Luisa Rosti

Nel ’68 ero studentessa di Economia all’Università di Pavia (la più vicina a casa), dove adesso sono professoressa ordinaria. Insegno Economia del Lavoro nella laurea triennale ed Economia del Personale e di Genere nella magistrale. Insegno in italiano (anche agli studenti cinesi) e sono una valutatrice indulgente (anche con me stessa). Nel secolo scorso ho pubblicato “Femina OEconomica”. Il mio ultimo saggio è sul gender pay gap (in Gender & Society). Scrivo di stereotipi e discriminazione, di talento e istruzione, di selezione del personale e carriere, di imprenditorialità femminile e politiche di conciliazione. Mi piace fare formazione agli adulti, e la faccio. Sotto la giacca indosso, quando è il caso, una maglietta rosa con la scritta: “I believe in science”.
03 Agosto 2020

Lavoro, donne e uomini seguono percorsi differenti nell'occupazione

    Quanti in questi mesi di sospensione fra lockdown e ripresa hanno pensato, sognato o solo accarezzato l'idea di cambiare vita? Dalla casa alla città in cui si abita, dal compagno/a di una vita al lavoro si è messo in discussione parte del nostro mondo. Ma soprattutto sul lavoro, anche non volendo, nel futuro si vivranno diversi cambiamenti e per capire dove andremo bisogna partire dai numeri che conosciamo. La Figura 1 rappresenta il numero di occupati in valori assoluti (migliaia) dal 2006 al 2019 in Italia.     Prof, ma a guardare il grafico sembra che non succeda mai niente … I dati rappresentati...

13 Luglio 2020

Lavoro dopo la laurea: dipendente o indipendente?

      In Italia, l’occupazione indipendente è una parte rilevante dell’occupazione totale. Un occupato su cinque lavora in proprio; uno su quattro se si considerano i soli laureati. Nei dati Eurostat 2019 le percentuali sono rispettivamente 21% e 24%. Sia che si tratti di genuino spirito imprenditoriale, sia che si tratti di una scelta di ripiego per mancanza di alternative, l’Italia risulta prima in Europa per quota di lavoratori indipendenti sul totale degli occupati con titolo di studio terziario, e questo vale per entrambi i generi (Figure 1 e 2).   I dati disaggregati per sesso evidenziano però una...

06 Luglio 2020

Dirigenti senza laurea e laureate senza dirigenza

      In Italia gli occupati in possesso di una laurea sono pochi, rispetto alla media dei Paesi europei (22% contro 34%), e dunque non sorprende che anche tra i dirigenti (cod. 1 ISCO08) la quota dei laureati sia più bassa rispetto alla media europea: 25% contro 58% (la più bassa tra tutti i Paesi membri). E’ però da sottolineare la differenza di genere rappresentata nelle Figure 1 e 2.     I grafici, in valori assoluti, mostrano che le laureate sono più dei laureati tra gli occupati dipendenti (Figura 1), ma questa disponibilità di laureate non si traduce in una maggior presenza femminile nelle posizioni...

21 Maggio 2020

Postcovid, se le donne escono dal mondo del lavoro ci perdiamo tutti

      Prof, ha letto che il coronavirus rimanderà a casa parecchie donne che prima lavoravano? Speriamo di no. Anche se questo timore non è privo di fondamento, quella dell’occupazione femminile è una lunga storia, e non è ancora detto che finisca così. Lo sviluppo economico italiano, dal dopoguerra ad oggi, è sempre stato sostenuto da una disponibilità ampia e apparentemente inesauribile di manodopera. Questa abbondante offerta di lavoro è derivata da un lato da un fattore demografico, ossia dalla progressiva immissione nella forza lavoro della generazione numericamente più consistente della popolazione,...

