I giochi da tavolo per contrastare il gap di apprendimento

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In questi due anni di pandemia il mondo si è messo a…giocare. Complice la internet fatigue acuita dai lockdown, tra smart working e appuntamenti online, su tutti i giochi da tavolo hanno conosciuto un rilancio di fama e diffusione. Secondo le previsioni il loro valore, globalmente stimato sui 21,56 miliardi di dollari, solo negli Stati Uniti crescerà dai 2,69 miliardi del 2019 ai 5,04 previsti per il 2025. Una rinnovata passione che ha catturato anche l’attenzione di alcuni scienziati e ricercatori, impegnati a capire il valore più ampio dei board games. Sia per il loro impatto sulle patologie neuro-cognitive, dall’autismo dei bambini, per esempio, allo sviluppo della demenza senile, che come strumenti di apprendimento a partire dalla prima infanzia.

Oggi i livelli altissimi di competizione nel mondo del lavoro portano il focus di genitori e insegnanti sul successo accademico dei ragazzi. Pianificare da prestissimo sembra essere la chiave per fare loro raggiungere i risultati utili ad accedere alle migliori posizioni (e alle maggiori entrate) per il futuro. È inoltre diffusa l’idea che serva una sempre più precoce scolarizzazione, un’agenda fitta di attività extra-scolastiche e una scansione rigida del tempo tra studio in classe e corsi di perfezionamento. Tutto questo ha di fatto tolto ai bambini e ragazzi (gran) parte dello spazio dedicato al gioco.

Va un po’ nella direzione opposta il pensiero di molti studiosi che ritengono che la cosa migliore da fare per dare alle giovani generazioni basi solide di apprendimento, sia lasciarli giocare. Ne beneficia il loro sviluppo cognitivo e migliorano le competenze sociali e relazionali. I giochi da tavolo, nello specifico, insegnano a rispettare i tempi degli altri, a comprendere e seguire le regole, a collaborare e anche, se si perde, a fallire. Applicati all’istruzione, permettono di veicolare le informazioni attraverso sistemi non solo nozionistici, ma esperienziali, se si vuole, riferibili al mondo reale. Alcuni per esempio richiedono di pianificare gli investimenti – Monopoly su tutti. Altri – viene in mente il gioco Agricola – offrono spunti di management e sviluppo delle risorse nel tempo. Altri ancora – come non pensare a Cluedo? – richiedono di esercitare il pensiero critico per arrivare alla soluzione del mistero attraverso l’accumulo di informazioni.

I giochi da tavola come strumenti di riscatto?

michal-parzuchowski-gennfqfvw48-unsplashDavanti a questo quadro, gli Stati Uniti sono emblematici. Rappresentano l’area del mondo dove il mercato dei giochi da tavolo è più grande e sviluppato. Inoltre, in modo evidente le scuole che si frequentano sin da piccolissimi incidono nel costruire una maggiore stabilità economica futura. Con quest’ottica in mente, non sorprendono troppo le posizioni di quanti vedono nei modelli alternativi di apprendimento un’opportunità di riscatto. Sicuramente nelle zone con meno possibilità di un’educazione di qualità, ma anche per le minoranze in generale. Per quelle afro-americane in particolare: a parità di classe sociale, questi bambini mediamente ottengono punteggi più bassi e voti inferiori rispetto, per esempio, a chi ha origini asiatiche o latine.

sherry-martin_board-gamesLo sa bene Sherry Martin, ceo di SFM International, game developer e ideatore di WITS (What is the Sentence), gioco basato sulla creazione di frasi composte a partire da un set di lettere casuale. “Il mio gioco è usato in molte scuole nei 50 stati (in cui è distribuito). E ha avuto un grande impatto: le scuole amano come sfidi gli studenti e liberi la creatività non sfruttata del loro apprendimento. Durante le mie presentazioni chiedo sempre un volontario per partecipare alla dimostrazione. Alla fine di una di queste un’insegnante mi ha avvicinato segnalandomi la sua sorpresa. Gli studenti che si erano offerti quel giorno di solito non prendevano parte a nessuna iniziativa. Il mio gioco li aveva motivati. Non lo dimenticherò mai. Mi ha fatto pensare a quanti studenti non partecipano perché non si sentono stimolati né vedono l’apprendimento come divertente”.

Secondo Martin anche avere dei role model a cui ispirarsi svolge un ruolo chiave. “Da afro-americano che progetta giochi da tavolo, ti assicuro: non siamo in tanti lì fuori! Alla prima fiera a cui ho partecipato a New York c’erano 100mila persone. C’erano migliaia di espositori. Ho deciso di guardarmi in giro e ho trovato solo altri tre afro-americani che avevano uno stand. Ho compreso allora che potevo fare la differenza sulla comunità nera e in quel momento ho deciso di farlo! Da allora amo fare presentazioni di fronte a persone di tutte le razze. Amo quando i ragazzi mi contattano e mi chiedono: pensi che possa anche io creare dei giochi? La mia risposta è sempre: sì! E lascio miei contatti a tutti quelli che vogliono sapere di più”.

Liberare la creatività per imparare meglio

board-games-3Il gioco introdotto nella scuola può rappresentare un ulteriore strumento di contrasto alle disparità perché offre alternative all’apprendimento contemporaneo. Ma anche, come nel caso di Sherry Martin, perché stimola la nascita di progetti imprenditoriali creando un precedente da emulare. “Sono stato ispirato a creare un gioco educativo perché mia madre era un’insegnante. Ma da ragazzo non sapevo che avrei potuto essere pagato per progettare board games”.

Lo ha scoperto guardando un programma tv, la cui protagonista aveva fatto fortuna proprio inventando giochi. “Ho subito pensato: lo posso fare anch’io. E sono stato alzato tutta quella notte a progettare. Volevo un gioco che stimolasse il pensiero veloce. Volevo che un elemento del gioco creasse lo stesso riflesso mentale tipico di quando i musicisti devono leggere partiture che non hanno mai visto prima. Eppure le eseguono alla perfezione, come se le conoscessero già”. Insomma, giocare per allenare gli automatismi del pensiero.

scacchieraQualche dato riguardante il settore dei giochi da tavolo: ogni anno vengono rilasciate circa 5000 tra espansioni e nuovi giochi. Attualmente sono registrati una stima di 100mila titoli – troppo difficile stabilire un numero preciso che cambia di giorno in giorno. Un prodotto è considerato di successo se vende attorno alle 10mila copie. Il gioco da tavola più acquistati sono gli scacchi, le cui vendite sono salite del 215% in concomitanza con il successo della serie tv The Queen Gambit, uscita a ottobre 2020. Ed è proprio una scacchiera il gioco da tavolo più costoso di sempre. Si tratta della Jewel Royale Chess Set, con i pezzi in puro oro e platino ed decorata con varie pietre preziose. Vale 9,8milioni di dollari.

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