Ddl Pillon: cos’è la sindrome di alienazione parentale ed è davvero riconosciuta dalle istituzioni?

scritto da il 24 Settembre 2018

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Si chiama Pas, altrimenti detta sindrome di alienazione parentale, Sap o alienazione genitoriale che dir si voglia. Una “presunta malattia”, come ha sentenziato, non senza un lungo e acceso dibattito, buona parte della comunità scientifica internazionale. E che per questo non è mai entrata nel Dsm, la bibbia mondiale delle malattie psichiatriche. La storia della “sindrome” è lunga e controversa e adesso con il ddl Pillon troverà nuovo impulso.

La Pas in Italia
Teorizzata da Richard Gardner, medico americano in odore di pedofilia, la Pas in Italia è stata più volte oggetto di pronunce e prese di posizione, anche da parte della giurisprudenza. Tra le più clamorose una sentenza, nel 2013, della Cassazione che aveva sconfessato la dignità scientifica della sindrome. Ma ancora prima era arrivata la presa di distanza del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità. Il dossier è oggi sul tavolo dell’Organizzazione mondiale della sanità che lo ha inserito nell’indice dell’Icd-11. ”Innanzitutto va detto che si tratta ancora di una bozza e non di una versione definitiva – spiega Andrea Mazzeo, psichiatra tra i massimi esperti delle vicende legate alla Pas -. Ma per capire di cosa si tratta va chiarita la struttura dell’Icd: le malattie e le cause di morte sono classificate, nelle bozze della nuova versione, dal capitolo 1 al capitolo 23. Al capitolo 24 sono descritti i fattori che influenzano lo stato di salute e il contatto con i servizi sanitari”. Mazzeo spiega poi che “l’attuale bozza dell’Icd classifica con il codice QE52 i problemi associati con le interazioni interpersonali nei bambini e assegna quindi il sottocodice QE52.0 ai “Problemi associati alla relazione con il care-giver”, e il codice QE52.1 alla “Perdita della relazione di amore nell’infanzia”, così descritta: sostanziale e duratura insoddisfazione all’interno di una relazione caregiver-bambino associata a significative perturbazioni nel funzionamento”. E conclude: “Voler leggere tutto questo come alienazione parentale è una sfida all’intelligenza”.

Tra una pronuncia a favore e una contraria, la sindrome di alienazione parentale si è fatta strada a spallate nei tribunali italiani prendendo piede nei casi di separazione conflittuale, prime in testa le vicende di violenza familiare. Si tratta, in soldoni, di diagnosticare a un genitore, spesso la madre che denuncia abusi su di sé o sui figli, una forma di malattia psichiatrica alienante: i bambini sarebbero plagiati e manipolati contro l’altro genitore.

Il ddl Pillon
Sotto il peso della letteratura contraria, nel ddl Pillon (attualmente in esame alla commissione giustizia del Senato in sede redigente) la sindrome perde l’epiteto di malattia ma incassa una corsia preferenziale nei procedimenti di separazione e affidamento dei figli. Perché oltre alla questione dell’assegno di mantenimento, dei tempi paritetici di permanenza dei figli con ciascun genitore, della doppia residenza, il testo del senatore leghista entra a gamba tesa nelle complesse vicende di violenze consumate dentro le mura domestiche, delicate e dolorose, ancor più se consumate in presenza dei bambini o peggio su di loro. Si pensi all’obbligo di intraprendere un percorso obbligatorio di mediazione familiare: la vittima di violenza sarebbe costretta a negoziare con il suo aguzzino. Stesso pericoloso paradosso per i bambini: con la perdita dell’affidamento il genitore violento non perderebbe però il diritto di frequentare i figli. Ma c’è di più: se uno dei genitori insiste a opporsi alle frequentazioni del bambino o anche nel caso in cui sia il bambino stesso a rifiutare uno dei genitori, il giudice può stabilire l’affidamento ai servizi sociali e il suo ricollocamento in una struttura protetta dove il minore affronterà “uno specifico programma per il pieno recupero della bigenitorialità”.

