Italia, un’economia in mano a dirigenti senza laurea

scritto da il 25 Febbraio 2019

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In Italia gli occupati in possesso di una laurea sono pochi, rispetto alla media dei Paesi europei (22% contro 34%), e dunque non sorprende che anche tra i dirigenti (cod. 1 ISCO08) la quota dei laureati sia più bassa rispetto alla media europea: 25% contro 58% (la più bassa tra tutti i Paesi membri). E’ però da sottolineare il dato rappresentato nella Figura 1.

Il grafico mostra la differenza tra due percentuali: la quota dei laureati sul totale dei dirigenti e la quota dei laureati sul totale degli occupati. Questa differenza evidenzia che, nel nostro Paese, la quota dei laureati non aumenta marcatamente quando si considerano i soli dirigenti invece del totale degli occupati: lo scarto tra i due gruppi risulta infatti di soli 3 punti percentuali, contro i 23 punti della media europea.

Figura 1 – Differenza in punti percentuali tra la quota degli occupati in posizione dirigenziale con laurea sul totale degli occupati nella stessa posizione e la quota degli occupati con laurea sul totale degli occupati – Paesi membri EU28 – 2017

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Ns. el. su dati Eurostat

Ciò significa che in Europa la percentuale di laureati quasi raddoppia tra i dirigenti, passando da 34% a 58%, mentre in Italia tale percentuale resta quasi invariata (passando da 22% a 25%), ad indicare che la laurea non è un requisito determinante per la funzione dirigenziale (cioè per il coordinamento con autonomia decisionale della gestione di un’azienda pubblica o privata). Inoltre, la distanza tra l’Italia e la media dei Paesi europei non si è ridotta nell’ultimo decennio, ma è piuttosto aumentata, passando dai 26 punti di distacco del 2008 ai 33 del 2017.

Prof, ma che problema c’è se un dirigente di successo non ha la laurea? Manager di grande talento come Bill Gates e Mark Zuckerberg non l’avevano …

Nessun problema, se questi esempi rappresentano l’eccezione; ma se invece diventano la regola, e se questa regola vale solo nel nostro Paese, i problemi che si pongono sono almeno due. In primo luogo si deve capire perché il sistema formativo italiano non sia in grado di riconoscere per tempo il talento dei futuri dirigenti, e, in secondo luogo, si deve valutare se sia opportuno o meno delegare prevalentemente al mercato la rivelazione di questa variabile, dato il suo ruolo fondamentale per sostenere la competitività del sistema economico sul mercato globale.

Quanto è solido, in Italia, il legame tra il livello di competenza degli individui e il loro titolo di studio? Secondo l’Istat, le competenze di literacy e numeracy “sono la base su cui vengono sviluppate la maggior parte delle abilità complesse. Per questo motivo sono rilevate dal Programme for the International Assessment of Adult Competencies-PIAAC dell’Ocse e sono impiegate come indicatori di riferimento per la valutazione delle competenze degli adulti (16-65 anni)”.

La Figura 2 mostra i dati della rilevazione più recente (2016) per i laureati, e i risultati non sono confortanti. L’Italia si classifica al quart’ultimo posto per capacità di lettura, scrittura e comprensione del testo (literacy), e la posizione non cambia per quanto riguarda le competenze matematiche (numeracy). Il 44% dei laureati non raggiunge neppure il terzo dei sei livelli in cui si articola la scala di valutazione delle competenze, e proprio questo livello è indicato dall’Ocse come la soglia minima che è necessario superare per poter interagire nel mondo globale (la media Ocse è 34%). Inoltre, solo il 14% dei laureati raggiunge livelli di competenza superiori al terzo, contro il 23% della media Ocse. Nella nota riferita all’Italia l’Ocse afferma che questi risultati rappresentano un serio ostacolo allo sviluppo economico del nostro Paese, frenandone la produttività e le prospettive di crescita nel mercato globale.

Figura 2 – Punteggio medio nel test di lettura, scrittura e comprensione del testo (literacy) degli adulti laureati nei paesi Ocse – 2016

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Ns. el: su dati OECD.

Questa analisi lascia pochi dubbi sul fatto che il nostro sistema formativo non abbia dato buona prova di sé nel recente passato, ma qual è l’alternativa per una miglior selezione dei dirigenti? Siamo sicuri che i percorsi di carriera sul mercato del lavoro siano un meccanismo di rivelazione del talento più efficiente?

Basta disaggregare i dati per sesso per avere almeno qualche dubbio in proposito.

