Come “Stranger things” ci ha stregati con una canzone di Kate Bush

scritto da il 12 Agosto 2022

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Per l’ennesima volta Netflix ha creato un trend che ha sconfinato dal raggio d’azione delle serie Tv, dando vita a un fenomeno di massa che ha coinvolto l’industria musicale stavolta. “Running Up That Hill” è stata la canzone più ascoltata in streaming al mondo nel mese di giugno, al momento si trova tra i primi cinque posti della Billboard Global 200 ed è stata condivisa in quasi due milioni di video su Tik Tok. A rendere il fatto degno di nota, è che la hit risale al 1985 e deve il suo successo planetario, con trentasette anni di ritardo, alla serie TV “Stranger things” prodotta da Netflix. Al momento della sua uscita originale, “Running Up That Hill” aveva raggiunto il numero tre della UK Singles Chart, nel paese in cui la carismatica Kate Bush, autrice del singolo, era già stata in cima alle classifiche per quattro settimane con il suo singolo di debutto “Wuthering Heights”, diventando a soli 19 anni la prima artista donna a raggiungere un numero uno nel Regno Unito con una canzone autografa.

Come si spiega questo incredibile successo? “Stranger Things” ha avuto il grosso pregio di creare dei ponti intergenerazionali che andrebbero valorizzati. La godibilità della sceneggiatura e dei personaggi si accompagna a certi potentissimi amarcord per gli spettatori che negli anni Ottanta e Novanta erano poco più che bambini, esattamente come i protagonisti della serie, di cui seguono la parabola eroica con lo sguardo continuamente solleticato dai rimandi e dalle citazioni ai miti fondanti della loro generazione.

Le biciclette di “Stand By Me”, le passeggiate sulle rotaie, lo stile grunge, il mostro così simile alla “Cosa” di Carpenter, le atmosfere a tratti cupe e a tratti splatter degli horror che hanno creato il genere, gli attori ripescati dall’immaginario di una generazione ed esposti nella loro età adulta a un’intersezione tra presente e passato, prima fa tutti Winona Ryder. “Stranger Things” non sbaglia un colpo nel ricreare il passato valorizzandone ogni elemento, contemporaneamente facendo leva su un nervo scoperto dell’adolescenza: l’isolamento e l’incomunicabilità delle proprie emozioni e paure. Un nervo scoperto che la generazione X e i Millennials, che tanto faticano a diventare adulti schiacciati nel precariato lavorativo, abitativo, relazionale, condividono di fatto con gli adolescenti della Generazione Z.

max-stranger-things-coverNon basta questo a spiegare il successo incredibile della canzone di Kate Bush. Il momento in cui la canzone prende la scena, è profondamente metaforico, e la canzone stessa diventa il totem liberatorio del personaggio cui fa riferimento, e con esso dell’adolescenza in senso lato. Si perdoni questo piccolo spoiler: il personaggio di Maxine (Sadie Sink), sta per essere uccisa dal demone di cui abbiamo appena scoperto che sceglie le sue vittime in base al dolore che provano, al rimorso, alla solitudine in cui si isolano rinunciando all’aiuto e al sostegno degli affetti. Ma è proprio attraverso questa canzone, la preferita del personaggio, che i suoi amici la riportano alla realtà, strappandola alla trance in cui il demone l’aveva incatenata prima di ucciderla. Basterebbe questo a rendere la scena epica per i significati che porta con sé, ma tra essi si stratifica con prepotenza il senso del testo della canzone di Kate Bush.

In un’intervista del 1985 con “The New Music”, Bush stessa ha spiegato il significato della canzone in modo dettagliato: “Riguarda la relazione tra un uomo e una donna. Si amano molto e il potere della relazione è qualcosa che si intromette. Crea insicurezze. Se l’uomo potesse essere la donna e la donna l’uomo, se potessero fare un patto con Dio, per scambiarsi il ruolo, capirebbero cosa vuol dire essere l’altro e forse si chiarirebbero i malintesi”.

