Recovery fund, oltre 20 associazioni scrivono a Conte: “Siano coinvolte anche esperte”

scritto da il 08 Dicembre 2020

Foto di Engin Akyurt da Pexels

Capita talmente spesso che si fatica a crederci. Eppure i consessi tutti al maschile prevalgono sia che si parli di finanza sia che si parli di natalità. E’ capitato anche quando si parla di violenza di genere (che vede in maggioranza donne fra le vittime) o addirittura sulla menopausa.

Questa volta, però, non si tratta di un convegno o di un confronto pubblico, ma della gestione dei 209 miliardi del Recovery Fund. La questione è già stata sollevata da più parti e anche da alcune ministre, ma il timore è che si tiri dritto come nella prima fase della pandemia, quando le esperte furono introdotte in un secondo momento nei comitati e nelle task force, dopo proteste pubbliche di diverse associazioni.

E proprio i grassroots movements, detto all’americana, ora si fanno vivi con anticipo. Sono oltre venti tra associazioni di donne, organizzazioni e sigle sindacali (che raccolgono migliaia di aderenti fra manager, imprenditrici, donne politiche, docenti di ogni ordine e grado, scienziate, artiste, giornaliste, banchier) le firme in calce a una lettera al presidente del consiglio Giuseppe Conte, alle ministre e ai ministri per chiarire che la governance dei fondi di Next Generation Eu va gestita in modo paritario, sia nella composizione dei comitati sia nella scelta dei progetti e nella destinazione del denaro.

A quanto apprendiamo dai giornali, sarà affidata al Comitato interministeriale degli affari europei composto da i ministri: 8 donne e 14 uomini” si legge nella lettera, che prosegue: “Il piano di attuazione e la vigilanza politica dovrebbero invece essere assegnati a un comitato esecutivo formato dal Presidente del Consiglio e da due ministri ‘di spesa’: Economia e Sviluppo economico. Tre uomini. Dovreste promuovere l’uguaglianza e la parità come vi chiede l’Europa e non prevedete competenze femminili nella cabina di regia?”.

Una parità che non è la richiesta del rispetto di un diritto astratto, ma la necessità di avere nelle stanze dei bottoni punti di vista diversi in modo che le proposte siano il più possibili aderenti alla realtà e non basate su statistiche e report. Proprio per questo su queste pagine si era già avanzata la richiesta ribadita oggi dalle associazioni.

Le associazioni ricordano al Governo la vicenda della composizione del Comitato guidato da Vittorio Colao durante la prima ondata, quando fu necessaria una protesta pubblica perché fossero tardivamente incluse “eccellenti competenze femminili” che definirono la parità fra i sessi “un asse a se stante, una questione fondamentale per la ripresa del Paese”, e invitano a non cadere nello stesso errore. La lettera contesta anche la ripartizione dei fondi così come appare nella bozza di proposta per gli assi di spesa di Next Generation Eu: “Con sommo sconcerto, abbiamo scoperto che per le politiche di parità si prevedono solo 4,2 miliardi, inseriti nella voce “politiche sociali”.

La lettera è firmata da Assist Ass. Naz. Atlete, Base Italia, Campagna Donne per la salvezza – Half of it, Community Donne 4.0, Coordinamento Donne CISL, Dalla stessa parte, DateciVoce, Donne Banca d’Italia, Differenza Donna Ong, Fuori Quota, GammaDonna, Il Giusto Mezzo, Le Contemporanee, M&M – Idee per un Paese migliore, One Billion Rising Italia, Rebel Network, Rete per la parità, Se non ora quando- Libere, Se non ora quando – Torino, Soroptimist International Italia, CGIL – Politiche di Genere, UIL.

Ultimi commenti (1)
  • Livia |

    Gentile Monica D’Ascenzo, come donna e femminista non posso che concordare sul contenuto di questa lettera e sostenere le associazioni firmatarie di questa lettera, ma sono anche sicura che anche lei si ricoderà come me, che sono ormai anni che pur cambiati i governi, facciamo gli stessi indentici appelli. Anni, certamente da SNOQ in poi. E a che punto ci troviamo oggi se ancora oggi continuiamo a farne? Giro quindi anche a lei la stessa riflessione e porgo anche a lei la stessa domanda che ho già rivolto alla sua collega Monica Perrone qui https://alleyoop.ilsole24ore.com/2020/12/07/recovery-plan/?uuid=106_tfbY83Hv