Peccato che la cronaca recente non abbia risparmiato casi drammatici come quello del piccolo Federico Barakat che a 8 anni venne ucciso dal padre durante gli incontri protetti imposti dal giudice su indicazione degli assistenti sociali. La madre Antonella Penati, nemmeno a dirlo, aveva subito una diagnosi di Pas e oggi combatte con coraggio per liberare dal bavaglio madri e bambini vittime di violenza, rivittimizzati da quei tribunali che dovrebbero proteggerli. “Per chi sostiene l’alienazione parentale l’unica causa del rifiuto è il condizionamento del bambino – dice Mazzeo -. Sappiamo invece che un rifiuto può avere una molteplicità di cause. Prendiamo l’esempio di un incidente stradale; può essere provocato dalla guida in stato di ubriachezza ma può essere provocato anche da altre cause come la disattenzione o l’eccessiva velocità. Non si può affermare che tutti gli incidenti stradali siano provocati dall’ubriachezza del conducente; analogamente non si può affermare che tutti i rifiuti di un bambino a incontrare l’altro genitore siano causati da un condizionamento psicologico”.

Convenzione di Istanbul e Csm
Il tema è complesso e le risposte non possono essere né semplici né strabiche sulla tutela dei bambini. Sarà per esempio difficile ignorare la protezione dei minori sancita in sede internazionale. Una tra tutte la Convenzione di Istanbul, recepita dall’Italia nel 2013, che prevede una salvaguardia speciale nelle vicende di violenza che vedono coinvolti i bambini. E che all’articolo 31 reclama dagli Stati “misure legislative o di altro tipo necessarie per garantire che, al momento di determinare i diritti di custodia e di visita dei figli, siano presi in considerazione gli episodi di violenza”. La Convenzione stabilisce anche che l’affidamento e la frequentazione non debba compromettere i diritti e la sicurezza della vittima o dei bambini.

Una questione, si sa, che riempie le pagine di cronaca nera sui giornali e sulla quale il 9 maggio scorso è intervenuto perfino il Csm. “Spesso – recita il documento di Palazzo dei Marescialli – gli atti relativi al processo penale sono sconosciuti ai giudici civili e tale difetto di conoscenza può verificarsi persino nei casi in cui in sede penale, siano state adottate misure cautelari a carico del coniuge violento anche a tutela dei figli con la conseguenza che il giudice civile può pervenire ad assumere provvedimenti di affido condiviso del minore in tal modo incolpevolmente vanificando le cautele adottate in sede penale”. Una presa di posizione importantissima che ora rischia di rimanere lettera morta, seppellita da una riforma del diritto di famiglia che dà una sola risposta alle tante – e diverse – richieste di tutela.

Ultimi commenti (21)
  • savi Pas-Gardner |

    Alcuni dei punti crucial su “psicologi/psichiatri PAsisti” e gli “esperti delle discipline scientifiche di psicologia e psichiatria” come sono costituite nelle universita’ di spicco (traininanti) a livello internazionale — tra cui c’e’ il Dipartimento di Psichiatria della Columbia University … dove l’impostore Richard Gardner diceva di esserne professore e dottore; ambedue falsitya’.

    – L’accademia – comunita’ scientifica italiana e’ in completo silenzio; non le associazioni di psicologi pero’.
    – Si e’ data mano libera a ‘professionisti’ psicologi e psichiatri ‘esperti di PAS’ nei tribunali che pero’ nulla hanno a che fare con (non sono) gli esperti delle discipline di psicologia e psichiatria.
    – I ‘professionisti psicologi e psichiatri’ nei tribunali non sono) ‘esperti delle discipline scientifiche di psicologia e psichiatria’.
    – I ‘professionisti psicologi e psichiatri’ nei tribunali sconoscono le discipline scientifiche di psicologia e psichiatria’.
    – La PAS—non importa se PAS-Sindrome o PAS-Relazionale—e’ estranea alle discipline scientifiche di psicologia e psichiatria.
    – Le discipline scientifiche di psicologia e psichiatria non dicono nulla—non hanno nulla da dire—sulla PAS (non importa se PAS-Sindrome o PAS-Relazionale).
    – La PAS e’ sconosciuta nei dipartimenti di psicologia e psichiatria delle universita’ di spicco a livello internationale: non e’ oggetto ne’ di insegnamento ne’ di ricerca.

