Donne di editoria, la storia della “libraia per caso” Irene Donini

Irene Donini (al centro) con Marco Maria Molea e Silvia Bandini

Ladispoli è un comune di 40mila abitanti a poco meno di un’ora da Roma. Non lontana dal lungomare, la libreria “Scritti e Manoscritti” rappresenta ormai dal 1994 un vero e proprio presidio culturale. Strettamente legata al territorio e alla comunità, riunisce nei suoi 120 metri quadri lettrici e lettori di tutte le età, diventando per tutti un punto di riferimento importante.

Abbiamo incontrato Irene Donini, “libraia per caso”, anima (e cuore) di “Scritti e Manoscritti”.

Irene, com’è iniziata la tua avventura da libraia? Era il tuo sogno aprire una libreria?

La libreria “Scritti e manoscritti” è stata inaugurata nel 1994 da due librai, Andrea e Isabella. Io ho iniziato a lavorare lì nel 1997, durante il periodo estivo. All’epoca ero una studentessa universitaria e desideravo raggiungere una mia indipendenza economica. Ero curiosa, mi divertiva lavorare fra i libri e così chiesi se ci fosse la possibilità di lavorare nei mesi estivi, che sono il periodo di maggiore attività, considerando che ci troviamo in una cittadina sul mare. La mia richiesta fu accolta e così è iniziata la mia avventura. Sostanzialmente è stata una casualità. 

Come ti sei trovata a diventare la proprietaria di “Scritti e manoscritti”? Quando e perché hai deciso di rilevare la libreria?

Sono diventata proprietaria della libreria Scritti Manoscritti insieme a Marco Maria Molea nel 2004 e da 14 anni con noi in squadra c’è Silvia Bandini, una  validissima collaboratrice e la burlona del gruppo. In realtà, tutto era iniziato un paio d’anni prima. Già dal 2002, infatti, i precedenti librai, stanchi e in cerca di nuovi stimoli, avevano deciso di cedere l’attività. Nel corso di quei due anni avevano avviato diverse trattative con possibili acquirenti, ma nessuna si era conclusa positivamente. A quel punto fu Marco, che proveniva da un settore completamente diverso da quello librario, a lanciare l’idea. Mi disse: «Perché non proviamo noi?». Da quella proposta, nata anch’essa quasi per caso, iniziammo a valutare seriamente la possibilità di rilevare la libreria. Dopo un periodo di trattative, dal gennaio del 2004 siamo diventati ufficialmente i titolari. È stato l’inizio di un’avventura che ci ha portati a raccogliere un’eredità importante e a farla nostra, costruendo nel tempo il nostro modo di essere librai.

Hai librai o libraie di riferimento a cui ti sei ispirata o a cui ti ispiri?
Sì, sicuramente. Innanzitutto Romano Montroni, storico direttore della Feltrinelli, una figura importante e di grande ispirazione per il mondo delle librerie. Nell’ambito specifico delle librerie indipendenti, invece, ho sempre guardato con grande ammirazione alle sorelle Pieralice, libraie di Nuova Europa, storico spazio culturale nel centro commerciale Granai di Roma, che ho seguito da lontano nel corso degli anni e che sono sempre state per me un esempio. E Poi Marta Bianco della libreria Bufò di Torino, Matteo Diversi della libreria Liberamente di Ravenna. Più di recente, un altro libraio che stimo molto è Vittorio Graziani della libreria Centofiori di Milano. Ci sono molte realtà che ammiro e dalle quali cerco di imparare: Marco Guerra della libreria Pagina 348 di Roma, Elena della libreria Vita Nova di Tarquinia, le ragazze della libreria Bianconiglio e Filomena della libreria Controvento, in provincia di Benevento.
Da ognuna e ognuno cerco di apprendere qualcosa, perché rappresentano esempi importanti di professionalità, passione e qualità nel lavoro di libraio.

Qual è oggi il ruolo di libraie e librai e che cosa è cambiato, se è cambiato, rispetto ai primi anni del 2000?
Oggi il ruolo del libraio e della libraia non consiste più soltanto nell’aprire la libreria, fare gli ordini, sistemare i libri sugli scaffali ed elargire consigli ai lettori che entrano. Tutte queste attività restano fondamentali, ma oggi il lavoro del libraio comprende molto altro. Fino ai primi anni Duemila, infatti, i libri si acquistavano quasi esclusivamente in libreria. C’erano già alcune grandi realtà, penso ai supermercati, che dedicavano un piccolo spazio ai libri, ma il canale principale rimaneva la libreria. Le persone entravano perché era il luogo naturale in cui trovare e acquistare un libro. Negli ultimi quindici o vent’anni, però, lo scenario è cambiato radicalmente. La diffusione delle grandi piattaforme di vendita online, a partire da Amazon, ha trasformato le abitudini di acquisto delle persone. Il cambiamento è iniziato con i libri e si è poi esteso a ogni genere di prodotto. Oggi acquistare online è diventato un gesto quotidiano e questo ha modificato profondamente anche il lavoro dei librai, soprattutto di quelli indipendenti.