La canzone racconta dunque di quell’incapacità di comunicare nelle relazioni che, nonostante l’intensità dei sentimenti, chiude i singoli in un isolamento doloroso, come accade a Max che però si autoimpone l’isolamento a causa del suo passato traumatico. Nella suddetta scena, la musica di Bush spezza il collegamento mentale stabilito dal demone, e Max riesce a liberarsi nel momento in cui prende coscienza che chiudersi in sé stessa, escludendo tutti i suoi amici, non è la soluzione al suo tormento.

kate-bushOriginariamente Bush voleva intitolare la canzone “Deal with God”, ma l’etichetta discografica la spinse a lasciare la parola God fuori dal titolo, per il timore che il titolo religioso avrebbe fuorviato e intralciato le vendite nei paesi più tradizionali. Parlando di questa decisione, Bush raccontò in un’intervista alla BBC del 1992: “Per me si chiama ancora “Deal With God”, quello era il suo titolo. Ma ci è stato detto che se avessimo mantenuto questo titolo non avrebbe avuto successo. […] Non potevo crederci, mi sembrava completamente ridicolo, e il titolo era una parte importante dell’identità della canzone. Non riuscivo proprio a capirlo. Ma nondimeno, anche se ne ero molto scontenta, sentivo che se non avessi accettato il compromesso, mi sarei tagliata le gambe, sai, avevo appena trascorso due o tre anni a fare un album e non l’avremmo fatto ascoltare alla radio, se fossi stata testarda. Ma è qualcosa che mi sono pentita di aver fatto, devo dire. Normalmente rimpiango sempre ogni compromesso che faccio”.

Su una cosa Kate Bush non è scesa a compromessi: come fa notare Fortune, in completa controtendenza per l’industria musicale, Bush possiede l’intero copyright delle registrazioni originali delle sue canzoni, inclusa “Running Up That Hill”, attraverso la sua etichetta discografica indipendente Noble & Brite. Di conseguenza, Music Business Worldwide, un sito di notizie sull’industria musicale globale, stima che la cantante mantiene la maggior parte, forse fino all’80%, delle royalty generate dai suoi più grandi successi.

Molti big della musica non possiedono le loro registrazioni originali, concedendo alle loro etichette i diritti di distribuzione e rinunciando quindi a una riduzione significativa delle royalty. Inoltre molte delle hit mondiali che conosciamo sono scritte da co-autori che ne detengono i diritti cosiddetti “meccanici” assieme ai performer che le hanno rese famose, parliamo di pezzi come “Someone like you” di Adele, “Poker face” di Lady Gaga, “People have the power” di Patti Smith. Dei suoi pezzi, invece, Bush è autrice e quasi sempre produttrice, e secondo una stima del settore, avrebbe guadagnato a oggi 2,3 milioni di dollari grazie al rilancio della sua hit da parte di “Stranger things”.

Denaro a parte, ecco come l’eclettica artista commenta questo inaspettato successo sul suo blog: “Avevo visto solo le scene che coinvolgevano direttamente l’uso della traccia e quindi non sapevo come si sarebbe evoluta o costruita la storia. Ero così felice che i Duffer Brothers volessero usare RUTH per il totem di Max, ma ora dopo aver visto l’intera ultima serie, sono profondamente onorata che la canzone sia stata scelta per diventare una parte del loro viaggio sulle montagne russe. Sono in soggezione. Hanno realizzato qualcosa di veramente spettacolare. Spero che capiate che vogliamo onorare l’energia che viene generata dal pubblico in questo momento. Un’energia che sembra davvero speciale, unica e, francamente, maledettamente commovente”.

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Ultimi commenti (1)
  • Gloria DI Rienzo |

    L a musica,così come la piesia, la danza la pittura sono le massime espressioni di ciò che ci circonda e di quello che verrà.L’incomunicabilità e l’isolamento spno gli effetti dell’autodistruzione verso cui ci stiamo incamminando.A furia di non vedere, fi npn sentire ,di non parlare stiamo diventando acque stagnanti e non fiumi o ruscelli che contengono in sè una energia vitale.Se un cittadino in difficoltà non viene aiutato nemmeno dalle forze dell’ordine ma fatto passare come un delinquente perchè scomodo siamo al limite.Si parla di prevenzione in Sanità e oltre a debellare le comuni patologie si fa ben pico per il benessete del cittadino come lavorayore.Dal Nord al Sud sovrasta oncontrastato il fenomeno del mobbing ,causa di malattie non solo psichiche ma sociali e oncologiche e che si fa ?? .agari dopo venti anni di denunce insabbiate vogliono le prove !! Epoi si parla di incomunicabilutà