  • savi Pas-Gardner |

    Un certo ‘sig.re’ Massimo Rosini si lancia (26 settembre 2018 alle 8:39) in una Catilina violenta contro una certa ‘sig.ra Turco’. Questa ‘sig.ra Turco’ sembra che si era arrischiata a criticare il DDL-Camerini (è DDL Camerini; Pillon è un fesso spiritato) per il ruolo centrale che il Camerini dà alla PAS. In particolare, questa ‘sig.ra’ Turco aveva messo a fuoco il legame tra PAS Gardneriana e abusi e violenze sessuali legate a pedofilia e incesto sui bambini-figli. E aveva pure allertato alla conseguente marginalizzazione (e obliterazione) di problematiche di maltrattamenti, abusi e violenze sessuali sia nei confronti delle mogli-madri e sia dei bambini-figli.
    La Catilina di questo ‘sig.re’ Massimo Rosini accusa la ‘sig.ra Turco di essere ignorante di Gardner e della sua PAS e della posizione del Gardner sul rapporto tra PAS e abusi e violenze sessuali—specialmente pedofilia e incesto. Il ‘sign.re’ Massimo Rosini lancia una sfida pubblica—un duello ‘intellettuale—ammonendola che Lui (‘sign.re’ Massimo Rosini) è onnisciente sulla PAS e Gardner e pedofilia.
    In realtà, questo ‘sign.re’ Massimo Rosini è un ignorantone per quanto concerne la problematica del Gardner, la sua PAS, e gli abusi sessuali sui bambini/figli. Ci sono professionisti esperti di Gardner, di PAS, e di abusi sessuali, inclusi pedofilia e incesto, che asfalterebbero questo tronfio Rosini-Catilina. Uno di questi professionisti esperti—gente seria, non quaquaraquà che minacciano querele contro tutti che intralciano il loro cammino verso il paradiso PAS—e Andrea Coffari, che ha recentemente pubblicato un libro sull’argomento. Qualsiasi lettore del libro di Coffari—che dovrebbe essere letto dai cittadini italiani e dalle autorità politiche e giuridiche coinvolte in problematiche sulla PAS—concluderebbe che questo Rosini-Catilina è un bullo ignorante.
    Qui prima presento i punti principali del ‘sign.re’ Massimo Rosini nella sua Catilina contro la ‘sig.ra’ Turco. Poi presento, verbatim, parti del lavoro di ricerca di Andrea Coffari specificamente su Gardner, PAS e pedofilia. Il lettore può trarre le proprie conclusioni dal confronto tra le ‘balleate’ del Rosini-Catilina e i paragrafi professionali—precisi e pacati—di Andrea Coffari.
    Io solo aggiungerei tre commenti:
    (i) Che Andrea Coffari è un signore professionista, e che uno come Rosini-Catilina meriterebbe di confrontare uno come me—che potrebbe accadere se questo ‘sign.re’ Massimo Rosini si arrischiasse a mancare di rispetto ad Andrea Coffari.
    (ii) (ii) che infatti il bullo onnisciente del Massimo Rosini non ha idea di cosa stia parlando quando si considera la PAS nel contesto del DDL-Camerini perché’ la PAS Cameriniana di oggi (non di ieri) non ha nulla a che fare con la PAS-sindrome del Gardner; invece ha tutto a che fare con la PAS-Relazionale del nuovo capo-impostore della PAS internazionale William Bernet. (Il Camerini sa benissimo l’intrallazzo che sta perpetrando nel dissimulare la differenza tra PAS-Sindrome e PAS-Relazionale—come ha fatto negli ultimi dieci anni (2008-2018) nella sua collaborazione col capo William Bernet e altri Pasisti Italioti, tra cui Gulotta, Pingitore, Verrocchio, Lopez, ecc.
    (iii) Che questa fantomatica ‘sig.ra’ Turco magari potrebbe essere pure ignorante—come il Rosini—dell’intrallazzo Cameriniano con la distinzione tra PAS-Sindrome e PAS-Relazionale.

