La Nazionale italiana volley sorde vince l’oro e diventa campione d’Europa

scritto da il 17 Giugno 2019

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La nazionale volley sorde ha vinto l’oro. Ha perso un solo set durante gli scontri del campionato europeo e si è portata a casa la medaglia più prestigiosa. Dopo l’argento alle Olimpiadi dei Sordi di Samsun 2017, un altro risultato eccezionale per la squadra allenata da Alessandra Campedelli.

Naturalemente l’allenatrice è più che soddisfatta del risultato ottenuto, anche perché le russe in finale, sono state surclassate da un 3 a 0 (25-13; 25-19; 25-16): “Questo oro è stato il coronamento di un percorso che dura da tre anni, da quando sono arrivata ho voluto creare una squadra che fosse all’altezza ma anche portatrice di valori e questo ha fatto la differenza: un vero e proprio collettivo dove ognuno ha portato il proprio valore. Abbiamo preso diversi premi individuali persino io come migliore coach: ma tutti sono stati possibili grazie a una squadra, grazie a un capitano che fa un lavoro di grande importanza”.

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Gli europei, che si sono svolti al PalaPirastu di Cagliari, sono stati patrocinati dal comune e organizzati dalla Federazione Sport Sordi Italia con Esdo (European Sport Deaf Organization), CIP (Comitato Italiano Paralimpico) e Fipav (Federazione Italiana Pallavolo. Uno schieramento di istituzioni importanti per dare valore alla competizione, che ha visto primeggiare le azzurre.

Ma qual è il segreto di questa squadra? “La cosa più forte di questa nazionale, è il fatto che sia un esempio di come il mondo della sordità sia variegato a possa convivere, non sempre è facile mettere insieme le varie lingue e le difficoltà comunicative delle stesse giocatrici: c’è chi usa la lingua dei segni, chi la voce eppure ci siamo sempre capite! Siamo state i precursori nel cantare l’inno con la lingua dei segni, ora tutte le squadre segnano. Per noi è un motivo di orgoglio” spiega Campedelli, aggiungendo inoltre: “Non è solo importante la vittoria nello sport, per noi l’obiettivo parallelo è quello di far conoscere la sordità, quali sono le barriere comunicative che ancora esistono.
Se si è accoglienti anche a questo mondo un sordo può fare tutto! La sordità è una disabilità che non si vede quindi è più difficile essere accoglienti e nol siamo riuscite a farci conoscere e a portare questa bandiera: un vero mediatore per la conoscenza di questa disabilità”.

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Ilaria Galbusera e Alessandra Campedelli

Alessandra Campedelli racconta di come la capitana Ilaria Galbusera abbia segnato l’ultimo punto e ne è fiera, perché “Ilaria oltra a essere  una grande atleta ha favorito all’affiatamento della squadra”. Dal canto suo la capitana è orgogliosa della sua squadra: “E’ un’emozione impossibile da spiegare, dodici anni per conquistare questa medaglia d’oro. Un sogno che è diventato realtà! Siamo una bellissima squadra, abbiamo giocato molto bene dall’inizio alla fine, non perdendo neanche una partita. Una squadra e uno staff stupendo, come pezzi di puzzle che si sono incastrati alla perfezione e siamo riusciti a vincere questa medaglia che è una cosa immensa per noi e per tutto il movimento sportivo sordo”.

Ha vinto l’inclusione che Ilaria e le sue compagne cercano di portare nelle scuole e nei loro Champions Camps. A questo punto la strada per i prossimi mondiali è iniziata!

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Ultimi commenti (5)
  • Massimo ciccotti |

    Venire L’associazione crescendo insieme di Colleferro

  • radente claudia |

    Gentile Giuseppe, grazie per il suo commento che mi permette di far intervenire la diretta interessata (Ilaria Galbusera) cui ho girato il suo commento.
    quote
    il termino giusto è sorde. Non udenti è un eufemismo. Descrive qualcosa che non c’è. Io sono una persona sorda. Esserci. Si pensa che sia maleducazione, in realtà definisce quella che sono.
    unquote
    La ringrazio Giuseppe, perchè in questo modo ho imparato anche io qualcosa.

  • Monica D'Ascenzo |

    Buongiorno Giuseppe, loro si chiamano proprio così: Nazionale italiana volley sorde. E’ come se ci mettessimo a chiamare lei al posto di Giuseppe, Giovanni perché ci sembra più intelligente. Loro, le atlete e chi le gestisce, hanno deciso di chiamarsi “sorde”. Non possiamo imporre loro un nome che a lei sembra più accettabile.

  • Gabellini Giuseppe |

    Sarebbe stato intelligente chiamarle NON UDENTI, non trovate……

  • Simona |

    Ciao sono Simona,
    Sorda oralista come voi, volevo complimentarmi con voi per la vittoria.
    Ho visto una bella squadra è confermo di quello che avete dichiarato.
    Complimenti ad Alessandra Campedelli che è riuscita con la sua grande umiltà e intelligenza alle ragazze sorde a questi livelli.
    Dobbiamo lottare parecchio per combattere le BARRIERE DELL ‘IGNORANZA DELLE PERSONE.
    Adesso, godetevi questo meritatissima VITTORIA che non è solamente vostra anche di tutta la comunità sorda è coloro che frequentano il nostro ambiente.
    Vi abbraccio forte forte a tutti e complimenti ancora per la vostra meritata vittoria.
    Simona Spadaro