Sarah Fuller, la kicker di Vanderbilt prende a calci gli stereotipi di genere

scritto da il 12 Dicembre 2020

fuller

Sarah Fuller è diventata la terza donna nella storia a giocare in una squadra di football americano maschile di college negli Stati Uniti. Prima di lei, April Goss e Katie Hnida sono scese in campo nel ruolo di kicker. Toni Harris è riuscita persino a giocare come Safety, sempre contro i maschi.

Quando giocavo per le Philadelphia Phantomz, il mio allenatore americano diceva: “L’unica differenza tra voi e gli uomini è che se dico a un uomo di sfondare un muro lo fa, voi prima chiedete il perché e poi lo fate meglio”. E’ proprio così e vogliamo andare verso l’uguaglianza di genere perché ce la meritiamo. Meritiamo la stessa paga e le stesse opportunità degli uomini, nel lavoro e nello sport.

Eppure quando ho visto Sarah Fuller entrare in campo con i ragazzi del Vanderbilt College, ero un po’ amareggiata. La verità è che Sarah Fuller è stata costretta a giocare con gli uomini perché l’opzione di giocare con una squadra femminile in college non esiste. Perché la divisione universitaria di football americano femminile non esiste. La NCAA (National Collegiate Athletic Association) non l’ha mai creata.

C’è la lega di frisbee, di bocce e quidditch. Si, avete capito bene, QUIDDITCH, che nonostante sia una disciplina di tutto rispetto non è di certo lo sport più popolare negli States, eppure se sei donna e vuoi praticarlo, puoi farlo tranquillamente. Il football americano femminile, invece, esiste SOLO da dopo il college, con le leghe semi professionistiche, cioè delle organizzazioni in cui le atlete non prendono un euro o prendono un euro e mezzo per giocare, senza alcun tipo di tutele.

Per questo Sam Gordon ha creato una lega tutta sua nello Utah, dove le ragazze a partire dai 6 anni, possono giocare a football tra di loro. Sperando che nel frattempo la NCAA faccia spazio anche per le donne.

Perché lo sport può fare la differenza?

Lo sport è uno strumento potentissimo di educazione e negli Stati Uniti, lo è ancora di più. Grazie alle borse di studio sportive, tante ragazze riescono a permettersi di frequentare gli atenei più prestigiosi. Secondo la Women’s sports foundation, il 92% delle sportive hanno meno probabilità di avere problemi di droga e il 95% delle donne della lista Fortune 500 hanno praticato una disciplina sportiva a livello universitario.

Lo sport ha salvato tantissime ragazze dalla strada e tutte le bambine negli Stati Uniti dovrebbero avere la possibilità di giocare a football, dalla scuola all’università fino alla lega professionistica. “Non siete mai contente” diranno gli haters del femminismo. Certo che non siamo mai contente, perché l’episodio di Sarah Fuller come molti altri sono contentini, non pari opportunità.

guagniLe donne meritano una lega universitaria e professionistica, non perché non possono guadagnarsi un ruolo nelle squadre maschili, ma perché non dovrebbero essere costrette a farlo. E questo non succede solo negli States. Di recente, anche a Olivia, 7 anni, è stata negata l’iscrizione all’impianto sportivo comunale di Roma Uno, l’unica spiegazione è stata: “Sei una femmina, non puoi giocare a calcio”. Olivia ha protestato contro questa ingiustizia con il supporto delle “sorelle maggiori” della Ficg Femminile per guadagnarsi il diritto di scendere in campo, con o senza maschi.

marchisioSuccede anche in Francia, dove chiamano Stephanie Frappart “l’arbitro donna della Premier League e della Champions”. Ma pensate se chiamassimo gli uomini in questo modo: “il ginecologo uomo”, “l’infermiere uomo”, “il sarto uomo”, “l’ostetrico uomo”.
Quanto sarebbe ridicolo? Benvenuti nel nostro mondo.

Quindi si, Brava Sarah per aver sfidato questo sistema che non ci offre le stesse opzioni dei nostri colleghi maschi ma per me resta inaccettabile anche solo il fatto che nel 2020 in America le donne delle leghe semi pro debbano ancora giocare a football coi pantaloni da uomo (con lo spazio per il sospensorio) o le scarpe troppo larghe perché nessun brand ad oggi si è interessato a creare una versione women, nonostante esista questo bisogno.

Il problema sta nelle grandi istituzioni e tutta la cultura intorno che non appoggia le donne che giocano a football, perché, cito i commenti che ho trovato sul web “il mondo non è ancora pronto per vedere le donne praticare sport di contatto, non sono belle da vedere”. Infatti Sarah è stata insultata e umiliata sul web. Le hanno augurato di prendere tante botte in campo o l’hanno esortata a starsene in cucina. Qualcuno scrive:
Torna a giocare con le tue amichette!”. Peccato che quell’opzione non esista.

Io dedicherò la mia vita a questa causa, a quest’opzione. Fosse l’ultima cosa che faccio. E lotterò fino all’ultimo respiro affinché questo sogno di tante ragazze diventi realtà.

