Ue, la strategia al 2025 per un’equità fra uomini e donne

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È stata quantomeno particolare, unica e sicuramente offuscata da grandi ombre la Festa internazionale della donna 2020. Se però il tema delle parità non salti subito in mente oggi e non sia di certo la prima notizia di questi giorni, forse proprio ora è utile raccontarla – quasi segno del flusso vitale che comunque procede: la scorsa settimana la Commissione europea ha presentato la sua Strategia per le pari opportunità 2020-2025 (European Gender Strategy)

Come tante delle sue azioni fin qui, la Commissione von der Leyen si mostra attiva nel dettare un percorso di azioni preciso, e portare un passo oltre nuove iniziative o progetti del passato non ancora conclusi.

Succede con le indicazioni contenute nella nuova strategia per le pari opportunità che, seguendo il trend ormai diffuso da tempo, propone di lavorare su diverse tematiche come fossero tutte parti dello stesso insieme. Ormai le questioni di genere non sono più intese a compartimenti stagni, unite dal solo fatto di “riguardare le donne”, perché, ormai lo sappiamo bene, non è affatto così. Se si migliorano le condizioni di lavoro per le donne, per esempio, si attivano circoli economici secondari, si combatte certa dipendenza finanziaria spesso causa anche di violenza domestica, più difficile da scoprire perché molto meno denunciata.

Dare più spazio a vertici (politici o economici, industriali) più equilibrati, offre punti di vista diversi che contribuiscono, lo dicono i dati, ad ampliare le opportunità di successo delle imprese, ad affrontare le crisi con strumenti inediti. Lo esprimono bene le parole della von der Leyen: “nell’economia, politica e società nel complesso, possiamo davvero raggiungere il pieno potenziale se usiamo tutto il nostro talento e diversità. Usare solo metà della popolazione, metà delle idee o metà delle energie non è abbastanza”.

In Europa oggi il 67% delle donne è occupata, contro il 78% degli uomini, spesso con contratti part time e un gap salariale che raggiunge il 16% (e si alza oltre il 30% per le pensioni). Sulle loro spalle pesa poi (75%) il carico del lavoro casalingo e di assistenza non retribuito. Su questa situazione di solito sono gli uomini a decidere come intervenire, sia a livello politico che aziendale.

La presenza femminile al parlamento europeo, per esempio, è del 39%, cifra già alta rispetto al 29% delle elette nelle amministrazioni locali o al 15% dei sindaci delle grandi città (una riflessione e maggiori dati). Nelle aziende europee le donne a sedere nei cda non raggiungono l’8% e sono poco più del 7% le amministratrice delegate (tutti i dati sono raccolti nel fact sheet che accompagna la Strategia).

Nonostante alcune buone notizie e qualche piccolo passo in avanti, persiste uno stallo per uscire dal quale la Commissione, attraverso la sua Strategia 2020-2025, si propone di affrontare con decisione alcuni punti chiave. Partendo dalla sua composizione interna: sulla scorta del successo di qualche mese fa, uno degli impegni prevede il raggiungimento dell’equilibrio in termini di genere dei sui manager (grazie all’iniziativa dell’ex presidente Junker oggi le funzionarie dirigenti sono già oltre il 40%).

Si vuole poi rilanciare una direttiva del 2012, proposta dall’allora Commissaria Viviane Reding, che prendendo a modello la legge italiana per l’introduzione di quote di genere nei cda delle società quotate, punta ad estenderne la pratica in tutta Europa. Altro passaggio riguarda il supporto economico a progetti che si occupano di parità, sia attraverso fondi specifici che investimenti strutturali. A dimostrazione dell’importanza che le politiche di genere hanno su tutti gli aspetti del vivere sociale, viene posto anche l’accento sull’impatto positivo dell’occuparsi di queste tematiche in risposta ai cambiamenti climatici e alla digitalizzazione.

Il piano è ambizioso e ha l’obiettivo di rilasciare un potenziale che possa dare prospettive diverse, anche di visione del futuro. Fondamentale in questo momento di crisi che sta richiedendo una altissima dose di adattamento.

Buona festa internazionale della donna che celebri il cambiamento!