Lettori non si nasce, i libri allenano il pensiero e conquistano le teenager d’Italia

eliott-reyna-kct-7cirbew-unsplash

Fiabe, avventure, racconti fantastici e grandi classici. I bambini che crescono immersi in immagini magiche, parole affascinanti, pagine di libri saranno gli adulti che, con più probabilità, svilupperanno una maggiore propensione alla lettura. E non solo: avranno un atteggiamento più fiducioso, una mente più aperta, e la capacità di decodificare il mondo in maniera molto più ricca. Questo conferma il fatto che lettori non si nasce, ma si diventa e l’attitudine alla lettura può essere favorita in famiglia sia leggendo ai propri figli sin da piccoli, ma anche attraverso lo stesso esempio di genitori lettori.

A volte non è necessario che le figure di riferimento abbiano una forte propensione per i libri, ma quel che conta è l’educazione all’importanza della lettura e della cultura. La passione verso la lettura è quindi una conquista culturale e non un dato naturale. Un interesse che trova terreno fertile soprattutto fra i giovanissimi e in particolare fra le teenager italiane che si rivelano le lettrici in assoluto più forti.

A conferma che la lettura è un’abitudine di famiglia ed è diffusa soprattutto fra le ragazze sono i dati dell’ultimo report dell’Istat sulla ‘Produzione e lettura dei libri in Italia’  dove emerge che la lettura è fortemente influenzata dall’ambiente familiare e che la percentuale più alta di lettori si ritrova fra i giovani fra gli 11 e i 14 anni con una forte prevalenza fra le ragazze (oltre il 60% nella fascia 11-19 ha letto almeno un libro nel 2019). Tra i giovani sotto i 18 anni legge il 77,4% di chi ha madre e padre lettori e solo il 35,4% tra coloro che hanno entrambi i genitori non lettori. In particolare, i lettori più piccoli (6-10 anni) risentono maggiormente della presenza della sola madre lettrice (58,9% legge), mentre dopo i 15 anni, nonostante nessuno dei due genitori legga, ben il 40,6% di questi ragazzi lo fa. Accanto alla famiglia, un altro canale cruciale per la trasmissione di modelli comportamentali è ovviamente la scuola che, oltre a insegnare ai ragazzi a leggere per dovere, può e deve saper insegnare a farlo anche per piacere.

Il presidente degli psicologi: “La lettura strumento di relazione molto potente”

A sottolineare l’importanza dei modelli comportamentali adottati dai genitori o dalle figure adulte di riferimento per lo sviluppo della psiche del bambino è David Lazzari, presidente del Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi, che ha definito la lettura come uno “strumento di relazione molto potente” paragonandolo all’allattamento al seno materno, cioè “una questione non solo di alimentazione, ma anche un elemento fondamentale nella relazione che si instaura fra il bambino e la mamma”. Secondo Lazzari, oltre alla famiglia sono fondamentali per lo sviluppo dei nostri comportamenti anche altri canali a partire dalla scuola.

Questo è un punto molto importante. Il comportamento dei nostri modelli di riferimento, che possono essere i genitori o comunque delle persone adulte che ci accudiscono, esercitano un’impronta molto importante sul futuro adulto”. Ma insieme alla scuola rivestono un ruolo importante anche altri luoghi, come biblioteche, librerie, centri di aggregazione. “Ho partecipato a iniziative di biblioteche, scuole materne, legate al piacere di leggere dove venivano lette o animate delle storie. Anche queste attività – ha raccontato lo psicologo – diventano fondamentali. Si pensi all’importanza di leggere una storia a un bambino e non solo di fargliela vedere in tv. Oggi i social e la tv hanno quasi rimpiazzato il racconto e la lettura delle storie, invece la lettura ad alta voce è molto importante. Non solo perché con la lettura di una storia passa un contenuto, ma anche perché passa una relazione. La lettura di una storia fatta da un genitore a un bambino rafforza moltissimo il legame fra bambino e genitore e quindi la crescita di quello che noi chiamiamo un atteggiamento fiducioso, una base di cura del bambino nei confronti del mondo”.

Lazzari ha poi evidenziato: “L’educazione alla lettura è molto importante. I genitori devono sapere che se loro leggono ai propri figli, commentano insieme le storie con i figli, stanno dando loro un grandissimo strumento e quei bambini saranno delle persone che si sapranno muovere meglio nella vita. Anche nella scuola questo discorso è bene potenziarlo, perché la lettura non è un hobby come un altro, è un qualcosa che apre la mente”.

