18 Aprile 2019

Nessun bambino nasce razzista: le lezione di Skin

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Tutto ha inizio con un sorriso: siamo negli Stati Uniti, alla cassa di un supermercato, in una sera qualunque quando Troy, un bambino biondino e dalla corporatura sottile di circa dieci anni, sorride ad un uomo di colore che dalla cassa accanto gli mostra un pupazzetto. Il padre di Troy, che non fa mistero del suo razzismo, se ne accorge e interviene, in una escalation di tensione e violenza. Più che un corto, Skin – che lo scorso febbraio ha vinto l’Oscar per il miglior cortometraggio e che dovrebbe uscire a breve nelle sale italiane - è un vero e proprio trattato. Tra i titoli d’inizio e quelli di coda, in tutto venti...

28 Febbraio 2019

Mamma tramonta, la zitella è una frittella. Il bestiario dei libri di scuola

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      “Nel tuo lavoro sono poche le donne, perché le femmine non vogliono fare le giornaliste. Vogliono fare le parrucchiere e le ballerine”.   A parlare così era mio figlio. Lo guardavo attonita e non potevo credere alle mie orecchie. Anni passati a scegliere libri, cartoni animati e storie senza stereotipi. Era lui, che a due anni aveva ricevuto da Babbo Natale la cucina giocattolo. Lui, che aveva messo il rosa con polo e camicie, lui a cui era stato insegnato che non esistono giochi da femmina e giochi da maschio. Lui, che è venuto ad ascoltare la mia intervista a Bebe Vio e che ho portato a conoscere Samantha...

11 Febbraio 2019

Magistratura, imparare l'imparzialità è difficile ma lo dobbiamo al popolo italiano

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    Il pensiero della differenza di genere ci ha insegnato che essere un uomo o una donna, in qualsiasi contesto, non è un dato neutro. E’ l’unico dato, originario, con cui facciamo i conti, da quando nasciamo a quando muoriamo. Anzi, che ci portiamo oltre, anche nella memoria altrui. L’essere stati noiosi, neri, bianchi, coraggiosi, arroganti, omosessuali, sposati, corrotti finisce con il nostro corpo. Quel che resta, imperituro, è il nostro nome al maschile o al femminile. Appartenere ad un genere segna la storia di una vita, di un progetto, di un modo di essere, di un’aspettativa sociale, di un ingabbiamento...

18 Gennaio 2019

La resurrezione delle donne deve per forza passare dalla distruzione degli uomini?

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    Occhi puntati sulle donne: stanno cambiando, sono cambiate, sapranno cambiare? E che ne sarà di quel che sono state, soprattutto se si tratta di caratteristiche chiave per la sopravvivenza della specie, come la maternità? Tutta questa attenzione ci fa sentire a volte “come un gatto in tangenziale”: restiamo immobili per non fare una brutta fine sotto i riflettori. Le ricerche dicono che non sta funzionando: di questo passo la parità arriverà (forse) tra 202 anni. Il futuro sarà forse donna, ma resterà futuro ancora molto a lungo. Se allarghiamo lo sguardo, ci accorgiamo che sulla scena c’è un altro attore:...

24 Ottobre 2018

In tv presenza femminile bilanciata, ma 38 ospiti su 100 mute o di contorno

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          Partiamo dalle inquadrature: a figura intera, o in primo piano, donne e uomini sono rappresentati equamente. Ma quelle in posizione supina, a partire dalla scollatura, dal basso verso l’alto, con una percentuale del 9,9%, riguardano solo le donne. Passiamo all’abbigliamento: in generale l’immagine della donna non è eccessiva, con il  57,5%  che indossa un abito sobrio. Tuttavia le presenze femmibili in biancheria intima sono al 6,8%, in abito succinto  al 12,3%, una realtà che contribuisce a connotare di sensualità il ruolo della donna in tv.  Parliamo dei risultati dell'indagine condotto da...

12 Ottobre 2018

Perché è un privilegio poter indossare la cravatta

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        Il Parlamento italiano non ha un dress code (regole di abbigliamento) per le donne, perché non erano previste. Questo dà una “divisa” agli uomini (giacca alla Camera, giacca e cravatta al Senato) e lascia libere le donne di vestirsi come vogliono. E di non avere una divisa. Che effetto fa la divisa? Rende più facile il riconoscimento dei propri simili, rendendoli immediatamente visibili e creando un “effetto squadra”. Chi non la indossa ha più difficoltà a farsi riconoscere e di conseguenza a essere incluso. Come evitare questa forma di esclusione? Tremo all’idea di un dress code per le donne nelle...

03 Ottobre 2018

Maschile plurale: "No al Ddl Pillon, sì a un vero congedo di paternità"

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      Una signora di una certa età si avvicina a un padre che sta spingendo la figlia più grande sull’altalena e, nel frattempo, non perde d'occhio il piccolo che si agita sul passeggino. “Signore, se lo faccia dire, lei è un mammo perfetto”. In queste parole sono riassunti tutti gli stereotipi che, certamente, sono meno presenti nelle generazioni più giovani, ma pesano ancora nel triangolo padre-madre-figli. La donna, secondo i vecchi schemi, deve prendersi cura dei figli, l'uomo deve lavorare e portare i soldi a casa; e, nel caso in cui il padre sia partecipe nell’educazione dei figli, non sta...

17 Settembre 2018

“L’ha scritto una femmina”, su Facebook uno sguardo diverso sulla letteratura

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      «Mio caro signore desidero dirle perché la sua recensione mi ha tanto afflitto: non per la critica tagliente o per i severi rimproveri, non perché abbia lesinato gli elogi, bensì perché, dopo aver sottolineato che desideravo essere valutato in quanto autore e non in quanto donna, lei ha rozzamente impostato la sua critica proprio su una questione di genere».   Così Charlotte Brontë, una delle più grandi scrittrici della letteratura di ogni tempo, scriveva a George Henry Lewis che aveva recensito il romanzo Shirley incentrando la sua critica sul fatto che lei, l’autrice, fosse una donna. Sono passati due...

07 Settembre 2018

Stem, perché le ragazze non scelgono facoltà dal lavoro certo?

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      Che cosa impedisce alle donne di dedicarsi alle scienze, alla tecnologia, alla matematica, all’ingegneria (le famose STEM)? Ci diciamo – e quindi indaghiamo in questa direzione, e quindi troviamo conferme e ci convinciamo sempre di più – che sono i pregiudizi culturali a fare da limite alla nostra immaginazione: sin da bambini, sulle copertine dei libri e dei giocattoli i maschi sono scienziati e le femmine ballerine. Così in TV, nei romanzi, nei fumetti, nei libri di storia, e infine nei meccanismi di selezione di queste professioni, nella valutazione dei decisori, nei sistemi di retribuzione. E se ci fosse...

08 Agosto 2018

Economia: chi sono i più interpellati come esperti?

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    La presenza mediatica delle donne per spiegare e interpretare il mondo dell’economia è sempre inferiore a quella degli uomini, nonostante le esperte ci siano e anche di alto livello e provata professionalità. Secondo i risultati del Global Media Monitoring Project 2015, il più ampio e longevo progetto di ricerca sulla visibilità delle donne nei mezzi d’informazione, radio, stampa e TV italiane danno molta più visibilità agli uomini che alle donne (79% vs il 21%). In particolare, tra gli esperti le fonti femminili sono solo il 18%. A spiegare e interpretare il mondo sono quasi sempre gli uomini. I dati più recenti,...