopo la nascita di un figlio. In questa direzione si colloca la scelta di Zucchetti spa, che per i figli nati tra il 2024 e il 2026 ha deciso di integrare la retribuzione del terzo e quarto mese di congedo, portandola dal 30% al 60% se usufruiti entro il terzo anno di vita del bambino. Una misura che incide su uno degli aspetti più critici per molte famiglie, rendendo più sostenibile la permanenza al lavoro nei primi anni dopo la nascita.
Accanto all’integrazione economica, l’azienda ha ampliato le giornate di smart working per i neogenitori e introdotto un servizio di counselling dedicato alla genitorialità, con otto colloqui a carico dell’azienda e garanzia di piena riservatezza. Il programma si completa con iniziative rivolte ai figli delle/i dipendenti, come borse di studio in ambito STEM e agevolazioni per la partecipazione a campus estivi, delineando un modello di welfare che accompagna le famiglie nel tempo e sostiene la continuità dei percorsi professionali.
Barilla e il “Winparenting”
Dodici settimane di congedo retribuito al 100% (dalla nascita del bambino) indipendentemente da genere, stato civile e orientamento sessuale: è la global policy di Barilla dedicata alla genitorialità. Un impegno accompagnato dal programma Winparenting – avviato dalla sede di Parma – che offre coaching, workshop, smartworking e upskilling a dirigenti e neogenitori, con l’obiettivo di creare una cultura condivisa della genitorialità. La promozione dell’equilibrio di genere in Barilla nasce da lontano: già nel 2013 ha integrato nella governance i principi di fairness e inclusione, anticipando le successive evoluzioni normative europee su trasparenza e parità salariale e nel 2020 ha eliminato ogni divario retributivo non giustificato, raggiungendo la piena parità salariale, con audit annuali sulla pay equity.
Nel 2021, infatti, è stata la prima azienda italiana ad aggiudicarsi il Catalyst Award, premio internazionale dedicato all’accelerazione del ruolo delle donne in azienda, mentre nel 2022 il Financial Times ha inserito Barilla al terzo posto tra le aziende alimentari agli European Diversity Leaders, ranking che valuta le organizzazioni sulla base di criteri di diversità, equità e inclusione percepiti dai dipendenti.
iliad, 30 giorni a retribuzione piena
Investe sul lavoro delle mamme sostenendo la genitorialità condivisa anche iliad: il colosso delle telecomunicazioni estende infatti il congedo di paternità, portandolo a 30 giorni complessivi retribuiti al 100%. Ai 10 giorni obbligatori previsti dalla legge, iliad aggiunge ulteriori 20 giorni lavorativi retribuiti, riconosciuti anche ai cosiddetti genitori intenzionali, ovvero tutte le persone che, pur non rientrando nelle casistiche previste dalla normativa INPS e indipendentemente da legami biologici o genetici, assumono volontariamente e consapevolmente il ruolo genitoriale, contribuendo alla cura e al benessere del minore (inclusi percorsi di procreazione assistita, surrogazione di maternità, adozione o altre forme di famiglia).
L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di supporto alla genitorialità che comprende maggiore flessibilità organizzativa durante la gravidanza, con un uso più esteso dello smart working, e un accompagnamento dedicato nella gestione degli adempimenti burocratici, attraverso un canale HR specifico pensato per offrire risposte rapide e supporto continuativo.
Baby-sitting gratuito e formazione, l’esempio di Markas
Markas, impresa familiare multiservizi attiva in Italia, Austria e Germania, durante i periodi di chiusura scolastica mette a disposizione delle/i dipendenti con figli un servizio di baby-sitting estivo gratuito e a domicilio. In tre anni le famiglie che ne hanno usufruito sono più che triplicate, con 750 ore erogate solo nell’ultima estate. L’attenzione si estende anche ad altre iniziative, come Markas Lift, con cui ha sostenuto i figli delle/i collaboratrici/ori con percorsi di orientamento e borse di studio. Tutte queste iniziative rientrano nel percorso di certificazione Family Audit, che mette al centro la conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare.
Convinta che il ruolo genitoriale debba essere condiviso e non ricadere unicamente sulla donna, inoltre, l’azienda promuove l’accesso ai corsi di formazione aziendali per padri e madri durante i periodi di congedo, per non interrompere il percorso professionale. Al rientro, e fino al sesto anno di vita del figlio, infine, dà la possibilità di richiedere un part-time reversibile concordando l’orario di lavoro con il/la responsabile.
Supporto nel rientro al lavoro post maternità: i casi Marionnaud e Sparkasse
Il rientro a lavoro dopo la maternità è una fase spesso silenziosamente critica, in cui molte lavoratrici si trovano a dover recuperare informazioni, processi e cambiamenti avvenuti durante la loro assenza, con il rischio di sentirsi disallineate rispetto all’organizzazione. È proprio su questa fase che intervengono Marionnaud e Sparkasse.
