Diversità: i programmi concreti di Bticino per un ambiente più inclusivo

«Le nuove generazioni in fase di colloquio fanno domande specifiche su sostenibilità e DEI, sono temi sui quali non si può tornare indietro». Lucio Tubaro, direttore risorse umane di Bticino, ha chiaro che sulle politiche aziendali di equità, diversità ed inclusione l’unica strada percorribile sia quella di un’implementazione per poter attrarre talenti e poterli far crescere in azienda senza che cerchino condizioni migliori altrove. Questo nonostante un clima generalizzato non certo favorevole.

Negli ultimi anni le politiche DEI hanno vissuto fasi alterne di grande rilievo – come parte integrante della sostenibilità sociale – e di scetticismo, con l’avvento dell’era Trump e la serie di ordini esecutivi che hanno messo al bando la cutura della parità e dell’uguaglianza a partire dal linguaggio. «L’attuale, innegabile, alternanza di livello di attenzione su temi cruciali come la diversità, l’equità e l’inclusione è – secondo Tubaro – la conseguenza di un assetto geopolitico e sociale divisivo, a livello globale, più che un effetto diretto delle politiche di Oltreoceano».

Un quadro complesso all’interno del quale ogni azienda decide come affrontare le nuove sfide che una società in evoluzione ci impone: «Bticino ha una roadmap che non è stata modificata e continua ad investire per l’inclusione e la valorizzazione dell’unicità di ogni persona».

Azioni concrete

Tanto più in questo momento storico, è importante che le iniziative DEI siano condivise e concrete, ancora prima che comunicate. Un approccio che Lucio Tubaro ha sviluppato in «tempi non sospetti» in Bticino: «Sono sempre stato convinto che sia meglio sviluppare poche iniziative, ma concrete misurandone regolarmente l’efficacia. Devono essere “sentibili” da parte dei collaboratori: le devono poter riconoscere come autentiche, e farle proprie perché condivise nel sistema valoriale». Un’attenzione tanto più importante per le giovani generazioni, che in un’organizzazione cercano prima di tutto un purpose, un senso di appartenenza.

Valorizzare le diverse abilità

In Bticino le politiche DEI sono state sviluppate su tre pilastri. Il primo è nato già negli anni ’80 dalla sensibilità dell’azienda e dal profondo legame con il territorio di Varese. Attraverso una partnership con la Provincia, Bticino ha costruito all’interno del proprio stabilimento un piccolo centro di formazione professionale – coinvolgendo fino a 15 partecipanti – per persone con disabilità. L’obiettivo, antesignano per i tempi, è stato da subito quello di consentire loro di lavorare all’interno del reparto produttivo, con supporto specifico, per imparare un mestiere. «Lontano dalla logica delle quota stabilite per legge – spiega Lucio Tubaro – l’azienda ha messo a disposizione spazi, strumenti e conoscenze per supportare persone con disabilità, senza formazione e background specifici, a costruirsi un futuro».

Più donne anche in ambito tecnico

La seconda area di attività è dedicata all’equità di genere, con l’obiettivo di incrementare il numero di donne in azienda e in ruoli manageriali. Un impegno che negli ultimi 10 anni ha permesso di aumentare dal 20 al 33% la presenza delle donne in organico, anche grazie ad attività di orientamento a scuola e di sensibilizzazione negli ITS.

«Dopo aver condiviso internamente l’importanza – precisa il manager di Bticino – e il valore di una maggior presenza femminile, ora l’obiettivo è di supportare la loro crescita. Molto efficace si è rilevata l’attività del gruppo interno Lei@bticino».

Dalla prudenza al supporto per le iniziative LGBTQ+

Una terza area riguarda le attività Lgbtq+. «Siamo stati – precisa Lucio Tubaro – tra le prime aziende nel 2015 a riconoscere gli stessi diritti anche alle coppie omosessuali che avevano conseguito matrimonio all’estero essendo impossibilitati normativamente a farlo nel nostro paese. Un esempio del ruolo di responsabilità e innovazione sociale che le aziende sono chiamate ad assumersi, prima e oltre le disposizioni normative, per la tutela e il benessere delle proprie persone».

Una scelta non sempre facile, che va spiegata, condivisa e accompagnata: «In otto anni siamo passati dalla prudenza al supporto per queste iniziative, grazie al ruolo di ambassador interni e del gruppo BTicino Rainbow». La collaborazione con associazioni come Parks e Agedo (Associazione Genitori e Amici di persone Lgbtq) ha permesso a Bticino di affrontare temi che riguardano tutta la società e la sua evoluzione, come la famiglia allargata e la libertà di espressione.

«L’obiettivo finale delle politiche DEI – ci tiene a spiegare Lucio Tubaro – è il rispetto dell’unicità di ciascuno di noi, attraverso un riconoscimento delle differenze e la valorizzazione delle molteplici sfumature che ciascuno di noi ha».

Cosa rende la DEi efficace?

Cosa garantisce che una politica aziendale per la diversità, l’equità e l’inclusione sia efficace? Tubaro non ha dubbi: «Tre elementi sono fondamentali: prima di tutto una governance strutturata, con l’impegno da parte del vertice aziendale; poi un programma chiaro di attività semplici e misurabili; e infine, ma fondamentale, il coinvolgimento di persone che sentano il tema come proprio, e che favoriscano un cambio culturale interno».

Non è un percorso facile, ma garantisce che tutti e tutte in azienda si sentano ascoltati, e valorizzati. Nel caso di Bticino questo impegno ha permesso di migliorare il clima aziendale e di creare un sempre maggior consenso a favore dell’inclusività (all’ 89% nel 2025 rispetto al 60% del 2023).

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