Ultimi commenti (5)
  • giovanni borgarello |

    Non sono laureato per colpa mia giovanile. Sono solo Rag. ma sono vecchio. Indubbiamente ci vorrebbe tantissima cultura e specializzazione ovunque. Restano tantissime qualità da valutare: equilibrio mentale, intelligenza, vera vocazione e conseguente scelta professionale. Solo le statistiche dicono poco. Comunque, fra i molti, qualcuno di giusto ci sarà sempre. Bravi. Avete ragione. Gianni

  • Federica |

    Concordo con Mario: fino a che le aziende sul territorio italiano faranno far carriera a persone senza cultura ma facili da manovrare piuttosto che a professionisti formati non potrà esserci evoluzione.
    Chi ha investito in formazione e cultura non può avere la medesima “esperienza” (intesa in termini strettamente temporali), ma quasi sicuramente se messo davanti a sfide o problemi saprebbe affrontarli, probabilmente in maniera più strutturale e programmatica.
    Ma le menti pensanti fanno paura: è molto più facile avere al proprio cospetto compagni di merenda che, come dice bene Mario, sanno annuire ed avvallare tutto ciò che dice o fa il capo, anche quando si tratta di scorribande, magari a spese dell’azienda stessa.
    Personalmente appartengo ad un ambito che, pur avendo molti problemi, è inevitabilmente legato ad una formazione superiore, per cui i criteri selettivi non possono prescindere da un certo percorso di studi comune a tutti, ma indirettamente vivo da vicino l’esperienza di mio marito, che lavora per una delle tante aziende che è “diretta” a livello nazionale da una persona inadeguata, che abusa della propria posizione per avvantaggiare lo yesman di turno piuttosto che circondarsi di persone di valore, che premia la “fedeltà” piuttosto che la cultura, e che poi, in primis, spende e spande anche in comportamenti non proprio corretti i denari aziendali (che inevitabilmente si ripercuotono sui denari di chi acquista il prodotto di quell’azienda).
    Lo scenario è triste, e benché tra me e mio marito si abbia un discreto numero di attestati appesi al muro, ci chiediamo se consigliare nostra figlia di seguire le nostre orme o piuttosto di farle guidare un furgone a 18 anni, perché tanto poi riceverà un trattamento migliore di quello riservato ai suoi genitori che hanno dedicato tempo allo studio.

  • Mario |

    Esatta rappresentazione sociale degli Yes Man voluti a dirigere le nostre aziende. Ovvero Laurea, Master, Dottorati di ricerca passano in secondo piano rispetto al nepotismo ed allo yesman

  • Nicolò |

    Il problema è che nella dirigenza, e nel mercato del lavoro in generale, abbiamo un mercato molto segmentato, opaco e poco trasparente. Questo disincentiva reale competizione e innovazione. Pochi sono i manager che da noi riescono ad incidere con le loro qualità correndo rischi e cercando vie inedite. Tanto che molti smettono di provarci. La
    prima necessità è quindi quella di favorire la trasparenza e apertura del mercato. Se questo succedesse la formazione , la valutazione e la gestione dei manager diventerebbe molto più importante e strategica.