La prima, ha previsto il Professional Continuity Program, un percorso strutturato che accompagna le lavoratrici nel riallineamento rispetto ai cambiamenti avvenuti durante l’assenza per rendere il rientro più rapido e consapevole. Accanto a questo strumento, l’azienda ha introdotto percorsi di reskilling e upskilling dedicati alle persone che rientrano da un congedo parentale, soprattutto nei casi in cui viene concordato un cambio di ruolo, e ha previsto una maggiore flessibilità nell’autorizzazione del part-time post partum, anche oltre i limiti previsti dal contratto collettivo.
A completare il quadro, iniziative simboliche ma significative, come una giornata aggiuntiva di smart working dedicata ai genitori in occasione della Festa della mamma e del papà, per rafforzare una cultura organizzativa che considera la genitorialità non come un’interruzione, ma come una fase da accompagnare con strumenti strutturati e continui.
Sparkasse e il “Back to work”
Il Gruppo Cassa di Risparmio di Bolzano – Sparkasse ha sviluppato programmi di accompagnamento al rientro al lavoro, come il percorso “Back to work”, e servizi di consulenza dedicati attraverso lo sportello interno “People for You” con un supporto multidisciplinare esterno. L’azienda promuove soluzioni di flessibilità organizzativa, tra cui smart working, orari flessibili e part-time, e forme di sostegno concreto alla cura dei figli, con convenzioni con asili nido e centri estivi, contributi economici, e ha in cantiere la prossima apertura di un asilo nido aziendale.
Sono previste inoltre cinque giornate di sospensione volontaria retribuite (al 40%) per l’inserimento dei figli al nido o alla scuola dell’infanzia e un credito welfare annuale per i figli. A questo si aggiunge una forte promozione dell’utilizzo del congedo di paternità e un approccio inclusivo alla genitorialità con l’obiettivo di ridurre il rischio di penalizzazioni legate alla maternità.
Formazione, flessibilità e nuove competenze: Bauli e InfoCamere
La valorizzazione delle competenze maturate nella cura e nella gestione quotidiana dei figli sono al centro delle iniziative proposte da Bauli. L’azienda ha introdotto percorsi formativi su temi come il trasferimento delle competenze genitoriali nel lavoro, il benessere mentale e la gestione delle diverse fasi educative. Le formazioni mirano a promuovere una maggiore consapevolezza del valore professionale generato dall’esperienza familiare.
Accanto alla formazione, Bauli ha rafforzato il proprio sistema di welfare con la possibilità di utilizzare il credito aziendale per coprire spese legate ai figli, dai libri scolastici alle attività educative e ai centri estivi, e ha attivato programmi di orientamento e supporto alla crescita dei figli, come “Professione Genitori”, oltre a incontri dedicati all’educazione digitale e alla gestione delle diverse fasi evolutive. A questo si aggiungono: l’estensione di permessi retribuiti rispetto a quanto previsto dal contratto collettivo e iniziative di conciliazione durante la gravidanza.
InfoCamere, flessibilità e formazione
InfoCamere ha avviato IC Family, un progetto di welfare sperimentale sviluppato nell’ambito del bando ministeriale Ri.Parto e dedicato ai dipendenti con figli nei primi mille giorni di vita, una fase decisiva per la permanenza delle madri nel lavoro. Il programma integra sostegno economico, flessibilità e formazione: prevede un contributo aggiuntivo di 800 euro per i neogenitori, cinque giorni di permesso retribuito extra ogni anno e la possibilità di usufruire fino a due ore giornaliere di permesso nei primi 18 mesi, insieme a deroghe personalizzate allo smart working e all’organizzazione dei tempi di lavoro.
Accanto a queste misure, l’azienda ha introdotto strumenti che rafforzano la gestione flessibile del tempo, come il conto ore individuale e la Banca Ore Solidale, un sistema di mutuo aiuto tra colleghi che consente di donare ore di permesso a chi affronta situazioni familiari complesse. I risultati indicano un impatto concreto: nel 2025 il tasso di rientro al lavoro dopo il congedo parentale ha raggiunto il 99,5%, con una permanenza in azienda del 98,5% a dodici mesi dal rientro, segnalando come interventi mirati nei primi anni di vita dei figli possano sostenere in modo efficace la continuità professionale delle madri.
Welfare innovativo e supporto psicologico: Labomar, Edison, Chiesi e Acinque
Labomar, realtà attiva a livello internazionale nel settore della nutraceutica, ha sviluppato un sistema di welfare mirato a sostenere le persone nelle fasi più delicate della vita familiare, a partire dalla nascita dei figli. Per ogni nuova nascita viene riconosciuto un buono da 500 euro utilizzabile presso una farmacia selezionata, mentre i genitori possono richiedere l’orario continuato fino ai tre anni del bambino, facilitando la gestione dei tempi di cura.
