Viaggi, guide escursionistiche nei villaggi minerari del sud ovest sardo

scritto da il 10 Aprile 2021

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La pandemia non le ha scoraggiate. E l’idea di trasformare la passione per l’escursionismo in lavoro si è concretizzata subito dopo la fine del lockdown. E ora, depositato il marchio Janas Escursioni, hanno dato gambe alla loro impresa con una sfida sul campo: 500 chilometri a piedi in 40 giorni, attraversando 30 tappe lungo il Cammino minerario di Santa Barbara.

Protagoniste di questa scelta di vita che è “tutta una sfida” in cui la passione si è trasformata in occupazione, Francesca Mocco, 41 anni, laurea in scienze politiche con indirizzo politico sociale e appassionata di escursionismo, torrentismo, speleologia e arrampicata e Loredana Lai, 50 anni, laurea in lingue, altre esperienze professionali alle spalle e attualmente componente del Soccorso Alpino.

Per 40 giorni cammineranno lungo i sentieri del Cammino utilizzato dai minatori durante l’attività industriale nell’ambito del progetto denominato  “Inviate speciali lungo il cammino minerario di Santa Barbara”.  Viaggio esperienziale che servirà per “perfezionare le conoscenze” sui sentieri riscoperti da pochi anni e lanciare la nuova impresa. In ogni tappa testimonieranno anche attraverso l’uso dei social il viaggio tra ambiente, archeologia industriale, cultura e gastronomia.

Diciamo pure che questa esperienza sarà un modo per studiare meglio il percorso e quello che offre – dice Francesca, -. Per la nostra attività sarà un investimento importante e un punto di partenza significativo. La nostra testimonianza poi continuerà anche dopo”.

madedduE proprio il viaggio e le diverse sfumature che lo caratterizzeranno diventeranno poi patrimonio del pacchetto escursioni che successivamente le due guide proporranno a chi vorrà affrontare il cammino minerario.  La filosofia del progetto è quella di far conoscere un territorio ricco di storia legata al passato minerario – chiariscono Francesca e Loredana – ma anche esperienze imprenditoriali coraggiose legate all’accoglienza, alla ristorazione e all’agricoltura che puntano sulle peculiarità locali”. 

Eppoi c’è il resto dell’attività in cui l’escursionismo si lega all’ambiente (con la possibilità di uscite nei boschi o nelle vallate), ma anche alla storia e cultura del sud ovest sardo. Dietro ogni uscita poi una lunga preparazione per offrire “sempre informazioni dettagliate sulle caratteristiche ambientali e culturali dell’area visitata in completa sicurezza”. E la possibilità, grazie alle competenze delle due guide, di imparare una lingua giacché tra le offerte c’è la possibilità di programmare lezioni di conversazione in lingua straniera. 

Ultimi commenti (1)
  • Giuseppe Cocco |

    Plaudo e condivido l’iniziativa che ha la stessa filosofia del mio progetto online Penisolabella, con cui faccio conoscere itinerari e luoghi dimenticati dell’Italia minore con la M maiuscola, grande giardino emozionale diffuso