Luisa Rosti

Nel ’68 ero studentessa di Economia all’Università di Pavia (la più vicina a casa), dove adesso sono professoressa ordinaria. Insegno Economia del Lavoro nella laurea triennale ed Economia del Personale e di Genere nella magistrale. Insegno in italiano (anche agli studenti cinesi) e sono una valutatrice indulgente (anche con me stessa). Nel secolo scorso ho pubblicato “Femina OEconomica”. Il mio ultimo saggio è sul gender pay gap (in Gender & Society). Scrivo di stereotipi e discriminazione, di talento e istruzione, di selezione del personale e carriere, di imprenditorialità femminile e politiche di conciliazione. Mi piace fare formazione agli adulti, e la faccio. Sotto la giacca indosso, quando è il caso, una maglietta rosa con la scritta: “I believe in science”.
02 Settembre 2019

Donne e politica: il successo elettorale aumenta la probabilità di divorzio

      Se si dovesse andare alle elezioni, c’è una cosa che le donne che intendono candidarsi devono sapere: in caso di successo elettorale, la loro probabilità di divorziare raddoppia (a parità di altre condizioni). Ce lo insegna una ricerca appena pubblicata sull’American Economic Review (2018) che analizza le probabilità di divorziare di uomini e donne che si candidano alla carica di sindaco o di parlamentare, in Svezia. La Svezia è una delle società più egualitarie dal punto di vista del genere. In Svezia, già da trent’anni, il tasso di istruzione delle donne ha superato quello degli uomini, e la...

27 Agosto 2019

Ecco perché se sei ambiziosa sul lavoro fatichi a trovare un partner

    Amore e carriera sembrano essere obiettivi allineati per gli uomini, ma conflittuali per le giovani donne. Le studentesse che sono ancora single nella fase conclusiva del loro percorso formativo devono scegliere: se si comportano in modo da incrementare le loro opportunità di carriera, segnalando al mercato del lavoro la propria determinazione e ambizione professionale, avranno meno successo nella ricerca di un partner, e viceversa. Ce lo insegna una ricerca pubblicata sull’American Economic Review ('Acting Wife': Marriage Market Incentives and Labor Market Investments, 2017)  che analizza le decisioni degli studenti...

12 Agosto 2019

Il vantaggio economico di avere una moglie

      Il matrimonio è una variabile importante nella spiegazione del gender pay gap perché i suoi effetti sulla carriera e sulle retribuzioni sono molto diversi per i due sessi. Ce lo dicono i numeri. Prendiamo, ad esempio, il grafico qui di seguito, che rappresenta la retribuzione in dollari degli individui per anno d’età, disaggregata per sesso e stato civile. Basta uno sguardo al grafico per constatare che gli uomini sposati hanno redditi ben più consistenti delle altre tre categorie (uomini single, donne single e donne sposate). Se la retribuzione premia la produttività, perché gli uomini sposati sono così tanto...

29 Luglio 2019

Gender pay gap: il rovescio della medaglia (se lei guadagna più di lui)

    In ogni Paese del mondo le donne guadagnano in media meno degli uomini[1]. Ma quante sono le coppie in cui questo gap si rovescia, perché lei guadagna più di lui? Una recente ricerca (Martin Klesment and Jan Van Bavel 2015) studia le coppie in cui almeno uno dei partner ha un reddito, e analizza il contributo di ciascun coniuge al bilancio familiare (dati EU-SILC 2007-2011). Il contributo femminile può variare da 0 (nel caso in cui lavori solo il marito) a 100 (nel caso in cui lavori solo la moglie). Il grafico mostra come non siano poi così rari i casi in cui è il guadagno della componente femminile della coppia a...