    ***** Cosa dice il Rosini-Catilina:
    (1) “Siamo esasperati di venire accusati di violenza e pedofilia senza prove o elementi di sorta.”
    (2) “È ignobile, di una bassezza incommentabile, accusare un morto di “odor di pedofilia”.
    (3) “Non solo Gardner non era pedofilo ma non ne difese neppure uno in più di 400 procedimenti.”
    (4) “Non solo, ma quando molti psichiatri sostenevano (forse per aumentare la platea della clientela) che I pedofili erano curabili, Gardner sostenne che erano pericolosi per la società, incurabili e che l’unica soluzione era rinchiuderli in galera.”
    (5) “Quanti saggi, articoli, o capitoli di libro ha letto la sig.ra Turco su questo argomento? Ben pochi dato che ogni articolo contro il Ddl Pillon sembra scritto col copia e incolla. Chi scrive è oltre il migliaio.”
    (6) “La sfido pertanto sig.ra Turco ad un dibattito pubblico sull’argomento di cui ha scritto senza sapere un accidente. Porti pure la letteratura il cui” peso” avrebbe… Io porterò la letteratura che hanno portato Pillon a presentare il suo Ddl. Vedremo da che parte pende la bilancia… So già che eviterà il confronto. Lei, come e peggio del mercenario Fabrizio Maramaldo (di cui dubito che abbia mai sentito parlare) sa uccidere solo gli uomini morti.”

