Ue, il Premio Sacharov a Mahsa Amini e alle donne iraniane: “Non siete sole”

scritto da il 14 Dicembre 2023


Coraggio, resilienza, libertà: sono queste le coordinate attraverso cui il Parlamento europeo ha conferito il Premio Sacharov per la libertà di pensiero 2023 a Jina Mahsa Amini e al movimento “Donna, vita e libertà” in Iran.

“Jina Mahsa Amini ha dato la vita per difendere le donne in Iran e oggi ricordiamo il suo sacrificio. Il Premio Sakharov è un tributo a tutte le donne e uomini coraggiosi che nonostante la repressione continuando a lottare per un cambiamento. Non siete sole, siamo con voi”, ha detto la presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola, durante una conferenza stampa a Strasburgo sull’assegnazione del premio.

Dalla Francia all’Italia, la cerimonia di premiazione dello scorso 12 dicembre è stata seguita in diretta presso lo spazio “Esperienza Europa-David Sassoli” di Piazza Venezia a Roma: un luogo non casuale e scelto con lo stesso intento per cui è nato, ovvero conoscere da vicino l’Unione europea e capire come influisce concretamente sulla vita quotidiana di chi la abita. Le giovani generazioni sono state protagoniste dell’evento. A loro lo spazio e il tempo di rivolgere domande di approfondimento a chi l’istituzione europea la “incarna”, tra cui la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno e il vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani.

Premio Sacharov, a Roma le istituzioni europee in dialogo con gli studenti

“Credete nelle vostre idee, avrete la forza per realizzarvi e superare le difficoltà”, ha detto il ministro Tajani agli studenti degli istituti Leonardo da Vinci e Biagio Pascal di Roma, aggiungendo che “il Premio Sacharov è dedicato proprio alle ragazze iraniane che come Jina Mahsa Amini stanno combattendo per loro idee e per le libertà” e sottolineando il pericolo costante a cui le democrazie sono sottoposte.

“Ha ragione Tajani a sottolineare che viviamo in un frangente complicato in cui emerge un link evidente tra le varie autocrazie”, sottolinea Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo in collegamento da Strasburgo. “Se prima questo link era solo accennato, ora è addirittura ostentato e interroga le democrazie liberali sulla risposta necessaria da dare. La domanda da farci è se ha ancora senso investire ancora nella democrazia e il Parlamento europeo è un monumento vivo alla necessità di continuare a credere nello stato di diritto. Non basta più la retorica, dobbiamo interrogarci su come da qui possiamo aiutare la rivoluzione delle donne iraniane che cambia il mondo in meglio. L’Europa non deve solo reagire alle emergenze ma pianificare con lungimiranza il nostro futuro stando nel mondo con il peso politico che merita e che deve avere”. Un richiamo esplicito alle prossime elezioni europee (6-9 giugno 2024) che, afferma Picierno, “rappresentano una scelta di partecipazione e uno strumento prezioso: l’Unione europea è un processo in divenire e dipende dalla voglia e dalla volontà che ognuno ci mette dentro. Come ha ricordato l’ex premier Mario Draghi, si può andare avanti ma si può anche indietreggiare nel processo di integrazione europea”.

La spinta delle generazioni più giovani può facilitare non solo l’integrazione. “Sono i giovani che muovono in tutto il mondo i processi di cambiamento”, ha detto agli studenti Nicola Danti, vicepresidente del gruppo Renew Europe. Ma un cambio di paradigma che, come ha ricordato l’europarlamentare Salvatore De Meo (Ppe-Fi), attribuisca all’Europa “il ruolo di rilievo a livello globale che i cittadini chiedono, facendo sì che i suoi valori siano di stimolo per i popoli nella promozione della libertà di pensiero”.

Il Premio Sacharov si muove in questa direzione e, ha specificato l’eurodeputata Laura Ferrara (Ni-M5S), “testimonia l’impegno dell’Unione europea nel combattere per la tutela delle libertà e i diritti fondamentali”. Una battaglia che ci riguarda da vicino e che, nelle parole di  Rosa D’Amato (Verdi), “è importante anche nei Paesi occidentali, perché dobbiamo difendere i diritti e le libertà con tutte le nostre forza”. Un segnale chiaro, “un forte grido di libertà che si alza da Strasburgo e si unisce ai provvedimenti concreti sanzionatori delle istituzioni Ue verso il regime iraniano”, ha detto alle classi Carlo Fidanza, Ecr-FdI.