La passione per la lettura è femmina

La quota più alta di lettori continua a essere quella dei giovani: 54,1% nel 2019 tra i 15 e i 17 anni, e 56,6% tra gli 11 e i 14 anni. E fra i giovanissimi sono le ragazze le lettrici in assoluto più affezionate. Fra le teenager fra gli 11 e i 19 anni, oltre il 60% ha letto almeno un libro nel 2019. La quota di lettrici scende sotto il 45% dopo i 55 anni, mentre per i maschi è sempre inferiore al 50% a partire dai 20 anni.

Tra uomini e donne continua a persistere un divario rilevante. Nel 2019 la percentuale delle lettrici è del 44,3% e quella dei lettori è al 35,5%. La maggiore propensione delle donne alla lettura si ritrova anche nell’intensità della lettura: il 16,7% dichiara di leggere in media un libro al mese contro il 14,1% degli uomini. Questi dati sembrano dimostrare la forte determinazione delle donne che, nonostante gli impegni familiari, il lavoro, i social network e la gestione della casa, continuano ad acquistare e leggere libri. Nessuno studio o statistica però è in grado di dare una risposta univoca al perché siano le donne a leggere di più. Non regge più la teoria che le donne abbiano più tempo libero rispetto agli uomini perché oggi rispetto al passato quasi tutte le donne lavorano, fanno sport, si occupano dei figli e della casa.

Matias North on Unspalsh

Matias North on Unspalsh

Certamente ci sono delle ragioni che risiedono nella storia evolutiva degli esseri umani. “Da un punto di vista evolutivo – ha spiegato Lazzari – l’uomo ha puntato sulla forza fisica, la donna sulla capacità di osservazione. Negli esperimenti che vengono fatti su come esplorano l’ambiente i due sessi, vengono utilizzate delle cavie di laboratorio. Il maschio quando deve attraversare un ambiente perché dall’altra parte c’è il cibo usa una traiettoria retta, va diritto, mentre la cavia femmina non fa così, usa una traiettoria molto ondulata, esplora l’ambiente in maniera diversa. Sembra che quella del maschio sia più efficace perché va dritto al punto, ma in realtà non è così. Va dritto, ma è più prevedibile, fa affidamento sulla propria forza, infatti se viene aggredito ha una traiettoria più esposta. La femmina si tutela usando una traiettoria più lunga, ma più prudente. Qui si vede come i due generi si muovono nel mondo. La donna non ha mai potuto contare sulla forza fisica e quindi ha puntato sulla capacità di lettura del contesto”.

Questo si riflette anche sui generi prediletti dai differenti sessi in particolare durante la giovinezza. “In una fase precoce – ha riferito Lazzari – i maschi hanno sempre preferito storie di avventura, movimento e forza. Le ragazzine hanno sempre scelto storie di sentimenti, d’amore. Questa da sempre è stata la lettura di genere. Che gli uomini preferiscono l’avventura e le donne l’esplorazione psicologica è chiaro, lo si vede anche nella scelta dei film, è una costante e riflette anche il modo in cui i due sessi affrontano un po’ tutte le situazioni”.

Leggere una storia è come aprire una finestra intelligente sul mondo

Il genere femminile ha una maggiore propensione all’uso del linguaggio. Da un punto di vista evolutivo – ha osservato Lazzari – la donna è più portata ad osservare, e leggere è un modo per osservare il mondo. La lettura ci dà delle chiavi per interpretare e osservare le cose che ci circondano. Quando noi leggiamo una storia è come se aprissimo una finestra sul mondo che ci consente non solo di guardare, ma anche di riflettere. L’autore ci mostra il mondo, ma allo stesso tempo ce lo commenta, condividendo con noi delle riflessioni, delle emozioni. È un modo anche per avere delle chiavi di interpretazione del mondo. Da questo punto di vista la lettura è uno strumento di crescita psicologica molto importante. La nostra capacità di stare nel mondo, di costruire buoni adattamenti dipende dalla nostra psiche e più la nostra psiche è ricca di contenuti e di capacità di lettura dei fenomeni e delle situazioni più noi saremo in grado di costruire degli equilibri adattativi migliori e quindi di stare meglio, di diventare delle persone che vivono meglio e fanno star meglio le persone che hanno accanto”.

