Luisa Rosti

Nel ’68 ero studentessa di Economia all’Università di Pavia (la più vicina a casa), dove adesso sono professoressa ordinaria. Insegno Economia del Lavoro nella laurea triennale ed Economia del Personale e di Genere nella magistrale. Insegno in italiano (anche agli studenti cinesi) e sono una valutatrice indulgente (anche con me stessa). Nel secolo scorso ho pubblicato “Femina OEconomica”. Il mio ultimo saggio è sul gender pay gap (in Gender & Society). Scrivo di stereotipi e discriminazione, di talento e istruzione, di selezione del personale e carriere, di imprenditorialità femminile e politiche di conciliazione. Mi piace fare formazione agli adulti, e la faccio. Sotto la giacca indosso, quando è il caso, una maglietta rosa con la scritta: “I believe in science”.
13 Settembre 2021

Gender gap: se pensi che non esista, in realtà stai contribuendo a perpetrarlo

    Prof, che male c’è ad essere ottimisti? Io credo che la discriminazione di genere sia un problema evidente nei dati, e quindi rilevante ai nostri giorni, solo perché perdurano nel tempo gli effetti della discriminazione passata, ma oggi come oggi i manager, come potrei essere io, conoscono la legge e non commettono più l’errore di sottovalutare le donne in quanto tali, perlomeno nei settori dove la presenza femminile è ormai paritaria. Un buon manager deve essere consapevole del fatto che la discriminazione di genere non è un problema risolto. Questa consapevolezza è parte della soluzione del problema, mentre...

06 Settembre 2021

Quanto sarebbe pagata una donna, se fosse un uomo?

  Il principio della parità retributiva per un lavoro uguale o di pari valore è sancito dal Trattato di Roma ed è sistematicamente recepito nella legislazione dell’Unione Europea. Anche nella direttiva sulla trasparenza delle retribuzioni, discussa in Senato il 3 agosto scorso, questo principio è esplicitamente richiamato, a fondamento delle misure che dispongono la pubblicazione delle informazioni basilari sui salari a livello aziendale, perché questo provvedimento attribuisce alla trasparenza dei dati un ruolo imprescindibile nell’individuare e comprovare possibili discriminazioni basate sul sesso. La disposizione...

26 Luglio 2021

Ecco cos'ha a che fare l'identità di genere con l'economia

    Prof, ma dobbiamo proprio studiarla l’identità di genere? Non sono tutti d’accordo … Chi non è d’accordo? Se parliamo di economia, siamo consapevoli del fatto che l’identità di genere è una categoria analitica di questo sapere disciplinare, come la domanda e l’offerta, il salario e la disoccupazione, la segregazione e la discriminazione, e così via, almeno in questo secolo. Era l’anno 2000 quando George Akerlof (Nobel per l’Economia 2001) pubblicava con la psicologa Rachel Kranton l’articolo, intitolato "Economics and Identity", che dava inizio al filone di ricerca su questo tema sviluppatosi nel...

12 Luglio 2021

In arrivo la trasparenza delle retribuzioni per una maggiore parità salariale

    Il 9 giugno il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha espresso parere favorevole alla direttiva del Parlamento volta a rafforzare l'applicazione del principio della parità salariale tra uomini e donne per uno stesso lavoro, o per un lavoro di pari valore, attraverso la trasparenza delle retribuzioni (COM(2021)93 final). La direttiva stabilisce il diritto dei dipendenti di ricevere le informazioni qui di seguito specificate nell'articolo 8: (a) il divario retributivo tra tutti i lavoratori di sesso femminile e di sesso maschile; (b) il divario retributivo tra tutti i lavoratori di sesso femminile e di sesso...

