Cara Alley, i film e le serie sono piene di nuovi “stereotipi dell’inclusione”

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*di Marta Tasinazzo, studentessa di 15 anni

Nel mondo del cinema da un po’ di tempo tutto deve essere “politically correct”. I film e le serie TV non possono esprimere neanche la più piccola sfumatura di razzismo, omofobia, sessismo o body shaming. Attenzione correttissima e che riflette il cambiamento culturale in atto. Fino a quando però non si arriva ai paradossi in nome proprio del politically correct, ad esempio, modificando un personaggio solo per includere personaggi di etnie diverse o di orientamenti sessuali al di fuori della dicotomia etero. Si incorrere così in evidenti contraddizioni con film o stagioni di serie precedenti per introdurre una coppia gay totalmente decontestualizzata o un protagonista nero.

Prendiamo il caso, Korg, un guerriero Kronan del MCU della saga degli Avengers. In una delle sue prime apparizioni cinematografiche afferma di essere figlio di una mamma e di un papà, mentre, nel più recente film “Thor-Love and Thunder“, racconta di come i suoi due papà l’abbiano concepito. La contraddizione non è passata inosservata ai fan, ai quali il cambio del passato di Korg è suonato come una scelta di “inclusione forzata”.

Certo questo genere di modifiche potranno anche passare inosservate alla maggior parte di coloro che guarderanno il film o la serie per la prima volta senza conoscere i precedenti o gli originali (nei casi in cui questi sono tratti da libri), ma le differenze saranno evidenti ad un appassionato che, trovandosi davanti il proprio personaggio preferito con un carattere, una storia o addirittura un aspetto, completamente diversi rispetto a come lo conosceva, non si riconoscerà più in questo sconosciuto.

Sono un’appassionata dei libri di Percy Jackson, in cui Annabeth Chase, la co protagonista, è descritta come una ragazza bianca, un po’ abbronzata, bionda con gli occhi grigi, mentre ai  casting della serie TV “Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo” è stata scelta un’attrice che, per quanto talentuosa, capace, competente, non rispecchia nessuna di queste caratteristiche: ha la pelle scura, gli occhi marroni e i capelli neri e la maggior parte dei fan dei libri originali, a cui il personaggio stava a cuore, non la riconoscono più. Il regista ha certamente fatto una scelta inclusiva, ma quanto è “naturale” e quanto invece dettata da logiche esterne al racconto della storia.

L’idea di far sentire rappresentato chiunque nelle produzioni di film e serie tv è un’istanza più che giusta e corretta. E scelte libere di interpretazione in nome della diversità possono essere fatte nel caso di libri, storie e personaggi non definiti. Nel caso, però, di personaggi descritti nel dettaglio, il cambiamento di interpretazione rispetto all’originale in nome di un’inclusione che viene calata dall’alto rischia di snaturare i racconti, le realtà rappresentate e le intenzioni degli autori. Così come le scelte del cast di “Eternals” che sembrano fatte con una formula matematica delle diversità.

Nella nuova serie “Il signore degli anelli – gli anelli del potere”, tratta dagli omonimi libri di J.R.R.Tolkien, appaiono diversi personaggi neri, che secondo gli appassionati non sono nei libri originali. Le polemiche sui social sono state molte e rischiano di sembrare contro le diversità. Piuttosto che cambiare il passato, però, sarebbe opportuno che la letteratura e il cinema creasse ora storie e personaggi in linea con la cultura attuale. Nel ‘900 non sono stati riscritti “I promessi sposi” nella loro versione televisiva per farli aderire ai nuovi canoni culturali. Il ‘900 ha prodotto nuova letteratura attingendo alla realtà dell’epoca. Oggi si dovrebbe fare lo stesso, non cercare di rendere donne tutti i super eroi Marvel (da Hulk a Balck Panther) o neri una percentuale accettabile di personaggi di produzioni già in essere.

Anche perché continuando su questa strada, le persone finora poco rappresentate dai media, le cosiddette minoranze, rischiano di diventare nuovi stereotipi: la ragazza genio della fisica, il bel ragazzo nero, la giovane lesbica molto femminile. Stereotipi come finora lo sono state, ad esempio, le tipiche ragazze bianche, bionde, magre e con gli occhi azzurri di tanti film hollywoodiani.

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