Come si conquistano, allora, i lettori?
Non basta più aspettare che entrino per comprare un libro: occorre creare occasioni di incontro e di condivisione che rendano la libreria un luogo vivo e frequentato. Organizzare presentazioni, gruppi di lettura, laboratori, incontri con gli autori ed eventi culturali è diventato parte integrante del mestiere. La libreria, oggi, deve essere prima di tutto uno spazio di aggregazione. Se le persone la vivono come un luogo in cui incontrarsi, confrontarsi e partecipare alla vita culturale della comunità, saranno anche più propense ad acquistare libri. In questo senso il libraio è chiamato a reinventare continuamente il proprio lavoro, ideando nuove iniziative e nuovi servizi per mantenere vivo il rapporto con i lettori. Rispetto al passato, vendere libri è certamente più complesso. La concorrenza delle grandi piattaforme online è molto forte e non si svolge su un piano di parità: realtà come Amazon hanno una capacità di raggiungere direttamente i clienti che una libreria indipendente non può avere. Per questo oggi, più che mai, il valore aggiunto di una libreria non è soltanto il libro che vende, ma l’esperienza, la relazione e la comunità che riesce a costruire attorno ai libri stessi.

Tu, e gli altri librai e libraie indipendenti, vi sentite supportati? Da chi?
Direi innanzitutto da noi stessi. Come accade in fondo per tutti i mestieri, bisogna contare principalmente sulle proprie forze: forze fisiche, mentali ed economiche. Gran parte del lavoro viene portato avanti dal libraio in prima persona, sotto tutti i punti di vista, ed è quindi fondamentale poter fare affidamento sempre su sé stessi. Naturalmente, c’è il sostegno della comunità dei lettori e dei clienti che vivono quotidianamente la libreria. Se non ci fossero loro, noi non potremmo esistere. Il libro, per quanto sia un prodotto con un valore culturale molto alto rispetto ad altri beni, rimane comunque un prodotto che deve essere venduto. Se i libri non vengono acquistati, le librerie non possono continuare a esistere. Per questo il rapporto con i lettori e con il territorio è fondamentale.

Tu hai una libreria indipendente in un Comune piccolo: quali sono le difficoltà e le sfide che affronti, e quali invece sono le soddisfazioni?
Siamo stati la prima libreria ad organizzare, tredici anni fa ormai, letture animate e laboratori per bambini e poi, subito dopo, presentazioni di libri in libreria in maniera costante e programmata. E se da una parte può sembrare più difficile lavorare in una comunità piccola, dall’altra proprio l’assenza di iniziative simili può trasformarsi in un vantaggio: permette di creare nuove occasioni, di proporre idee e di costruire un rapporto più diretto con il territorio. E devo dire che ormai rappresentiamo una realtà importante. E di questo siamo davvero molto fieri, perché il lavoro svolto fino a oggi ha dato tanti frutti. Negli ultimi due anni abbiamo inoltre dato vita a quattro gruppi di lettura dedicati ai bambini, suddivisi per fasce d’età, e a un gruppo di lettura per adulti. Queste iniziative hanno avuto un riscontro davvero molto positivo e, al momento, sono probabilmente l’attività che ci dà più soddisfazione. Credo che ci sia una grande voglia, da parte delle persone, di condividere le letture insieme. È proprio la condivisione il modo più efficace per mettere in circolo i libri e il desiderio di leggere, perché leggere insieme e poi confrontarsi su una storia crea un coinvolgimento molto più profondo. Quando più persone condividono la stessa lettura si crea un legame, un momento di empatia, di comunità e di socialità, aspetti che forse in altri contesti si sono un po’ persi.

So che poco tempo fa hai ospitato due autori molto importanti e lo spazio della libreria si è rivelato non sufficiente per accogliere tutti i lettori. Chi ti è venuto in soccorso?