07 Giugno 2021

Smart working, hanno lavorato da casa più donne e più laureati

    Le misure di distanziamento sociale, introdotte in risposta alla pandemia COVID-19, hanno costretto molte persone a lavorare da casa. In Europa, nel corso del 2020, il dato è più che raddoppiato rispetto all'anno precedente:  hanno lavorato abitualmente[1] da casa il 12,3% degli occupati (l’11,5% degli uomini e il 13,2% donne), mentre nel 2019 la quota era solo del 5,4% (il 5,2% degli uomini e il 5,7% delle donne). Per quanto riguarda la componente femminile, il nostro Paese si posiziona di poco al di sopra della media europea (Figura 1): attualmente lavorano da casa il 14,3% delle occupate (contro il 10,7% degli...

10 Maggio 2021

La fiducia delle donne nell’istruzione è ben riposta

      Leggendo i risultati della survey “Il lavoro di uomini e donne in tempo di Covid” recentemente pubblicata dall’INAPP (Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche) colpisce la differenza di genere nella risposta al quesito rappresentato nella figura 1. Ai rispondenti è stato chiesto di indicare la probabilità di sostenere nel futuro prossimo alcune decisioni relative a sé e alla propria famiglia su una scala da 0 a 3 punti. Le priorità massime osservate, però, non sono le stesse per entrambi i generi: mentre per gli uomini si colloca al primo posto la probabilità di cambiare casa, per le...

23 Marzo 2021

Le differenze di genere nelle retribuzione sono più alte nel privato che nella PA

      Il differenziale retributivo di genere (GPG: Gender Pay Gap[i]) nel nostro Paese è pari al 6,2%. Questo dato, appena pubblicato dall’Istat nel Rapporto sulla Struttura delle retribuzioni in Italia - anno 2018, aggrega però due valori molto diversi tra loro a seconda che si consideri il comparto a controllo pubblico (l’insieme delle istituzioni pubbliche e delle imprese a prevalente controllo pubblico) oppure quello a controllo privato (l’insieme delle imprese sulle quali il controllo privato è totale o prevalente). Il rapporto dell’Istat evidenzia infatti che il GPG nel comparto a controllo pubblico è pari...

08 Febbraio 2021

Smart working, chi potrebbe lavorare da remoto e chi no

    Prof, sembra che lei sia proprio favorevole al lavoro a distanza … Sì, sostengo con convinzione le politiche che agevolano il lavoro da remoto[1] perché penso che sviluppando questo potenziale si aprano ampi spazi di miglioramento nell’organizzazione della produzione e nella divisione del lavoro, ma non intendo dire, con questo, che sia una cosa facile da realizzare. L’effetto auspicato di queste politiche dovrebbe essere quello di incrementare nel lungo periodo la capacità delle famiglie, delle imprese, e del sistema economico di riconoscere, sviluppare e attrarre talenti, perché il capitale umano è già...

11 Gennaio 2021

I dirigenti giovani sono troppo pochi

      “Ritrovarsi vincenti in un ruolo o un contesto mutato, passa necessariamente per la predisposizione che ognuno ha di crescere disimparando qualcosa che in passato è stato efficace.  Bisogna disapprendere ciò che è diventato obsoleto, trasformando il “vecchio” in qualcosa di diverso che potrà essere efficace nell’ambiente nuovo”. Lo scriveva in un articolo del 10 dicembre, Jacopo Pasetti sottolineando l’utilità di imparare a disimparare e si domanda: “Ma quanto può essere difficile apprendere a disimparare?” Se è difficile per gli individui, per le organizzazioni è ancora peggio. Nel caso...

16 Novembre 2020

Gender pay gap, i valutatori offrono stipendi più bassi alle donne. Ecco perchè

      Capire il gender pay gap non è facilissimo. Servono un po’ di tempo, un po’ di spazio e un po’ di dati (anche un po’ di pazienza, forse …). Grazie alle lettrici e ai lettori di Alley Oop che ci dedicano il loro tempo e mantengono vivo l’interesse di lungo periodo su questo tema, a cui noi diamo spazio sul Sole 24 Ore alla luce dei dati di cui, di volta in volta, possiamo disporre. E la disponibilità dei dati è il punto centrale: persone diverse hanno caratteristiche produttive diverse e quindi retribuzioni diverse, ma di queste caratteristiche produttive i dati disponibili ci dicono molto...