Luisa Rosti

Nel ’68 ero studentessa di Economia all’Università di Pavia (la più vicina a casa), dove adesso sono professoressa ordinaria. Insegno Economia del Lavoro nella laurea triennale ed Economia del Personale e di Genere nella magistrale. Insegno in italiano (anche agli studenti cinesi) e sono una valutatrice indulgente (anche con me stessa). Nel secolo scorso ho pubblicato “Femina OEconomica”. Il mio ultimo saggio è sul gender pay gap (in Gender & Society). Scrivo di stereotipi e discriminazione, di talento e istruzione, di selezione del personale e carriere, di imprenditorialità femminile e politiche di conciliazione. Mi piace fare formazione agli adulti, e la faccio. Sotto la giacca indosso, quando è il caso, una maglietta rosa con la scritta: “I believe in science”.
11 Gennaio 2021

I dirigenti giovani sono troppo pochi

      “Ritrovarsi vincenti in un ruolo o un contesto mutato, passa necessariamente per la predisposizione che ognuno ha di crescere disimparando qualcosa che in passato è stato efficace.  Bisogna disapprendere ciò che è diventato obsoleto, trasformando il “vecchio” in qualcosa di diverso che potrà essere efficace nell’ambiente nuovo”. Lo scriveva in un articolo del 10 dicembre, Jacopo Pasetti sottolineando l’utilità di imparare a disimparare e si domanda: “Ma quanto può essere difficile apprendere a disimparare?” Se è difficile per gli individui, per le organizzazioni è ancora peggio. Nel caso...

16 Novembre 2020

Gender pay gap, i valutatori offrono stipendi più bassi alle donne. Ecco perchè

      Capire il gender pay gap non è facilissimo. Servono un po’ di tempo, un po’ di spazio e un po’ di dati (anche un po’ di pazienza, forse …). Grazie alle lettrici e ai lettori di Alley Oop che ci dedicano il loro tempo e mantengono vivo l’interesse di lungo periodo su questo tema, a cui noi diamo spazio sul Sole 24 Ore alla luce dei dati di cui, di volta in volta, possiamo disporre. E la disponibilità dei dati è il punto centrale: persone diverse hanno caratteristiche produttive diverse e quindi retribuzioni diverse, ma di queste caratteristiche produttive i dati disponibili ci dicono molto...

04 Novembre 2020

Economia, tutti producono qualcosa di utile anche le persone anziane

    Prof, lo segna errore se scriviamo che i vecchi sono improduttivi?E’ perché dimostriamo così di non avere rispetto per i vecchi? No, è perché dimostrate così di non sapere l’Economia. Ma come fanno a produrre, se sono fuori dal mercato del lavoro, fuori dalle aziende, cioè fuori dai luoghi della produzione? Fuori dai luoghi della produzione per il mercato, non della produzione di beni e servizi in senso lato. Nel 1981 Gary Becker pubblica A Treatise on the Family, e per quello riceve nel 1992 il premio Nobel per l’Economia: ”per aver esteso il campo dell’analisi microeconomica ad...

27 Ottobre 2020

La complessa relazione tra donne e lavoro

    E’ appena stato pubblicato sul sito della Ragioneria generale dello Stato il Bilancio di genere relativo al Rendiconto generale 2019. Il documento si apre con un commento dei divari di genere nel nostro Paese, rispetto al contesto europeo, in base ai dati del Gender Equality Index 2019 calcolato dall’EIGE. L'indice misura l’andamento dell'uguaglianza tra donne e uomini nel tempo, assegnando ogni anno agli Stati membri un punteggio che va da 1 a 100 in ognuno dei seguenti ambiti o “domini chiave”: lavoro, denaro, conoscenza, tempo, potere e salute. I punteggi misurano le differenze che permangono in ciascuno...

