Luisa Rosti

Nel ’68 ero studentessa di Economia all’Università di Pavia (la più vicina a casa), dove adesso sono professoressa ordinaria. Insegno Economia del Lavoro nella laurea triennale ed Economia del Personale e di Genere nella magistrale. Insegno in italiano (anche agli studenti cinesi) e sono una valutatrice indulgente (anche con me stessa). Nel secolo scorso ho pubblicato “Femina OEconomica”. Il mio ultimo saggio è sul gender pay gap (in Gender & Society). Scrivo di stereotipi e discriminazione, di talento e istruzione, di selezione del personale e carriere, di imprenditorialità femminile e politiche di conciliazione. Mi piace fare formazione agli adulti, e la faccio. Sotto la giacca indosso, quando è il caso, una maglietta rosa con la scritta: “I believe in science”.
01 Luglio 2019

L’Italia è il Paese europeo più analfabeta nel digitale

          In Italia una persona su quattro non ha alcuna esperienza nell’uso del computer, e questa quota si abbassa solo di poco (da 24% a 17%) per le persone delle classi centrali di età (35-44 anni). In media, nei Paesi OECD, le percentuali sono nettamente più contenute (rispettivamente 9% e 5%), e in Svezia, Norvegia e Finlandia si azzerano, quanto meno per i più giovani. Essere al primo posto in graduatoria rappresenta un problema serio per il nostro Paese, perché le prospettive di occupazione per queste persone caleranno tanto più rapidamente quanto più scarse diventeranno le attività per le quali non...

27 Maggio 2019

La competizione non può essere meritocratica

      La maggior parte delle donne in Italia ha redditi sotto i 15mila euro. Più salgono gli scaglioni di reddito, più la presenza femminile va rarefacendosi. La fotografia emerge dai dati recentemente diffusi da Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) sul reddito imponibile pro capite del 2017 confermano che la differenza di genere nel nostro Paese è molto marcata: maggiore è il livello di reddito lordo annuo, minore è la percentuale di donne che si collocano a quel livello.     La presenza femminile è predominante nelle fasce di reddito da 0 a 15.000 euro, con la punta massima in corrispondenza...

22 Aprile 2019

Lavori di cura: tutti d'accordo sulla divisione equa fra uomini e donne. Ma la realtà non è così

        La crescita della partecipazione femminile al mercato del lavoro è stata costante e rilevante nell'ultimo mezzo secolo in Italia come in tutti i Paesi industrializzati. Ce lo dicono i numeri e si vede a colpo d'occhio nei grafici relativi al tema. A tale proposito George Stigler (1990) ha scritto che l'entrata delle donne nella popolazione attiva «è stata di così vasta scala da costituire probabilmente il maggior cambiamento di questo secolo del mercato del lavoro americano» e Claudia Goldin (2006) ha efficacemente sottolineato la rilevanza di questa progressiva espansione dell’offerta di lavoro femminile...

25 Marzo 2019

Le competenze delle donne a picco dopo i 25 anni. Ecco perché

    Competenze a tempo per le donne? Alcuni studi sembrano andare in questa direzione. Più brave degli uomini sì, ma solo sotto una fascia d'età. Le giovani donne sembrano riporre grande fiducia nell’istruzione come meccanismo di acquisizione e segnalazione delle capacità individuali: il loro rendimento scolastico mostra infatti prestazioni nettamente superiori a quelle dei giovani uomini, ma sul mercato del lavoro l’abbinamento alle posizioni lavorative non è conseguente. Le opportunità di trovare lavoro, di rimanere occupati quando si forma una famiglia, e di ricoprire posizioni nelle quali si possano applicare e...

25 Febbraio 2019

Italia, un'economia in mano a dirigenti senza laurea

    In Italia gli occupati in possesso di una laurea sono pochi, rispetto alla media dei Paesi europei (22% contro 34%), e dunque non sorprende che anche tra i dirigenti (cod. 1 ISCO08) la quota dei laureati sia più bassa rispetto alla media europea: 25% contro 58% (la più bassa tra tutti i Paesi membri). E’ però da sottolineare il dato rappresentato nella Figura 1. Il grafico mostra la differenza tra due percentuali: la quota dei laureati sul totale dei dirigenti e la quota dei laureati sul totale degli occupati. Questa differenza evidenzia che, nel nostro Paese, la quota dei laureati non aumenta marcatamente quando si...