  • Giacomo Dalessandro |

    Non è la Laurea che Ha Fatto Grande L’ITALIA ! E’ la Trimillenaia Esperienza di Vita, Lavoro, Civiltà, Famiglia, Religione, la Grande Capacità di Guide, Politici, Scienziati, Filosofi, Matematici, Idraulici, Coltivatori, Allevatori, Artigiani, Imprenditori…..
    Ma Oggi l’Italia è Sotto la Morsa di Decine di Migliaia di Leggi, Burocrazia Imppazzita, di Pseudo Politici di Sinistra che Invece di Difendere il Lavoro e di Conseguenza i Lavoratori, Hanno Affossato le Imprese subbissandole di Tasse a Dismisura, in Virtù di una Scellerata Politica di Globalizzazione del Commercio, in Assenza di una Globalizzazione delle Tasse, del Costo del Lavoro, del Controllo della Qualità dei Prodotti Importati, della Mancanza di Controlli Sanitari,
    in Presensenza di un Mercato Parallelo OnLine che Non Paga Tasse
    e Non Subisce alcun Controllo di Qualità e Bontà dei Prodotti.
    In Conseguenza di Questa Politica Assassina il PIL dell’Italia è Fermo perchè insieme alle Impreze Italiane sono Migrati i Relativi PIL che si Realizzavano in Italia…………………………………..
    Lo Stato è Diventato Oppressore, Estorsore, Strozzino, Vessatore con la Burocrazia,
    in Virtù di Leggi Fiscali Volute da Gente Abituata a Vivere Mantenuta al Lavoro dallo Stato, degli Enti ed Amministrazioni Pubbliche ( eccetto chi svolge Lavori a Rischio della Propria Vita al Servizio della Sicurezza dei Cittadini ) ,
    alle Spalle di Chi Produce Ricchezza con il Proprio Lavoro senza essere Mantenuto dallo Stato, Imprenditori, Professionisti, Artigiani, Agricoltori, Allevatori, Commercianti, ecc………………………………..
    L’Italia LASCIA Andare all’Estero i Ns. Giovani,
    dopo aver investito per per Ciascuno di loro 250.000 Euro,
    e li regaliamo a Francia, Germania, Inghilterra, USA, ecc. a Costo Zero,
    mentre Importiamo Immigrati non Istruiti né Formati,
    che negli anni Saranno un Salasso per l’Italia,
    lasciandoli per Strada a Divenire Molto Probabilmente Manovalanza
    per la Mafia, per la Droga, per la Delinquenza.
    1 Milione di Famiglie di Immigrati Costeranno ai NS. Figli e Nipoti
    in 50 anni oltre 940 Miliardi di Euro,
    3 Milioni di Famiglie di Immigrati 2.820 Miliardi di Euro
    E sapete quanto costerà agli Italiani 1 Immigrato senza lavoro,
    o a lavoro nero negli anni di vita in Italia con una Cittadinanza Fasulla ?
    In Sanità a 2000 euro l’anno per 50 anni ben 100.000 euro.
    Per 1 Figlio ben 250.000 Euro in scolarità,
    e per 2 ben 500.000 Euro.
    Per la Moglie in Sanità altri 100.000 Euro,
    ed in Assegni Familiari altri 60.000 Euro.
    In Pensione Sociale 1 Immigrato per 20 anni
    a circa 9.000 Euro L’anno costerà 180.000 Euro.
    Senza parlare della Eventuale altra pensione sociale della Moglie.
    Quindi in totale 1 Immigrato con Moglie e 2 figli costerà all’ITALIA,
    nella Sua Vita, ben 940.000 Euro ,
    senza parlare di eventuale Casa o Assistenze varie.
    1 Milione di famiglie di Immigrati costeranno ben 940 Miliardi di Euro.
    3 Milioni di Immigrati con famiglia, ben 2.820 Miliardi di Euro. E’ Pazzesco !!!!!
    Meglio Investire in Africa 10 Miliardi l’anno per 20 anni saranno 200 Miliardi.
    Poco più di 1/15 di quanto sperpereremmo in Italia.
    E li i 10 Milardi varrebbero per loro almeno 10 Volte Tanto,
    oltre a Fornirgli Sviluppo Economico, Sociale, Assistenziale, Culturale
    Con il Supporto per gli Investimenti dei Ns. Imprenditori,
    Dei Ns. Tecnici, Professionisti, Artigiani,…
    Invece della Prercarietà e Dipendenza da Noi.
    https://www.facebook.com/giacomo.dalessandro1/videos/2214988568579697/ ………………………………………….
    Uno Studente costa all’Italia circa 250.000 Euro.
    Infatti il costo annuale per il Ministero dell’Istruzione
    di ciascun Studente è di 7.800 Euro/Anno
    ( ottenuto dividendo il Bilancio di 78 Miliardi di Euro di Spese Annuali
    per i circa 10 Milioni di Studenti Annui.
    Nella Vita Scolastica di ciascun Giovane,
    costituita da 3 anni di Scuola Materna, 5 anni di Elementari,
    3 di Medie Inferiori, 5 di Medie Superiori,
    e mediamente 2 anni di Formazione o Universitari,
    per un totale di 18 anni, a 7.800 Euro / Anno,
    uno studente costa alla Stato ben 140.400 Euro.
    A questi vanno aggiunti in Sanità 2000 Euro l’Anno per 21 anni, ben 42.000 Euro.
    In assegni familiari 1200 Euro l’anno x 21 anni circa 25.200 Euro
    Spese Familiari a 2.000 Euro l’anno per 21 anni circa 42.000 Euro.
    In Totale lo Stato e le Famiglie spendono per 1 figlio circa 249.600 Euro
    Per 10 Milioni di Studenti e Disoccupati, lo Stato (e le Famiglie),
    dopo aver investito ben 10.000.000 x 249.600 Euro = 2.496 Miliardi di Euro
    Non è Capace di Dare un Lavoro.
    Questo è Assurdo da Stato di Incapaci !!!!!!
    https://www.facebook.com/giacomo.dalessandro1/videos/2214980335247187/