24 Ottobre 2018

In tv presenza femminile bilanciata, ma 38 ospiti su 100 mute o di contorno

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          Partiamo dalle inquadrature: a figura intera, o in primo piano, donne e uomini sono rappresentati equamente. Ma quelle in posizione supina, a partire dalla scollatura, dal basso verso l’alto, con una percentuale del 9,9%, riguardano solo le donne. Passiamo all’abbigliamento: in generale l’immagine della donna non è eccessiva, con il  57,5%  che indossa un abito sobrio. Tuttavia le presenze femmibili in biancheria intima sono al 6,8%, in abito succinto  al 12,3%, una realtà che contribuisce a connotare di sensualità il ruolo della donna in tv.  Parliamo dei risultati dell'indagine condotto da...

12 Ottobre 2018

Perché è un privilegio poter indossare la cravatta

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        Il Parlamento italiano non ha un dress code (regole di abbigliamento) per le donne, perché non erano previste. Questo dà una “divisa” agli uomini (giacca alla Camera, giacca e cravatta al Senato) e lascia libere le donne di vestirsi come vogliono. E di non avere una divisa. Che effetto fa la divisa? Rende più facile il riconoscimento dei propri simili, rendendoli immediatamente visibili e creando un “effetto squadra”. Chi non la indossa ha più difficoltà a farsi riconoscere e di conseguenza a essere incluso. Come evitare questa forma di esclusione? Tremo all’idea di un dress code per le donne nelle...

03 Ottobre 2018

Maschile plurale: "No al Ddl Pillon, sì a un vero congedo di paternità"

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      Una signora di una certa età si avvicina a un padre che sta spingendo la figlia più grande sull’altalena e, nel frattempo, non perde d'occhio il piccolo che si agita sul passeggino. “Signore, se lo faccia dire, lei è un mammo perfetto”. In queste parole sono riassunti tutti gli stereotipi che, certamente, sono meno presenti nelle generazioni più giovani, ma pesano ancora nel triangolo padre-madre-figli. La donna, secondo i vecchi schemi, deve prendersi cura dei figli, l'uomo deve lavorare e portare i soldi a casa; e, nel caso in cui il padre sia partecipe nell’educazione dei figli, non sta...

17 Settembre 2018

“L’ha scritto una femmina”, su Facebook uno sguardo diverso sulla letteratura

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      «Mio caro signore desidero dirle perché la sua recensione mi ha tanto afflitto: non per la critica tagliente o per i severi rimproveri, non perché abbia lesinato gli elogi, bensì perché, dopo aver sottolineato che desideravo essere valutato in quanto autore e non in quanto donna, lei ha rozzamente impostato la sua critica proprio su una questione di genere».   Così Charlotte Brontë, una delle più grandi scrittrici della letteratura di ogni tempo, scriveva a George Henry Lewis che aveva recensito il romanzo Shirley incentrando la sua critica sul fatto che lei, l’autrice, fosse una donna. Sono passati due...

07 Settembre 2018

Stem, perché le ragazze non scelgono facoltà dal lavoro certo?

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      Che cosa impedisce alle donne di dedicarsi alle scienze, alla tecnologia, alla matematica, all’ingegneria (le famose STEM)? Ci diciamo – e quindi indaghiamo in questa direzione, e quindi troviamo conferme e ci convinciamo sempre di più – che sono i pregiudizi culturali a fare da limite alla nostra immaginazione: sin da bambini, sulle copertine dei libri e dei giocattoli i maschi sono scienziati e le femmine ballerine. Così in TV, nei romanzi, nei fumetti, nei libri di storia, e infine nei meccanismi di selezione di queste professioni, nella valutazione dei decisori, nei sistemi di retribuzione. E se ci fosse...

08 Agosto 2018

Economia: chi sono i più interpellati come esperti?

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    La presenza mediatica delle donne per spiegare e interpretare il mondo dell’economia è sempre inferiore a quella degli uomini, nonostante le esperte ci siano e anche di alto livello e provata professionalità. Secondo i risultati del Global Media Monitoring Project 2015, il più ampio e longevo progetto di ricerca sulla visibilità delle donne nei mezzi d’informazione, radio, stampa e TV italiane danno molta più visibilità agli uomini che alle donne (79% vs il 21%). In particolare, tra gli esperti le fonti femminili sono solo il 18%. A spiegare e interpretare il mondo sono quasi sempre gli uomini. I dati più recenti,...

07 Maggio 2018

Il lavoro che lei vorrebbe fare … se non fosse da maschio

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    Le donne che scelgono di studiare hanno attualmente accesso ad ogni percorso formativo, e le donne che scelgono di lavorare possono svolgere qualsiasi attività professionale; in pratica però la presenza femminile non si distribuisce in modo uniforme nei corsi di studio e nelle professioni, ma risulta concentrata in ambiti più specifici. Questo fenomeno si chiama segregazione orizzontale (scolastica e professionale), ed è correlato all’influenza degli stereotipi di genere. Da anni la Commissione europea ribadisce che gli stereotipi legati al sesso, cioè i convincimenti culturali e sociali nei confronti di ruoli...

19 Aprile 2018

"Draw a scientist": disegneresti un uomo o una donna?

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In inglese i nomi generalmente non si declinano al maschile o al femminile. Ci sono alcune eccezioni, come actor e actress o prince e princess ma nei casi di professioni si usa normalmente doctor, per esempio, sia per un dottore che per una dottoressa, o scientist. Se quindi chiedi a un bambino "to draw a scientist", stai chiedendo di disegnare uno scienziato o una scienziata, senza differenza. Deciderà lui o lei. Il "Draw a scientist test" (Dast) è un test che è stato utilizzato a valutare la percezione dei bambini e delle bambine rispetto alla figura dello scienziato e della scienziata nel corso degli anni. In uno...

23 Marzo 2018

Elena Ferrante dalla parte delle donne, anche quelle... cattive

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    Da qualche mese, Elena Ferrante (pseudonimo usato da Anita Raja) tiene una rubrica settimanale sul Guardian. Racconta l’Italia, ma anche, e con decisione, il punto di vista femminile. L’ultimo articolo ha ricevuto decine di commenti critici dai lettori britannici, tra cui la domanda: “Forse sarà così in Italia? Non da noi!”. Che cosa ha suscitato tanta indignazione? In cinque brevissimi paragrafi, Ferrante ha scolpito nella pietra la condizione femminile (in Italia? Forse, ma non solo), senza preoccuparsi di smussare gli angoli. Se potessi incontrarla, vorrei dirle che capisco come un linguaggio così netto abbia...

15 Marzo 2018

Quando l'Italia parla di Pari Opportunità all'Onu

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            Intervento alla 62ma Conferenza internazionale sullo Stato delle Donne presso le Nazioni Unite (CSW62) del 14 marzo a New York Signora Presidente, Signori Relatori, Distinti Delegati, Sono lieta di essere qui oggi a rappresentare la posizione del Governo italiano in merito ad un tema sensibile quale quello della partecipazione e accesso delle donne ai media e alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione come strumento per il progresso e l'emancipazione delle donne. La promozione dell’uguaglianza di genere e l’emancipazione di tutte le donne e le ragazze sono riconosciute,...