    ***** Cosa dice il ‘signor professionista’ Andrea Coffari:

    RE: RICHARD GARDNER: le sue ‘idee’ sulla pedofilia.
    In: ANDREA COFFARI (2018). Rompere il Silenzio. Laurana Editore.
    ********************
    [#1]
    COFFARI (pag. 442): Ma Gardner supera ogni previsione, e a un certo punto comincia sostenere che siamo tutti dei pedofili e in particolare modo lo sono coloro che intendono proteggere i bambini.
    Degli operatori coinvolti nei programmi di prevenzione all’abuso sessuale infantile leggiamo infatti
    GARDNER: “… loro (operatori che tutelano l’infanzia nds) […] ogni volta che immaginano un adulto che abusa sessualmente di un bambino ricevono gratificazioni indirette dei loro stessi impulsi pedofili. Attraverso la razionalizzazione che essi agiscono per una buona causa, riescono a proteggersi dalla consapevolezza che le loro motivazioni sottostanti siano psicopatologiche.”
    * (GARDNER, L’ISTERIA COLLETTIVA DELL’ABUSO SESSUALE, pag. 41.)
    COFFARI (pag. 442): Non ci sono distinzioni, non c’è criterio che tenga, tutti i professionisti che si occupano di protezione dell’infanzia lo fanno per proteggersi dal loro intimo desiderio di abusare bambini.
    [#2]
    COFFARI (pag. 442): Garden ci intima quindi a essere intelligenti verso i pedofili perché, pedofili, lo siamo un po’ tutti, infatti è noto che in famiglia ci eccitiamo quando ci sono dei bambini:
    GARDNER: “Dobbiamo sviluppare più pietà che disprezzo per il per i pedofili. I nostri ormoni non sanno nulla sul tabù dell’incesto; l’eccitazione sessuale intrafamiliare è probabilmente universale. Come detto tutti da bambini sono dei perversi polimorfi e c’è un po’ di pedofilia in ognuno di noi.”
    * (GARDNER, SEX ABUSE HYSTERIA AND CREATIVE THERAPEUTICS, pag. 118 / Coffari, pag. 442).
    COFFARI pag. 442, nota 814): Nel testo Italiano, tradotto da Francesca Ricca, a pag. 134, viene omesso la fine della frase, in ognuno di noi. Il testo originale infatti è questo: “As mentioned all of us are polymorphous perverse as infants and there a bit of pedophilia in every one of us.”
    [#3]
    COFFARI (pag. 442): Da notare la frase “i nostri ormoni non sanno nulla sul tabù dell’incesto”; in questo modo Gardner sostiene che in natura esiste un desiderio sessuale orientato verso i bambini, in particolar modo verso i propri figli. Gardner, affermando che l’eccitazione in famiglia è un dato universale, ci confessa, giocoforza, di essere egli stesso attratto dai bambini, di essersi eccitato in famiglia alla vista dei suoi figli piccoli.
    [#4]
    COFFARI (pag. 443): Gardner ci vuole convincere che quando parliamo di violenza sessuale su bambini in verità gratifichiamo i nostri istinti pedofili:
    GARDNER: “Ogni volta che evochiamo un’immagine visiva di un bambino che subisce abuso sessuale gratifichiamo era forziamo indirettamente i comuni istinti pedofili.”
    * (GARDNER, L’ISTERIA COLLETTIVA DELL’ABUSO SESSUALE, pag. 49 / Coffari, Nota 815).
    [#5]
    COFFARI (pag. 443): (Gardner ci vuole convincere che) … non abbiamo il coraggio di mettere in pratica semplicemente perché siamo pieni di sensi di colpa:
    GARDNER: “Molti provano un senso di colpa troppo grande per i propri impulsi pedofilia per lasciare entrare in queste fantasie direttamente nella coscienza.”
    * (GARDNER, L’ISTERIA COLLETTIVA DELL’ABUSO SESSUALE, pag. 50 / Coffari, Nota 816).
    [#6]
    COFFARI (pag. 443): (Gardner ci vuole convincere che) … che coloro che si impegnano attivamente contro la pedofilia in verità:
    GARDNER: “… lottano per reprimere i propri impulsi pedofilia inaccettabili, che prendono continuamente dentro di loro per essere realizzati.”
    * (Gardner, L’ISTERIA COLLETTIVA DELL’ABUSO SESSUALE, pag. 49 / Coffari, Nota 815 pag. 443).
    [#7]
    COFFARI (pag. 443): … e guai se, nell’ascoltare i bambini, parte una denuncia perché …
    Gardner: “… ogni volta che l’accusatore presenta una denuncia zero o falsa che sia, in verità gratifica il desiderio di essere impegnato in queste attività, in cui è coinvolto un abusante.”
    * (GARDNER, L’ISTERIA COLLETTIVA DELL’ABUSO SESSUALE, pag. 54).
    COFFARI (pag. 444): Coloro che denunciano i pedofili quindi, secondo Gardner, lo fanno per gratificare il loro desiderio di abusare dei bambini.
    [#8]
    COFFARI: (pag. 444): Anche i procuratori, i pubblici ministeri, secondo il nostro esperto sono persone deboli dal punto di vista intellettuale e per questo sono soggette ad autoconvincersi dell’esistenza di abusi mai avvenuti.
    GARDNER: “I lavori di servizio civile procuratore non sono solitamente molto ambiti dopo gli studi superiori, sono solitamente assunti da chi ha avuto meno successo accademico. Siffatto indebolimento intellettuale è positivo per un procuratore nei casi di abuso sessuale. Permette di credere a cose accadute che vengono dette dai validatori.”
    * (GARDNER, L’ISTERIA COLLETTIVA DELL’ABUSO SESSUALE, pag. 119; Coffari, Nota 819 ).
    [#9]
    COFFARI (pag. 444): … ma non solo, essendo come tutti imbottiti distinti pedofili, sono talmente dei pervertiti che durante le arringhe in tribunale, quando tuonano contro i reati di violenza sessuale a danno di bambini chiedendo la condanna per i loro aguzzini, arrivano a eccitarsi sessualmente.
    GARDNER: “Durante le arringhe contro i ‘pervertiti’, che sono un oggetto del loro disprezzo, essi spesso accrescono il loro livello di eccitazione che può essere considerato come sessuale.”
    * (GARDNER, L’ISTERIA COLLETTIVA DELL’ABUSO SESSUALE, pag. 54).
    [#10]
    COFFARI (pag. 444): I giudici invece più semplicemente quando condannano lo fanno per tenere a bada i loro istinti pedofili.
    GARDNER: “La condanna degli accusati per me te una formazione reattiva. L’incarcerazione dei presunti colpevoli può servire psicologicamente ad annichilire gli impulsi pedofilia proiettati dal giudice stesso.”
    * (GARDNER, L’ISTERIA COLLETTIVA DELL’ABUSO SESSUALE, pag. 123; Coffari, Nota 821).
    [#11]
    COFFARI (pag. 444-445): Gardner arriva a scrivere che le persone che condannano la pedofilia sono dei moralisti, invidiosi della libertà degli abusanti invece si concedono
    GARDNER: “… parlando dei moralisti […] alcuni individui di questo gruppo provano una segreta invidia verso quelli che si concedono, senza sensi di colpa, tale liberazione. Essi non riescono ad esprimere direttamente questo sentimento, che spesso è inconscio. Per proteggersi dai disagi della loro invidia e dalla tentazione di abbandonarsi alle attività sessuali proibite, intraprendono una campagna denigratoria al fine di annientare quelli che si permettono maggiore libertà di espressione sessuale. La campagna contro la pedofilia è una manifestazione di questo movimento di repressione.”
    * (GARDNER, L’ISTERIA COLLETTIVA DELL’ABUSO SESSUALE, pag. 133).
    [#12]
    COFFARI (pag. 445): Asserire che siamo tutti dei pedofili serve ovviamente a Gardner, per giustificare la pedofilia, per farcela accettare e proporre un vero e proprio programma di desensibilizzazione culturale:
    GARDNER: “Sto solo suggerendo di assumere una reazione più umana e meno persecutoria verso la pedofilia e accettare il fatto che tutti in una certa misura siano pedofili. Noi dobbiamo diffondere l’idea (in scuole, in chiese, e nei media pubblici) che la maggior parte delle persone (se non tutti) hanno impulsi pedofili […] Dobbiamo ridurre il senso di colpa verso la consapevolezza dei nostri impulsi.”
    * (GARDNER, L’ISTERIA COLLETTIVA DELL’ABUSO SESSUALE, pag. 135).
    COFFARI (pag. 445-446): Ridurre il senso di colpa verso i nostri ‘impulsi pedofili’ come suggerisce, significa poter finalmente godere di quella che lui stessa ha definito ‘maggiore libertà di espressione sessuale’: abusare cioè, senza tanti problemi, dei bambini.