11 Maggio 2020

Quando gli uomini si sentono discriminati

"Prof, anch’io mi sento discriminato!" Ma da chi? "Dalle donne!" Va bene, parliamone, perché questa sensazione non è così rara, e purtroppo la discriminazione percepita, anche se non è reale, produce gli stessi danni della discriminazione reale. Basta infatti la percezione della discriminazione per attivare la “minaccia dello stereotipo”, e la profezia si avvera, producendo le stesse conseguenze negative della discriminazione reale (minore produttività). E’ importante dunque cercare di ridurre la percezione della discriminazione proprio quando quest’ultima NON è reale, poiché in tal caso la legge non può nulla...

22 Aprile 2020

Postcovid, nella fase 2 anche gli anziani dovrebbero essere liberi di scegliere

        Prof, secondo me è giusto ridurre gradualmente le limitazioni alla circolazione lasciando uscire per ultimi gli anziani, perché è per il loro bene … ma lei ha detto che così è uno stereotipo e porta alla discriminazione … E’ apprezzabile l’intento di proteggere la salute delle persone più vulnerabili, ma si deve perseguire questo obiettivo senza cadere nella generalizzazione dello stereotipo per cui tutte le persone, solo per aver compiuto il sessantacinquesimo anno di età, non sarebbero più in grado di valutare da sole cosa sia meglio per la propria e per l’altrui salute. L’età del...

23 Marzo 2020

I concorsi pubblici sono più meritocratici delle selezioni private

    Il concorso pubblico è il metodo di selezione più meritocratico e meno soggetto agli stereotipi. Lo dimostrano i risultati di una recente ricerca (Castagnetti et al. 2020) che utilizza le informazioni sulle retribuzioni rilevate dall’ISFOL nell’indagine longitudinale sulle caratteristiche della popolazione per condizione occupazionale nel periodo 2005-2014. Nell’ordinamento giuridico italiano il “Concorso Pubblico” è il procedimento a cui la Costituzione demanda la selezione per accedere ai ruoli del pubblico impiego (art. 97). La natura meritocratica e trasparente della procedura risponde ai principi...

17 Febbraio 2020

Stiamo rubando il futuro ai nostri figli?

    "Ok boomer" è l’espressione gergale americana che sintetizza la contrapposizione ideologica tra i giovani delle ultime generazioni e gli individui nati durante il boom economico del secondo dopoguerra. Questo modo di dire ha una valenza polemica che rappresenta l’insofferenza giovanile nei confronti di giudizi e opinioni, suggerimenti e critiche, che provengono da persone ritenute responsabili della situazione attuale, e più specificamente della crisi economica, dell’inquinamento ambientale e, nel nostro Paese, anche dell’insostenibilità del debito pubblico. Nella percezione delle coorti più giovani, i boomer...

13 Gennaio 2020

Buone notizie da Tinder, per uomini e donne

      Una ricerca recentemente pubblicata su Economics of Education Review presenta un risultato di economia sperimentale che conferma quanto già dimostrato da precedenti studi sulle differenze di genere nei criteri di scelta del partner: mentre gli uomini attribuiscono maggiore rilevanza all’aspetto fisico, le variabili più significative per le giovani donne risultano essere il livello di istruzione e il potenziale di reddito. Ma a questa conferma, gli autori Brecht Neyt, Sarah Vandenbulcke e Stijn Baert dell’Università di Ghent (Belgio) aggiungono un nuovo e più interessante risultato che si contrappone a quanto...

30 Dicembre 2019

Salari, perché misurare quelli delle donne su quelli degli uomini?

        Quanto guadagnano le donne in meno rispetto agli uomini? Questa è la domanda che si pongono i ricercatori[1] quando calcolano il gender pay gap, ma usare i salari maschili come termine di paragone è una scelta, e non è l’unica scelta possibile. Stabilire quale debba essere il termine di paragone è cruciale per l’interpretazione dei risultati, perché misurare lo scostamento rispetto al livello retributivo maschile significa assumere che sia proprio il salario degli uomini a rappresentare “la giusta mercede”, cioè la retribuzione che riflette e compensa il contributo di ciascuno all’attività...