01 Luglio 2019

L’Italia è il Paese europeo più analfabeta nel digitale

          In Italia una persona su quattro non ha alcuna esperienza nell’uso del computer, e questa quota si abbassa solo di poco (da 24% a 17%) per le persone delle classi centrali di età (35-44 anni). In media, nei Paesi OECD, le percentuali sono nettamente più contenute (rispettivamente 9% e 5%), e in Svezia, Norvegia e Finlandia si azzerano, quanto meno per i più giovani. Essere al primo posto in graduatoria rappresenta un problema serio per il nostro Paese, perché le prospettive di occupazione per queste persone caleranno tanto più rapidamente quanto più scarse diventeranno le attività per le quali non...

27 Maggio 2019

La competizione non può essere meritocratica

      La maggior parte delle donne in Italia ha redditi sotto i 15mila euro. Più salgono gli scaglioni di reddito, più la presenza femminile va rarefacendosi. La fotografia emerge dai dati recentemente diffusi da Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) sul reddito imponibile pro capite del 2017 confermano che la differenza di genere nel nostro Paese è molto marcata: maggiore è il livello di reddito lordo annuo, minore è la percentuale di donne che si collocano a quel livello.     La presenza femminile è predominante nelle fasce di reddito da 0 a 15.000 euro, con la punta massima in corrispondenza...

22 Aprile 2019

Lavori di cura: tutti d'accordo sulla divisione equa fra uomini e donne. Ma la realtà non è così

        La crescita della partecipazione femminile al mercato del lavoro è stata costante e rilevante nell'ultimo mezzo secolo in Italia come in tutti i Paesi industrializzati. Ce lo dicono i numeri e si vede a colpo d'occhio nei grafici relativi al tema. A tale proposito George Stigler (1990) ha scritto che l'entrata delle donne nella popolazione attiva «è stata di così vasta scala da costituire probabilmente il maggior cambiamento di questo secolo del mercato del lavoro americano» e Claudia Goldin (2006) ha efficacemente sottolineato la rilevanza di questa progressiva espansione dell’offerta di lavoro femminile...

25 Marzo 2019

Le competenze delle donne a picco dopo i 25 anni. Ecco perché

    Competenze a tempo per le donne? Alcuni studi sembrano andare in questa direzione. Più brave degli uomini sì, ma solo sotto una fascia d'età. Le giovani donne sembrano riporre grande fiducia nell’istruzione come meccanismo di acquisizione e segnalazione delle capacità individuali: il loro rendimento scolastico mostra infatti prestazioni nettamente superiori a quelle dei giovani uomini, ma sul mercato del lavoro l’abbinamento alle posizioni lavorative non è conseguente. Le opportunità di trovare lavoro, di rimanere occupati quando si forma una famiglia, e di ricoprire posizioni nelle quali si possano applicare e...

25 Febbraio 2019

Italia, un'economia in mano a dirigenti senza laurea

    In Italia gli occupati in possesso di una laurea sono pochi, rispetto alla media dei Paesi europei (22% contro 34%), e dunque non sorprende che anche tra i dirigenti (cod. 1 ISCO08) la quota dei laureati sia più bassa rispetto alla media europea: 25% contro 58% (la più bassa tra tutti i Paesi membri). E’ però da sottolineare il dato rappresentato nella Figura 1. Il grafico mostra la differenza tra due percentuali: la quota dei laureati sul totale dei dirigenti e la quota dei laureati sul totale degli occupati. Questa differenza evidenzia che, nel nostro Paese, la quota dei laureati non aumenta marcatamente quando si...

28 Gennaio 2019

Lavoro, più laureate che laureati tra i giovani occupati

      Disaggregando i dati sull’occupazione per sesso, età e titolo di studio, si osserva che tra i giovani il numero delle laureate ha superato quello dei laureati fin dall’inizio del secolo, e soprattutto si nota che la differenza di genere continua a crescere nel tempo (Figura 1). Questo fenomeno si manifesta in tutti i paesi industrializzati, ma in Italia è più marcato rispetto agli altri membri dell’Unione europea (Figura 2).   Figura 1 - Occupati laureati in età 15-34 anni. V.A. in migliaia – per sesso – 1993-2017.   Figura 2 - Tasso di femminilizzazione (F/MF%) degli occupati laureati in...