“Se può vederlo, può esserlo”: alle ragazze servono modelli di leadership

scritto da il 15 Ottobre 2020

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Modelli, modelli e ancora modelli. Le giovani donne ne hanno bisogno come l’aria per aspirare alla leadership e per non lasciarsi scoraggiare dai costi personali che la “scalata” comporta, di cui le ragazze sono consapevoli: il 60% è convinta di dover lavorare il doppio di un uomo per essere altrettanto rispettata; il 94% ritiene che da leader sarà trattata peggio di un collega; il 93% pensa che arrivare ai vertici comporti l’effetto collaterale di essere più esposta a molestie e accanimento critico. Come dar loro torto, se pensiamo a quanto solido sia ancora il soffitto di cristallo e a quanto l’hate speech sia diretto soprattutto contro le donne?

A scattare una fotografia della situazione ci ha pensato il Geena Davis Institute on Gender in Media con la ricerca “Taking the lead” condotta nel 2019 su un campione di 10mila ragazze e giovani donne tra i 16 e i 25 anni di 19 diversi Paesi di ogni continente. Madeline Di Nonno, la Ceo dell’Istituto creato nel 2004 dall’attrice premio Oscar Geena Davis con l’obiettivo di combattere gli stereotipi di genere nei media, ne ha illustrato i risultati giovedì 15 ottobre in occasione della presentazione virtuale della terza edizione del festival “L’Eredità delle Donne” che si terrà dal 23 al 25 ottobre a Firenze, di cui Di Nonno è tra le relatrici.

Le ragazze che vogliono essere leader nel proprio lavoro sono il 59%. Più bassa l’aspirazione al “comando” in famiglia (22%) – forse perché è ancora quasi l’unico che ci viene riconosciuto e tramandato? – e nella propria nazione e comunità (22%). Pe la maggior parte delle interpellate, le qualità più importanti per scalare posizioni sono l’impegno per la giustizia sociale e di genere e la capacità di prendere decisioni collettivamente.

Ma a latitare sono gli esempi concreti, le figure a cui potersi ispirare. Lo studio snocciola le cifre: nel mondo reale solo il 24% dei seggi parlamentari sono occupati da donne e soltanto il 18% dei ministri sono donne. Nel 2018 appena 17 donne erano premier e capi di Stato su un totale di 149 Paesi. Nei ruoli senior del management di un’azienda su quattro non c’è nessuna donna. Altrettanto deludenti i numeri nel mondo dei media e dell’industria cinematografica e televisiva, ai quali il Geena Davis Institute ha dedicato la seconda parte dell’indagine analizzando come le 56 maggiori produzioni cinematografiche del mondo, viste da milioni e milioni di persone, abbiano ritratto le donne leader.

Dei 10 film campioni d’incasso 2018, nessuno era diretto da una regista. Solo 1 su 4 aveva una donna tra i produttori. E appena 1 su 10 aveva una donna tra gli sceneggiatori. Non stupisce che i personaggi maschili appaiano sullo schermo e parlino per una durata doppia rispetto a quelli femminili. Sui 2mila personaggi femminili esaminati, soltanto il 27% ricopre ruoli apicali. Le donne leader appaiono completamente nude quattro volte di più che i leader maschili.

Eppure cambiare l’immaginario aiuta a cambiare la realtà. Una ricerca condotta sul programma televisivo “X-Files” ha rivelato che il 50% delle partecipanti al questionario ha deciso di affrontare una carriera nel campo delle Stem (scienza, tecnologia, ingegneria, matematica) grazie al personaggio della patologa Dana Scully, interpretato da Gillian Anderson. Per questo, alla domanda su cosa oltre alla scuola e al supporto familiare possa incoraggiare le più giovani a diventare leader, il Geena Davis Institute risponde senza esitazioni: “If she can see it, she can be it!”. Se può vederlo, può esserlo.

Di questo e di molto altro si discuterà nella tre giorni fiorentina diretta da Serena Dandini (qui il programma)Scienziate, economiste, imprenditrici, politiche, scrittrici e artiste si confronteranno su come affrontare (e ridisegnare) il mondo post Covid-19. “LEredità delle Donne” è un’iniziativa di Elastica e di Fondazione CR Firenze con il supporto di Gucci, da tempo impegnata a supportare progetti per l’uguaglianza e l’espressione di genere, e la co-promozione del Comune di Firenze. Gli incontri si terranno dal vivo alla Manifattura Tabacchi, partner del festival e hub dell’edizione 2020, e in streaming. Tra le ospiti d’eccezione Fabiola Gianotti, Ilaria Capua, Alessandra Perrazzelli, Claudia Parzani, Francesca Bria, Cristina Comencini, Chiara Valerio. Con l’intervento straordinario in video, venerdì 23, della scrittrice e poetessa canadese Margaret Atwood. 

Ultimi commenti (1)
  • ezio |

    Avanti alle donne, c’è posto per leader al femminile possibilmente non femministe, ma grande femminilità con talenti diversi e migliori degli uomini, altrimenti copiare solo la voglia di comando fa’ solo molto invidia, indice di debolezza e disistima che non aiutano.
    Non 50 e 50 alla pari, ma senza limiti purché si migliori e non si sostituisca quello che già non va dell’opera maschile.
    Essere se stesse al femminile è diverso dal voler comandare, ma essere capaci d’imporre le proprie buone e nuove idee per la società.