18 Marzo 2022

Ritorno in ufficio: potremo sorridere di quel che ci mette a disagio nel rincontrare gli altri?

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    Da due anni ormai parliamo di nuove abitudini, di come la pandemia ci abbia fatto cambiare percorsi e routine, e infine di come siamo riusciti a continuare a “fare” in un mondo completamente nuovo, in cui la tecnologia ha preso il sopravvento anche nelle relazioni: rendendole possibili, governandole, trasformandole. Come sempre succede nelle crisi, è avvenuto perché doveva ed è avvenuto in emergenza: siamo stati bravi, resilienti, focalizzati, adattabili, mentalmente agili. Abbiamo confermato la capacità che contraddistingue la nostra specie, famosa per essere tra le “fittest” in Natura, secondo la nota...

18 Febbraio 2022

Lavoro: il bisogno e la fatica di ricominciare a incontrarsi di persona

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      Abbiamo perso l’abitudine: di uscire dalla porta, di prendere dei mezzi, di avere del “tempo morto” di spostamento, di sgranchire le gambe per poi incontrare le persone, faccia a faccia. Forse prima del Covid stavamo esagerando con i caffè e le strette di mano, ma adesso siamo nel mezzo del guado opposto: fioriscono iper-efficienti incontri da 15 o 30 minuti, l’unico modo per usare le gambe è acquistare una scrivania in grado di sollevarsi per farci lavorare in piedi, un corpo sempre più immobile e isolato ospita una mente che si sta pericolosamente abituando a cogliere degli altri solo ciò che passa...

10 Febbraio 2022

Perché torneremo a lavorare come dopo una guerra (o un congedo di maternità)

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    Toglieremo le mascherine all’aperto (dall'11 febbraio), poi forse anche al chiuso (dal 31 marzo), ricominceremo ad andare in ufficio e a cena fuori, forse ricominceremo anche a organizzare delle feste, a un certo punto tornerà a sembrarci normale toccarci tra di noi, anche se forse non torneremo mai a baciare qualcuno sulle guance se non è un amico… Tornerà, insomma, la vita a essere come lo conoscevamo, anche se la filigrana sarà molto più digitale di prima: l’immobilità a cui ci ha costretti la pandemia ha aperto la strada a torrenti di dati che ci hanno mantenuti “nel mondo” in sicurezza,...

23 Gennaio 2022

Relazioni tossiche: come riconoscerle, come uscirne

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Dublino, Hong Kong, Londra, Galway: si percorrono tante strade nelle parole, ma è nello spazio interiore che avvengono i fatti. “Atti di sottomissione” (NN Editore) di Megan Nolan e “Tempi eccitanti” (Edizioni Atlantide) di Naoise Dolan sono due romanzi che passeggiano nel mondo, ribaltando la definizione stessa del genere: autofiction, autobiografia o diaristica poco importa. Sarebbe operazione riduttiva davanti a quello che le parole pongono come obiettivo non dichiarato: entrare dentro le cose e dentro le case. Dove per “cose” s’intendono le relazioni – complesse, manchevoli, sbilanciate - e per “case” le...

02 Gennaio 2022

Amori "indicibili", quando le relazioni sfuggono a ogni definizione

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“Nessuna parola dice di noi” è essere tutto o forse niente. Alcuni amori, certe relazioni, non si possono spiegare a parole, perché non rientrano in nessuna catalogazione. È il concetto sintetizzato nel titolo del romanzo di Gaia Manzini, una frase sussurrata da Ada nel tentativo di definire il suo rapporto con Alessio. Ada è una giovane donna di 26 anni, che ha vissuto una situazione traumatica: è rimasta incinta a 17 anni, un evento che ha interrotto la sua giovinezza, le ha impedito di vivere molte esperienze e le ha procurato un grave senso di colpa nei confronti del mondo circostante. Quando Ada trova un lavoro e...

24 Dicembre 2021

Perché affidiamo il nostro cuore alle chat?

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    Quanto pesano i “messaggini”? Questa domanda fa pensare alla filastrocca di Rodari sul peso delle lacrime: “Quanto pesa una lacrima? La lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento, quella di un bambino affamato pesa più di tutta la terra.”   Anche i messaggi che mandiamo ogni giorno sulle varie app hanno pesi diversi a seconda del contenuto. Intanto qualche numero: parliamo per esempio di Whatasapp, l’app di instant messaging più utilizzata al mondo, che appartiene a Facebook e che conta oltre due miliardi di utenti. Ogni giorno su questo canale viaggiano 100 miliardi di messaggi: circa 70...

18 Novembre 2021

Una favola per comprendere gli amori "sbagliati"

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  “Interrogo i libri e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscere me stesso”, così scriveva Francesco Petrarca, ben rappresentando il prezioso aiuto nella scoperta di sé che un libro può regalare. E’ questo il caso del libro “La principessa che voleva amare Narciso” (Sonzogno, 2021), una favola scritta da Maria Chiara Gritti, psicologa e psicoterapeuta di Bergamo, che ben racconta l’origine delle sofferenze legate alle relazioni d’amore “sbagliate”: quelle che fanno star male invece che bene, che risvegliano in...

15 Ottobre 2021

Lavoro: è possibile mantenere una relazione sana tra azienda e collaboratori?

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      In questi mesi nei posti di lavoro vengono al pettine i nodi che lo stato di emergenza degli ultimi due anni ha fatto passare in secondo piano: vuol dire che tornano a sentirsi più chiari i malumori di colleghi e collaboratori, che aver “tenuto” così a lungo ha creato delle aspettative di cambiamento che adesso tardano a trovare conferma, che essere a metà del guado fa sentire ad alcuni l’urgenza di conoscere il proprio destino professionale e ad altri la necessità di continuare a sentirsi al sicuro, restando immobili dove si è. Distinguere tra stati d’animo così diversi e trattarli diversamente per...

24 Settembre 2021

Tre cose da fare per stare meglio oggi (usando il cervello)

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      La tensione persiste, l’insicurezza è ancora qui con noi, nonostante stiamo timidamente ricominciando a muoverci per incontrare le persone (e qualche volta ci diamo anche la mano). Nessuno si aspettava che questo stato di incertezza potesse durare così a lungo, mentre gli psicologi sanno bene che questo può causare conseguenze a lungo termine su come stiamo: il cervello umano infatti non può resistere all’infinito in modalità “allarme”. La modalità allarme del cervello si chiama anche “rapimento dell’amigdala” e avviene quando non siamo in grado di prevedere che accadrà nell’immediato. La mente...

10 Settembre 2021

Tornare in ufficio senza perdere il cuore

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      Alzi la mano chi in questi mesi non ha fatto un applauso o mandato un emoticon, per esempio un cuore, a un collega durante una riunione. Credo che lo abbiamo fatto in molti, cercando così di supplire alla mancanza di feedback emotivo generata dalla connessione da remoto: alla mancanza di calore che uno sguardo diretto e ben assestato avrebbe potuto trasmettere. Ci siamo fatti applausi, abbiamo alzato pollici e mandato cuori per complimentarci e far sentire che stavamo ascoltando, che eravamo lì. In chat abbiamo forse osato dire cose che di persona ci avrebbero intimidito un po’, alzare la mano con un clic ci è...