L’attenzione, tuttavia, deve rimanere massima e l’appello che Marco Campomenosi (Id-Lega) ha rivolto alle studentesse è quello di “vigilare anche in Europa affinché ciascuna veda tutelate le proprie libertà”. Inoltre, “alcuni aspetti della lotta delle donne iraniane ci riguardano particolarmente – ha spiegato Brando Benifei (S&D-Pd) – ad esempio le tecnologie all’avanguardia, possono mettere in discussione i diritti fondamentali, come sta accadendo in Iran con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per controllare il corretto utilizzo del velo da parte delle donne. Implementando delle regole sull’intelligenza artificiale vogliamo mettere dei limiti a questi rischi”.

“Non siete soli”, il messaggio della presidente Metsola al popolo iraniano

A Roma l’assegnazione del premio Sacharov da Strasburgo arriva dopo il momento di confronto che ha messo in dialogo i più giovani con il fare concreto delle istituzioni europee. Quando la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola sta per pronunciare il suo discorso, le parole di Robert Schuman sono già vive tra gli appunti degli studenti: “La pace mondiale non potrebbe essere salvaguardata senza iniziative creative all’altezza dei pericoli che ci minacciano”.

Seguono le parole di Metsola che ricalcano lo stesso bisogno di unione: “Il premio Sacharov per la libertà di pensiero di quest’anno, assegnato a Jina Masha Amini e al movimento Donna, Vita, Libertà, è un omaggio a tutte le donne, gli uomini e i giovani iraniani, coraggiosi e provocatori, che nonostante le crescenti pressioni, continuano a lottare per i loro diritti e a spingere per il cambiamento. Il Parlamento europeo vi ascolta e vi sostiene. Non siete soli.ʺ

A ritirare il premio in presenza ci sarebbe dovuta essere la famiglia di Masha Amini ma lo scorso 8 dicembre, mentre stavano per imbarcarsi per la Francia per partecipare alla cerimonia, i genitori e il fratello sono stati fermati all’aeroporto di Teheran dalle autorità iraniane e i loro passaporti sono stati confiscati. Metsola ha invitato il regime iraniano a revocare la sua decisione ma la famiglia resta soggetta a un divieto di viaggio. A farne le veci l’avvocato Saleh Nikbakht che durante la cerimonia ha letto un messaggio della madre di Jina Mahsa Amini, Mozhgan Eftekhari: “Il dolore di Jina è eterno per me, ed è imperituro per le persone di tutto il mondo. Credo fermamente che il suo nome, accanto a quello di Giovanna d’Arco, rimarrà un simbolo di libertà. Dal luogo di nascita dell’eterna Jina, vi trasmetto l’infinita gratitudine mia e della mia famiglia e mi auguro che la vostra scelta sia ferma e orgogliosa. Speriamo che nessuna voce abbia paura di pronunciare la libertà”.

Investire sulle democrazie, la rotta da seguire

Il Parlamento europeo sta lavorando affinché ciò sia possibile, condannando ripetutamente la drammatica situazione dei diritti umani in Iran. Nell’ottobre 2022, i deputati hanno chiesto sanzioni contro i funzionari iraniani coinvolti sia nella morte di Jina Mahsa Amini che nella repressione di regime. Nel gennaio 2023 i deputati hanno chiesto ulteriori sanzioni contro il regime iraniano e l’inserimento del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche nella lista dei terroristi dell’Ue. Lo scorso novembre, il Parlamento ha adottato una risoluzione sui più recenti attacchi contro le donne e i difensori dei diritti delle donne in Iran e la detenzione arbitraria di cittadini dell’UE in tale Paese. Ora, come emerso dagli spazi di Esperienza Europa, serve immaginare e costruire: se l’Unione europea è un processo in divenire e a tutela di tutti, la democrazia necessita di essere ancora coltivata e rinnovata perché “Donna, vita e libertà” diventi un valore globale. “Noi non perdiamo la speranza –  conclude da Roma Rayhane Tabrizi, attivista iraniana e presidente dell’associazione di promozione sociale Maanà –  il riconoscimento internazionale delle azioni del popolo iraniano è un segnale positivo e sono sicura che alla fine avremo successo anche se la strada è difficile”.

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