12 Ottobre 2020

Lavoro: in presenza o a distanza, ma una laurea ci vuole

      Prof, ha visto quante lauree a distanza? Ma valgono come le lauree in presenza? Non lo so, ma so per certo che in presenza o a distanza, da giovani o da adulti, in Italia o all’estero, una laurea la dovete prendere perché i nostri laureati sono troppo pochi per sostenere la competizione sul mercato globale e lo sviluppo economico del nostro Paese. Laureati in % della popolazione in età 25-34 anni in alcuni Paesi OECD – 2019 Fonte: ns. el. su dati (8 settembre 2020) E’ appena uscito il Rapporto OECD 2020 (Education at a glance), e i dati mostrano che i nostri progressi sono troppo lenti. Abbiamo...

23 Settembre 2020

Il lavoro a distanza dal punto di vista dei figli

      Il tema del lavoro a distanza [1] può essere trattato da diversi punti di vista. I costi e i benefici di questa modalità lavorativa, contrapposta a quella in presenza, possono infatti essere valutati dal punto di vista delle imprese, dal punto di vista dei lavoratori, dal punto di vista delle famiglie e dal punto di vista della società nel suo insieme. E, da ciascun punto di vista, l’analisi dei pro e dei contro deve prendere in esame una doppia dimensione: quella del tempo (tempi di lavoro e liberi dal lavoro nella giornata e nella vita intera) e quella dello spazio (luoghi di lavoro dentro e fuori casa, e...

31 Agosto 2020

Bonus casalinghe? Sì, grazie

      Prof, ma con tutti i disoccupati che abbiamo c’era proprio bisogno del bonus casalinghe? Sì, c’era bisogno perché il tasso di inattività nel nostro Paese è troppo elevato, in particolare per la componente femminile.   Ns. el. su dati Eurostat Il confronto tra Paesi europei mostra che in Italia la quota di donne che sono inattive pur essendo in età lavorativa è in assoluto la più elevata (43,5%), più del doppio rispetto alla Svezia (18,8%). Le casalinghe fanno parte della popolazione inattiva, come tutte le persone che non sono occupate perché non hanno un lavoro retribuito, ma non sono...

03 Agosto 2020

Lavoro, donne e uomini seguono percorsi differenti nell'occupazione

    Quanti in questi mesi di sospensione fra lockdown e ripresa hanno pensato, sognato o solo accarezzato l'idea di cambiare vita? Dalla casa alla città in cui si abita, dal compagno/a di una vita al lavoro si è messo in discussione parte del nostro mondo. Ma soprattutto sul lavoro, anche non volendo, nel futuro si vivranno diversi cambiamenti e per capire dove andremo bisogna partire dai numeri che conosciamo. La Figura 1 rappresenta il numero di occupati in valori assoluti (migliaia) dal 2006 al 2019 in Italia.     Prof, ma a guardare il grafico sembra che non succeda mai niente … I dati rappresentati...

13 Luglio 2020

Lavoro dopo la laurea: dipendente o indipendente?

      In Italia, l’occupazione indipendente è una parte rilevante dell’occupazione totale. Un occupato su cinque lavora in proprio; uno su quattro se si considerano i soli laureati. Nei dati Eurostat 2019 le percentuali sono rispettivamente 21% e 24%. Sia che si tratti di genuino spirito imprenditoriale, sia che si tratti di una scelta di ripiego per mancanza di alternative, l’Italia risulta prima in Europa per quota di lavoratori indipendenti sul totale degli occupati con titolo di studio terziario, e questo vale per entrambi i generi (Figure 1 e 2).   I dati disaggregati per sesso evidenziano però una...

06 Luglio 2020

Dirigenti senza laurea e laureate senza dirigenza

      In Italia gli occupati in possesso di una laurea sono pochi, rispetto alla media dei Paesi europei (22% contro 34%), e dunque non sorprende che anche tra i dirigenti (cod. 1 ISCO08) la quota dei laureati sia più bassa rispetto alla media europea: 25% contro 58% (la più bassa tra tutti i Paesi membri). E’ però da sottolineare la differenza di genere rappresentata nelle Figure 1 e 2.     I grafici, in valori assoluti, mostrano che le laureate sono più dei laureati tra gli occupati dipendenti (Figura 1), ma questa disponibilità di laureate non si traduce in una maggior presenza femminile nelle posizioni...