Al rientro dalla maternità, alle lavoratrici viene inoltre consegnato un volume dedicato alla crescita personale e al benessere familiare. L’attenzione coinvolge anche i padri, che possono usufruire di tre giorni di congedo aggiuntivo o, in alternativa, di dieci giorni consecutivi in full smart working dopo la nascita del figlio. A queste misure si affianca lo “Spazio di ascolto”, un servizio di supporto psicologico gestito da una professionista esterna, che offre un luogo riservato in cui affrontare stress e responsabilità familiari, un tema particolarmente rilevante per molte madri lavoratrici.
I “primi passi” di Edison
Edison ha scelto di intervenire su uno degli aspetti più critici per molte famiglie: il costo dei servizi educativi nei primi anni di vita dei figli. Con il programma “Primi Passi”, rivolto a neo-mamme e neo-papà, l’azienda riconosce un contributo economico che può arrivare fino a 4.500 euro per ciascun figlio tra 0 e 3 anni e a ulteriori 1.200 euro tra i 4 e i 6 anni, destinato a coprire spese come asili nido, mense e servizi scolastici. Un sostegno che si affianca alle misure pubbliche e mira a rendere più sostenibile la continuità lavorativa, soprattutto per le madri nei primi anni dopo la nascita.
Accanto al contributo economico, Edison ha introdotto misure organizzative volte a favorire una maggiore condivisione dei carichi familiari, tra cui l’estensione del congedo obbligatorio di paternità di quattro giorni aggiuntivi rispetto alla normativa vigente. Queste azioni si inseriscono in un quadro più ampio di impegno sulla parità di genere, confermato dal mantenimento della certificazione UNI/PdR 125 e da segnali di rafforzamento della presenza femminile nei percorsi di carriera (nel 2024, le donne hanno rappresentato il 50% dei passaggi da quadro a dirigente e il 27% delle promozioni da impiegato a quadro), indicando come il sostegno alla genitorialità possa diventare una leva concreta anche per la crescita professionale delle donne.
Acinque e la generazione welfare
Acinque, multiutility lombarda che ha A2A come maggior azionista e partner industriale, mette a disposizione un contributo economico annuale per ciascun figlio delle/dei sue/i dipendenti, utilizzabile per diverse spese educative e di conciliazione vita‑lavoro. L’iniziativa, derivata dal programma A2A Life Caring a cui Acinque ha aderito, si inserisce all’interno di “GenWe – Generazione Welfare”, un progetto più ampio che accompagna la genitorialità lungo tutto il percorso familiare.
Accanto al sostegno economico e organizzativo, l’azienda prevede un mese di congedo parentale extra retribuito al 100% per mamme e papà, un supporto psicologico per i genitori e un percorso pensato per valorizzare il ruolo genitoriale in azienda, riconoscendo che la cura non è un ostacolo al lavoro, ma una dimensione della vita che può arricchire anche l’esperienza professionale.
Chiesi, dal counseling al supporto al welfare
Chiesi Farmaceutici ha costruito negli anni un sistema articolato di supporto alla genitorialità con percorsi di accompagnamento dedicati alle future madri e ai futuri padri, affiancati da momenti informativi e di confronto con specialisti su temi legati alla salute, alla gestione del tempo e all’organizzazione familiare. Le lavoratrici, in particolare, usufruiscono di un’attività di counseling prima e dopo la maternità dedicata al supporto nello sviluppo della carriera e alla gestione del cambiamento.
A queste iniziative si affianca un sistema di welfare familiare ampio e continuativo, che include il rimborso delle spese per l’asilo nido, il sostegno alla partecipazione a campus estivi e contributi per l’acquisto di libri scolastici e borse di studio per i figli dei dipendenti. È stato inoltre istituito uno sportello pedagogico per supportare i genitori nel percorso educativo dei propri figli. Si tratta di misure che non si limitano alla fase immediatamente successiva alla nascita, ma accompagnano le famiglie nel tempo, contribuendo a ridurre l’impatto economico e organizzativo della genitorialità.
Il bando per le imprenditrici
Non solo le grandi aziende: anche alcune istituzioni territoriali stanno sperimentando strumenti mirati per sostenere la maternità nel lavoro autonomo e imprenditoriale, ambito in cui le tutele risultano spesso più fragili. In questa direzione si colloca il bando promosso dalla Camera di Commercio di Padova su proposta del Comitato per l’imprenditoria femminile, pensato per sostenere concretamente le mamme imprenditrici nella gestione della maternità.
Tra le spese ammesse figurano contributi per l’assunzione temporanea di collaboratori durante il periodo di maternità, una misura particolarmente significativa per le piccole imprese, in cui l’assenza della titolare può mettere a rischio la continuità dell’attività, insieme alla copertura parziale delle rette per nidi e scuole dell’infanzia e alla formazione per lo smart working. Nel 2025 l’iniziativa ha sostenuto 15 imprenditrici, per un totale di circa 60 mila euro erogati, e verrà riproposta anche nel 2026. Un intervento innovativo per far sì che la maternità non impatti sulla sopravvivenza delle microimprese.
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