Perché le bambine del futuro meritano di più.
Meritano di poter giocare a football e a calcio.
Meritano di arbitrare, allenare, diventare Presidente e sognare in grande.
E noi abbiamo il dovere di combattere per loro.

Ultimi commenti (5)
  • Francesco |

    Segnaliamo che Sarah parlerà alla cerimonia di inaugurazione di Biden.

    Su questo blog “Eppure quando ho visto Sarah Fuller entrare in campo con i ragazzi del Vanderbilt College, ero un po’ amareggiata”

  • ezio |

    Gentile Francesco,
    non se la prenda perché recentemente la rivendicazione femminile spesso femminista radicale, della parità di genere, ha scavalcato il cavallo buttandosi dalla parte opposta recriminando su parità assurde.
    E’ come se noi maschi rivendicassimo la parità di genere per procreare ed allattare, mettendoci anche il tacco 100 (salvo libere eccezioni ibride) .
    Ad ognuno il suo e pensare ad uno scontro misto di box, di sumo, ma anche in formula uno, in moto gp, al tour de France e giro d’Italia tra uomini e donne mi si accappona la pelle.
    Sarebbe interessante per la scrittrice dell’articolo, sottoporre la richiesta di parità di genere a qualche allenatore di calcio delle squadre nazionali, per trasformarle in squadre miste…..
    Parità di stipendi e trattamenti di merito sono dovuti e scontati, ma non a prescindere e per statistica di genere, ma solo per capacità e talento, come avviene in tutti i quadri professionali, dirigenti soprattutto.

  • Francesco |

    “Gentile” NDO,
    le parole sono importanti

    1) Quindi esiste il football maschile, ma non ci sono limitazioni di genere e possono giocare anche le femmine? Tutto molto logico. Forse sei tu che dovresti informarti meglio.
    2) Legittima la tua richiesta e molto condivisibile (anche da me), peccato che chiedi anche “Meritiamo la stessa paga e le stesse opportunità degli uomini, nel lavoro e nello sport.” Come per il punto prima c’è una contraddizione: se vuoi le stesse opportunità degli uomini a cosa serve un campionato femminile? Quindi hai scritto queste parole a caso, come degli slogan da manifestazione del liceo.
    3) Arrampicata sugli specchi è epica. In un solo post siamo (sei) passati dal: stesse opportunità, no campionato femminile, anzi libertà di scelta tra campionato femminile e misto. Quindi quello maschile lo aboliamo? Anzi, teniamo quello misto tanto per te, come dici nel punto 1, di fatto è un campionato maschile?
    4) Ho visto che è il tuo compleanno. Auguri, spero tu possa crescere un po’ e trovare il tempo per pesare le parole.

    in bocca al lupo

  • Nausicaa Dell’Orto |

    1). In Ncaa esiste il football maschile ma non femminile, informati. Non ci sono limitazioni nel regolamento ma di fatto ci sono.
    2) è quello che chiedo, un campionato esclusivamente femminile
    3) chiedo che olivia sia libera di scegliere tra due campionati, uno femminile e uno misto
    4) sei ridicolo.
    Ciao

  • Francesco |

    Sono BASITO!

    qui non è questione di blog, opinioni, taglio o registro. Bisogna resettare tutto per raccontare questa bella storia e non si possono citare cose così: chi è Sam Gordon nello Utah? Chi ha scritto cosa sul web? Non c’era una chat di what’s app di tuo cugino come fonte?

    Ma veniamo a tre considerazioni più importanti…

    1) A livello NCAA non esiste il football americano maschile. NON ESISTE! Quindi è una notizia falsa! Fuller ha potuto giocare senza nessuna deroga al regolamento. Nel football, come nello snooker per dire, non ci sono limitazioni di genere
    2) “vogliamo le stesse opportunità?” Più di così… non ci sono limitazioni di sesso! Forse, ma dico forse, servono misure specifiche per la creazione di una campionato esclusivamente femminile? Perché l’uguaglianza nuda e cruda spesso taglia fuori i più deboli, forse- dico forse- è il motivo per cui l’imposizione fiscale è progressiva. Pensateci quando gridate “Tax the rich”

    3) Olivia avendo 7 anni ha diritto a giocare a calcio, perché per la federazione le squadre miste sono accettate fino ai 12 anni. Avesse avuto 13 anni stava fuori. Se esistesse il football maschile la Fuller non avrebbe potuto giocare. Quindi la richiesta di Olivia è “il contentino” di Sarah, mentre la richiesta di Nausicaa è la barriera di Olivia.

    Infine, rispondiamo anche a una domanda posta:

    “il ginecologo uomo”, “l’infermiere uomo”, “il sarto uomo”, “l’ostetrico uomo”.
    Quanto sarebbe ridicolo?

    è ridicolo perché ginecologo, ostetrico e sarto sono tutte parole maschili; non c’è bisogno di specificare il sesso. Mentre infermiere uomo o infermiere donna non è per nulla ridicolo, è normale essendo una parola neutra che inizia per vocale. Mentre se l’infermiere può essere sia donna che uomo, la giornalista o il giornalista trova risposta nell’articolo.
    Però lo sport è più grande di questa narrazione, la bella storia di Fuller arriva comunque forte nonostante la solidarietà illogica di chi ha scritto questo post