Innovazione responsabile: quando la tecnologia incontra arte e creatività

scritto da il 12 Novembre 2020

pexels-lukas-684363

Paola Generali è un’economista prestata al digitale, come si definisce lei stessa: un’imprenditrice che a soli 27 anni ha capito che lavorare alle dipendenze di un’azienda – più o meno grande poco importa – non faceva per lei. Ne voleva una tutta sua. Così ha fondato la Get Solution, società milanese di consulenza specializzata negli ambiti della compliance, della sicurezza dei sistemi informativi e delle governance aziendale. Era il 2003 e la Cyber Security era un tema ancora poco trattato in Italia, ma Generali aveva intuito la sua centralità in un mondo che andava sempre più digitalizzandosi.

Oggi la sua azienda ha una 20ina di dipendenti e lavora per grandi aziende, al 90% di matrice estera, inoltre sta iniziando a sviluppare anche una parte di tecnologia pura. Paola Generali – dallo scorso anno presidente di Assintel, l’associazione di Confcommercio che rappresenta le aziende Ict e digitali – è la dimostrazione che anche in ambiti tradizionalmente maschili come le tecnologie digitali, il soffitto di cristallo si sta incrinando.

Per questo è stata chiamata – assieme ad Ambra Redaelli, imprenditrice e presidente dell’Orchestra sinfonica di Milano la Verdi e ad Alessia Moltani, ceo di ComfTech ¬– come testimonial di un’iniziativa organizzata dal Comitato imprenditoria femminile della Camera di commercio Milano, Monza-Brianza e Lodi assieme al Comune di Milano, dedicata all’«innovazione responsabile», come spiega la presidente del comitato, Marzia Maiorano. «Negli ultimi tre anni abbiamo affrontato diversi temi strategici per lo sviluppo delle nostre imprese, in particolare le competenze Stem nelle nuove generazioni, la sostenibilità nei modelli di business e appunto l’innovazione responsabile, perché sarà la responsabilità a guidare il futuro e il progresso». E la responsabilità sembra essere un elemento distintivo del fare impresa da parte delle donne.

paola-generali«A dire il vero, non ho mai dato molto peso al fatto di essere spesso l’unica donna in mezzo a tanti uomini – osserva Paola Generali – né sul mio lavoro né in occasione di incontri istituzionali. Non ho mai percepito difficoltà: io sono io e basta. Con la mia passione per il digitale, che ha sempre accompagnato tutto quello che ho fatto, dalla mia attività come imprenditrice a quella più politica, anche all’interno di Confcommercio». La chiave di tutto, per Generali, è la formazione, che deve iniziare alle scuole elementari. Madre di una ragazzina di 11 anni, è ben conscia dell’arretratezza di alcuni metodi di insegnamento e modelli culturali ancora dominanti nel nostro Paese, che scavano un solco tra sapere umanistico e sapere scientifico difficile poi da saldare, frenando tanti giovani dall’avvicinarsi alle materie Stem.

ambraEppure, il connubio tra arte e tecnologia ormai è un dato di fatto, come dimostra ad esempio l’esperienza di Ambra Redaelli – amministratrice delegata di Rollwasch Italia, azienda fondata dal padre nel 1950, che guida con i 3 fratelli – che dal luglio 2019 è anche presidente dell’Orchestra sinfonica La Verdi di Milano. Diplomata in ragioneria ed entrata giovanissima nell’azienda di famiglia, Redaelli ha coltivato da sempre una passione per la musica che, nel 1995, l’ha portata nel consiglio di amministrazione della Verdi. Da quando ne ha assunto la guida, ha avviato un percorso di trasparenza e di innovazione tecnologica che molto deve alla sua esperienza imprenditoriale.

«Intendiamoci: non credo che gestire un’orchestra o un’istituzione culturale sia come gestire un’azienda che fa macchine utensili – osserva -. Ci sono competenze specifiche che non si inventano. Ma un certo tipo di approccio mi ha sicuramente aiutata nel percorso ad esempio di innovazione della Fondazione intrapreso dopo il risanamento economico compiuto dalla gestione precedente». Dal leggio elettronico all’efficientamento degli impianti di condizionamento, dalla sostituzione dei libretti cartacei a quelli leggibili tramite QRcode: «Abbiamo studiato altre esperienze in giro per il mondo, cercando di capire come muoverci e come investire – spiega la presidente -. E abbiamo fatto sistema, con le imprese e le università del territorio, che ci hanno aiutato moltissimo. Ora tocca a noi restituire, condividendo con altre realtà artistiche i risultati che abbiamo ottenuto. Perché si fa sistema sia nel prendere, sia nel dare».

moltaniLa tecnologia è il filo conduttore (è proprio il caso di dirlo) anche della storia imprenditoriale di Alessia Moltani: designer di formazione, cresciuta in una famiglia di imprenditori tessili, a 30 anni studia e mette a punto degli indumenti per bambini nati prematuri per l’Ospedale di Monza, cui fa seguito la richiesta, da parte dell’Ospedale di Lecco, di sviluppare dei sensori tessili integrati a questi indumenti. «Allora non c’erano tecnologie di questo genere – racconta l’imprenditrice -: siamo riusciti a metterle a punto unendo le mie competenze nel tessile con quelle tradizionali degli artigiani brianzoli e quelle tecniche dei ricercatori».

Da quell’esperienza nasce ComfTech, che Alessia Moltani fonda nel 2010 e che oggi conta una dozzina di dipendenti, più donne che uomini e tutti giovani. «Abbiamo all’attivo sette brevetti e all’interno facciamo prevalentemente ricerca, con un team di igegneri e designer: il nostro lavoro è unire questi due ambiti di conoscenza», spiega Moltani, 52 anni e madre di due ragazze adolescenti. «Per la produzione ci appoggiamo alla filiera tessile ed elettronica certificata, con partner soprattutto in Lombardia ed Emilia Romagna. Nel 2018 abbiamo chiuso un round di investimenti per 7,5 milioni con il fondo Principia Health, che per noi è stato un passaggio molto importante. Ora abbiamo una gamma di prodotti che va dal monitoraggio dei neonati a quella degli anziani».

Ultimi commenti (2)
  • Federica Villa |

    Articolo davvero molto interessante. Come Comitato per l’Imprenditoria Femminile di Milano Monza Brianza Lodi siamo particolarmente impegnati sul tema delle discipline STEAM. Sempre più casi di successo, come quelli citati nell’articolo, dimostrano l’impegno determinante delle donne nei settori ad alto contenuto tecnologico. Le storie di Paola Generali, Ambra Redaelli ed Alessia Moltani confermano un trend che vede le donne protagoniste negli ambiti della tecnologia e dell’innovazione, con un’attenzione particolare alla sostenibillità. Da qui lo stimolo a promuovere sempre più i talenti femminili nei settori del futuro!

  • Fernandino |

    In questo momento fa bene guardare a questi esempi positivi grazie alle esperienze di donne che hanno puntato su tecnologia e innovazione. Il senso pratico e l’istinto femminile riescono a guidarci nella direzione giusta. F.M.