Photo J. Applegate on Unsplash

Photo J. Applegate on Unsplash



I giovani assetati di sapere come “una pianta che sboccia e va innaffiata”

Per quanto riguarda i giovani, ha proseguito lo psicologo, in loro “c’è una curiosità che deve essere sviluppata e arricchita, come una pianta che sboccia e che va innaffiata. Tutti noi, la scuola e la stessa famiglia abbiamo bisogno di trasmettere questo valore della lettura, che è un valore importantissimo. Se vediamo le statistiche internazionali si vede che fra il livello di lettura e il livello di cultura c’è sempre una corrispondenza. I paesi che hanno una cultura più progredita sono i paesi che hanno una maggiore capacità di lettura. Inoltre – ha aggiunto – c’è un rapporto diretto fra la capacità di leggere e la capacità di scrivere, più le persone leggono e più sanno scrivere e sanno esprimersi bene. La capacità di esprimersi è anche la capacità di pensiero, nel senso che avere tante parole appropriate per le cose significa avere un pensiero più lucido, più razionale, avere più nomi per le proprie sensazioni, per i propri vissuti e le proprie emozioni. Significa avere una capacità di decodificare il mondo in maniera molto più ricca. Facciamo un esempio: una persona va in una città che non conosce con una mappa che contiene solo mille riferimenti, un’altra persona va in quella città con una mappa con 5mila riferimenti. Quest’ultima si saprà muovere in maniera molto più puntuale in quella città perché avrà una mappa più ricca, quindi la ricchezza delle mappe è fondamentale. Fondamentale per muoversi nel mondo, per pensare bene, per avere chiarezza di idee”.

Lettori in aumento con la pandemia, lockdown “tempo ritrovato”

La lettura si è dimostrata una delle attività fondamentali durante il primo lockdown a inizio del 2020. Durante la prima fase dell’emergenza indotta dalla pandemia da Covid-19, la lettura ha accompagnato le giornate di più di 6 persone su 10 (62,6%), rappresentando la terza attività del tempo libero maggiormente svolta dopo la Tv-Radio (93,6%) e i contatti telefonici e videochiamate con parenti ed amici (74,9%). In particolare, la lettura di libri ha interessato il 26,9% della popolazione di 18 anni e più, con una quota maggiore di donne rispetto agli uomini (30,8% contro 22,7%). Sono soprattutto i giovani fino a 34 anni (32%) a dichiarare di aver letto almeno un libro in un giorno della Fase 1, quote minori di lettori nelle fasce di età successive.

“Sicuramente – ha chiarito l’esperto – l’aumento della propensione alla lettura è stato anche un rifugio, ma è legato anche il fatto che i ritmi della vita sono cambiati, vivevamo tempi più forsennati, ma il lockdown, anche se è stato un tempo forzato, è anche stato un tempo ritrovato. Abbiamo riscoperto la lentezza, tempi di riflessione che non ci permettevamo più. Il ritmo della lettura è un ritmo di un certo tipo, non puoi volare come con le immagini e la tv, richiede una tempistica utile a sviluppare la riflessione, e la riflessione è fondamentale. Se vado troppo veloce non sono in grado di riflettere e quindi mi affido sempre a degli automatismi, ma che non evolvono. Per evolvere abbiamo bisogno di riflessione e per riflettere abbiamo bisogno di tempi di riflessione, quello che i romani chiamavano l’otium, un tempo in cui soltanto apparentemente non si faceva nulla, ma in cui in realtà si elaboravano pensieri”.

Secondo Lazzari, quindi, l’aumento della lettura “è stato uno degli effetti positivi del lockdown che – ha concluso – io spero che rimanga, perché se noi leggeremo di più, diventeremo persone più capaci di capire il mondo e muoverci nel mondo. La lettura è riflessione e apre la mente e spesso apre anche il cuore, perché ci fa vivere delle emozioni. I buoni libri ci possono dare uno sguardo intelligente sul mondo. E la speranza è che tutti, donne e uomini, leggano molto di più perché ancora entrambi i sessi leggono comunque poco”.

  • Alessandra Muschella |

    L’efficacia della lettura condivisa è ormai abbastanza nota, anche se sembra che molti genitori non trovino il tempo per assecondare questa abitudine. È quindi sempre utile ricordarlo, come si fa in articoli come questo e come a me piace fare in occasione delle presentazioni dei racconti che io stessa scrivo.

  • Gabriella Oppedisano |

    Grazie a lei Cecilia per il suo commento, anche io leggo moltissimo ai miei bimbi. Lo faccio per loro, ma lo faccio anche per me perché la lettura come giustamente sottolinea lei è anche un bellissimo “regalo”.

  • Cecilia |

    Bellissimo articolo, complimenti. Credo che uno dei regali più belli che possa fare un genitore al proprio figlio sia quello di leggere con lui delle storie, accompagnandolo in quel mondo fantastico della vita, dei valori, della fantasia, che pian piano aiuta a costruire una relazione solida. Condivido anche il ruolo della donna come colei che “osserva, studia, riflette” e alla fine fa da mediatrice, usa tutte quelle soft skills che servono nelle relazioni autentiche. Grazie ancora.

  Post Precedente
Post Successivo