  • Vanessa Doddi |

    Un ddl ingiusto, contrario al benessere dei figli e figlie i quali, dopo la separazione dei genitori, hanno bisogno di stabilità e certezze, non di essere sballottolati da una casa all’altra in nome di un principio quello della bigenitorialità che deve basarsi innanzitutto sulla responsabilità più che sulla divisione contabile di tempi, spazi, modi. Un ddl che impone e non propone la mediazione, la quale non può essere applicata in caso una donna voglia ribellarsi ad un partner violento. Davvero una proposta contraria alla libertà e ai diritti delle donne, dei bambini e delle bambine così come sanciti nella Costituzione e riconosciuti da Convenzioni Internazionali, soprattutto in una società, come quella italiana, in cui sono ancora alti i gap salariali tra lavoratori e lavoratrici, in cui la donna, molto spesso, dopo la nascita di un figlio è costretta a rinunciare al lavoro e quindi alla sua autonomia, dove mancano welfare, servizi che consentano la effettiva autodeterminazione della donna e l’uguaglianza sostanziale tra cittadine/i così come sancita dall’art. 3 della nostra Costituzione.

  • Emilio Paolo |

    Sono un papà di 3 figli e mai vorrei il ddl Pillon. Non voglio che lo Stato entri così addentro alla mia vita familiare e soprattutto penso impossibile separarsi in un unico modo. Non voglio pagare figure professionali come il mediatore familiare o il coordinatore. No business nelle nostre vite private.

  • Simona69 |

    Non si può tollerare che la propaganda portata avanti da Pillon insieme ad un manipolo di padri separati MALE legiferi per TUTTI I BAMBINI italiani. Sappiamo bene cosa sia la violenza endofamiliare ma Pillon la bypassa con l’art. 12 del suo DDL dove, pensando di eseere furbo, fa cadere l’affidamento condiviso per il violento (certo non poter decidere in quale palestra mandare il figlio deve essere un grande dispiacere per un violento!) ma NON le frequentazioni con i figli. Sappiamo benissimo che la Pas viene utilizzata per far cadere la credibilità dei figli, UNICI testimoni di violenze in famiglia e sappiamo anche che viene utilizzata per accaparrarsi figlio e casa ed eliminare il mantenimento del minore. Questo DDL piace solo a chi persegue questi obiettivi e non il reale benessere dei bambini. Invece questo DDL non piace agli uomini equilibrati, ai padri che hanno ottime separazioni consensuali realmente condivise e che sono la MAGGIORANZA in Italia. I numeri parlano chiaro e le separazioni conflittuali sono circa il 12% del totale e, di queste, solo in una minima parte si dibatte di collocamento del figlio. Questa è solo una riforma adultocentrica con finalità elettorali.
    I bambini non si devono dividere a metà come un pollo arrosto! NO AL DDL PILLON