28 Gennaio 2019

Lavoro, più laureate che laureati tra i giovani occupati

      Disaggregando i dati sull’occupazione per sesso, età e titolo di studio, si osserva che tra i giovani il numero delle laureate ha superato quello dei laureati fin dall’inizio del secolo, e soprattutto si nota che la differenza di genere continua a crescere nel tempo (Figura 1). Questo fenomeno si manifesta in tutti i paesi industrializzati, ma in Italia è più marcato rispetto agli altri membri dell’Unione europea (Figura 2).   Figura 1 - Occupati laureati in età 15-34 anni. V.A. in migliaia – per sesso – 1993-2017.   Figura 2 - Tasso di femminilizzazione (F/MF%) degli occupati laureati in...

07 Gennaio 2019

Uso del tempo: come cambia dopo il matrimonio?

    La formazione di una famiglia, cioè la transizione dalla condizione di celibe e nubile a quella di coniuge, comporta una sensibile modifica nell’uso del tempo di uomini e donne, conseguente alla marcata divisione del lavoro di genere tra produzione domestica e produzione per il mercato (Tab. 1).     La formazione di una famiglia avvia infatti una produzione di beni e servizi alternativa a quella per il mercato ma altrettanto utile, e questa attività domestica modifica le scelte sull’uso del tempo di entrambi i coniugi. Ad esempio, le donne nubili impiegano più tempo per dormire, mangiare e cura della...

27 Dicembre 2018

Colloqui, cosa intendono davvero con "lei è troppo qualificato?"

    La prima volta che ho trattato a lezione il tema della sovra-qualificazione dei laureati (Over-qualification) ho preso atto di due cose. In primo luogo ho constatato che buona parte dei frequentanti nella mia classe aveva già avuto qualche esperienza di ricerca di lavoro. In secondo luogo, ho preso atto del fatto che l’argomento della lezione risultava irritante per molti di loro. Eurostat definisce il tasso di sovra-qualificazione come la percentuale di laureati che sono abbinati a posizioni lavorative per le quali non sono richieste le competenze associate al titolo di studio. Sono dunque persone troppo qualificate...

10 Dicembre 2018

Quanti credono alla vocazione da casalinga delle donne?

    Nella cultura del nostro Paese gli stereotipi di genere sono ancora abbastanza radicati. Prendiamo, ad esempio, l’opinione “è meglio per la famiglia che l'uomo lavori e la donna si dedichi alla cura della casa” Prof, ma che stereotipo è questo? Non morde più, non lo pensa più nessuno! I dati Istat ci dicono il contrario: il 54% degli uomini e il 47% delle donne sono d’accordo con questa affermazione. Sì Prof, ma io intendevo tra noi giovani … Tra gli individui di età compresa tra i 18 e i 24 anni, il 46% degli uomini e il 33% delle donne condividono questa opinione. Sì Prof, ma io intendevo...

15 Ottobre 2018

Università: voti non come valori assoluti ma anche "graduatorie" fra studenti

    Prof, i voti sono troooppo bassi! I suoi? No, in generale … Se intende quelli del mio insegnamento sono normalizzati* … No, no, non i suoi, dico in generale, qui da noi! Qui a Economia intende? Sì, non ha tutti i torti … Il voto medio nei percorsi di laurea magistrale è piuttosto alto, ma il gruppo economico-statistico si posiziona tra i più bassi della graduatoria (106,5 contro una media di 107,7).     Ecco! Ma guardi Lettere! Ma come fanno ad avere più di 110/110, in MEDIA? Capisco la sua perplessità, ma i dati Almalaurea (2017) evidenziano che non sono così rare le classi di laurea...