Sì, è successo proprio lo scorso dicembre, quando abbiamo avuto la fortuna e la possibilità di ospitare nella nostra libreria di Ladispoli due autori di grande rilievo, Aldo Cazzullo e Dacia Maraini, con i loro libri dedicati rispettivamente a San Francesco e Chiara d’Assisi. La libreria, pur avendo uno spazio di circa 120 metri quadrati, non sarebbe riuscita ad accogliere tutte le persone interessate a partecipare, considerando l’importanza dei due nomi. Per questo abbiamo chiesto aiuto a Don Alberto, che si trova nella parrocchia di fronte alla libreria. Inizialmente avevamo pensato di utilizzare la sala parrocchiale, che è molto ampia e più grande della libreria, anche per il tema dell’incontro. Don Alberto, però, è stato ancora più generoso e ci ha offerto la possibilità di utilizzare direttamente la chiesa, uno spazio ancora più grande. Questo ci ha permesso di realizzare un evento straordinario, a cui hanno partecipato oltre 400 persone. È stato davvero un regalo di Natale, il 20 dicembre: tutta la città ha risposto con grande entusiasmo, gli stessi autori sono rimasti colpiti nel vedere una chiesa così gremita e anche Don Alberto è stato felice di aver contribuito a questo momento.
È stato un bellissimo esempio di comunità, un’occasione in cui tante persone diverse si sono unite intorno ai libri e alla cultura.

Chi sono i lettori che frequentano il vostro spazio?

Il nostro è un pubblico piuttosto vario ed eterogeneo. Abbiamo famiglie con bambini molto piccoli, adulti e giovani; cerchiamo di intercettare lettori di generazioni diverse, sia attraverso le proposte che scegliamo per la libreria, sia attraverso le attività che organizziamo. La fascia d’età che per molto tempo è stata più difficile da coinvolgere è quella degli adolescenti, dai 12 ai 20 anni. Per diversi anni questa generazione è stata poco presente in libreria, ma recentemente abbiamo notato un riavvicinamento al mondo della lettura grazie anche a manga, fumetti, graphic novel, libri romance e romanzi fantasy. Il nostro obiettivo è quello di creare uno spazio in cui ogni persona possa trovare il proprio modo di avvicinarsi ai libri e alla lettura.

Consiglia tre libri da leggere.

“I pesci non esistono” di Lulù Miller (traduzione di Luca Fusari), ADD editore, 2022. Uno dei libri che abbiamo tanto amato e consigliato tantissimo, non manca mai nella nostra libreria.
“Il lago della creazione” di Rachel Kushner (traduzione di Silvia Pareschi), Einaudi, 2026.
Lo abbiamo letto con il Gruppo di lettura degli adulti e lo abbiamo molto apprezzato; il più amato da noi librai di Scritti.
“Ex aequo”: “La cura” di Concita De Gregorio – Einaudi, 2026; “Il dolore dell’oca” di Giuliana Salvi – Einaudi, 2026; “Contare i passi verso casa” di Laura Ceccacci – Salani, 2026.

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“Donne di editoria” è un viaggio a puntate di Alley Oop, ideato e curato da Manuela Perrone, tra le professioniste che a vario titolo lavorano nel settore dei libri: editrici, libraie, scrittrici, bibliotecarie, comunicatrici, traduttrici. Tutte responsabili, ciascuna nel proprio ambito, di disegnare un pezzo importante del nostro immaginario e della nostra cultura.

Qui la prima intervista alla libraia Samanta Romanese
Qui la seconda intervista alla filosofa ed editrice Maura Gancitano
Qui la terza intervista all’illustratrice Daniela Iride Murgia
Qui la quarta intervista alla editor Flavia Fiocchi
Qui la quinta intervista alle libraie Maria Carmela e Angelica Sciacca
Qui la sesta intervista alla poeta Elisa Donzelli
Qui la settima intervista alla editor Ilena Ilardo
Qui l’ottava intervista alle scrittrici Giulia Cuter e Giulia Perona
Qui la nona intervista alla editrice Mariangela Tentori
Qui la decima intervista alla editrice Erica Isotta Oechslin
Qui l’undicesima intervista alla “libraia felice” Monica Maggi
Qui la dodicesima intervista alla libraia Daniela Bonanzinga
Qui la tredicesima intervista all’agente letteraria Barbara Bernardini
Qui la quattordicesima intervista alle libraie Barbara Ferraro, Cecilia Mancini, Alessandra Franciosini e Carla Colussi  
Qui la quindicesima intervista alla scrittrice Cinzia Giorgio
Qui la sedicesima intervista alla editor Francesca de Lena
Qui la diciassettesima intervista alla direttrice editoriale Silvia Costantino

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