Pila Bike Park, la scelta di un turismo sostenibile

scritto da il 23 Agosto 2022

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La strada che porta a Pila ha i fianchi di pini e abeti che sembrano stampe verdissime sul cielo. Siamo in una delle più importanti stazioni sciistiche della Valle d’Aosta, situata a 1790 metri in una conca di boschi che spaziano dal Monte Bianco al Cervino. Ma per i viaggiatori Pila non esiste solo d’inverno: durante la bella stagione, infatti, questa località diventa la meta preferita dagli appassionati di mountain bike.

image00065Pila è stata tra i primi comprensori dell’arco alpino a dotarsi di strutture per la pratica della Mtb dagli anni Novanta e da allora ospita ogni anno le più importanti manifestazioni internazionali del settore. Qui lo sviluppo del turismo è andato in una direzione ben precisa, che guarda di certo alle presenze ma rimane al tempo stesso fedele alla vocazione di un territorio capace di preservare il suo tempo e la sua essenza rispetto al resto del mondo. Non c’è spazio per la promozione patinata che finisce per rendere tutti i luoghi uguali: Pila supera gli slogan e fa della montagna un’occasione per farsi conoscere. Saliamo in sella alle nostre e-mtb e iniziamo a percorrere sentieri che cambiano a ogni chilometro, ora sono stretti, ora si spalancano su vette e vigneti dove vengono raccolte le uve per le etichette Dop valdostane. 

Scoperte da bikers

image00006Scopriamo per esempio la vigna di Pinot Nero che circonda l’antica torre medievale sulla cima della collina di Aymavilles, insieme all’azienda Les Crêtes. Nella prima metà di settembre vengono selezionate a mano le porzioni sommitali di vigna che sono poi raccolte a ottobre, mentre una parte della produzione viene appoggiata sul fondo della vasca a grappolo intero per essere sottoposta a una macerazione carbonica. La fermentazione avviene lentamente, a temperatura controllata: è proprio lo scorrere del tempo infatti che esalta le componenti aromatiche e strutturali di questo vino.

I vigneti lasciano lo spazio alla città di Aosta, che si rivela da subito una meta all’altezza del cicloturismo della zona. The Place è un bike hub nel cuore delle Alpi, uno spazio interamente dedicato alla bicicletta che offre tutto ciò di cui un biker ha bisogno: da un’officina attrezzata a un caffè prima di partire alla scoperta della regione. Il progetto è innovativo e descrive al meglio cosa succede quando sport e natura si incontrano. Ai tavoli ci si scambia suggerimenti con gli appassionati di mtb che arrivano qui da ogni parte d’Europa e la prima cosa che ci chiedono è se abbiamo già provato il Bike Park di Pila.

image00004Carichiamo così le nostre bici sulla telecabina che da Aosta porta fino in cima e dopo una salita tra le conifere siamo davanti al nastro di partenza della Flow Trail, un percorso di sponde e gobbe da attraversare a tutta velocità. Il serpentone è adatto sia ai rider principianti che agli atleti in allenamento, che possono così sollevarsi tra le paraboliche e proseguire su percorsi più adrenalinici imboccando semplicemente un altro sentiero. 

Ad aprirci la strada ci pensano Virginia Buffa e Mirko Marasco, due ciclisti esperti con un account Instagram da migliaia di follower. Sulla pagina Rider Addict raccontano tutto ciò che gira intorno al mondo bike, postando consigli e informazioni tecniche sulle migliori due ruote in circolazione. Virginia ha scommesso sin dal 2016 su questo profilo, quando era tra le poche ragazze in Italia a pedalare a livello professionistico su una mtb. Per questo la sua testimonianza social non è stata utile soltanto alla divulgazione di contenuti sul tema, ma è diventata nel tempo un punto di riferimento per tutte le donne che avevano voglia di cimentarsi con questo sport.

Ci accorgiamo di quanto la presenza di Virginia e Mirko sia importante per il gruppo, perché per quanto la bici ammetta la solitudine il loro ritmo ci tiene compatti e convinti di poter superare ogni inconveniente lungo il tragitto. Sono 4 le proposte di itinerario in cui è possibile misurarsi. Concentrazione e riflessi pronti sono per esempio le prerogative per lanciarsi nel downhill, considerato la “formula uno” della mountain bike.  La pista freeride, invece, è tracciata su un terreno naturale che può essere ripido e tortuoso come quella del tratto Pila-Aosta, o panoramico e pieno di tornanti come il tracciato Desarpa Bike. Poi c’è il cross country, disciplina regina della mountain bike, o il percorso tecnico di plan bois che consiste in circa 4 chilometri ad alta quota.  

image00001In questo modo Pila si è presa il suo posto nel cicloturismo internazionale attraverso un’alternativa alla sua offerta sciistica invernale che l’ha resa a tutti gli effetti meta di punta dei viaggi sostenibili. A dare ulteriore prestigio a questa località è anche la voglia di evolversi di stagione in stagione per garantire ai viaggiatori nuove esperienze per un soggiorno sempre più inclusivo e a contatto con la natura. Alley Oop ha infatti dato un’occhiata ai rendering degli allargamenti del bike park a cui si lavorerà nelle prossime settimane e, lungi da fare fastidiosi spoiler, possiamo assicurare che è arrivato il momento di rimettere in sesto la propria mtb per godersi la valle. E la ragione è semplicissima: sarà la cosa più vicina a volare che potrete sperimentare.

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Ultimi commenti (1)
  • Gloria DI Rienzo |

    La scelta di un turismo sostenibile sta prendendo via via più piede a vantaggio del benessere psicofisico.Sempre più si vedeno ciclisti sia isolati cge in gruppo che affrontano percorsi naturali e fanno tappa anche in città.Questo sport salutare dovrebbe essere non solo sostenuto ma incentivato.L’uso della bici anche per andare al lavoro quando la distanza non è eccessiva o per andare a far la spesa potrebbe non solo cambiare il nostro stile di vita ma anche incidere in modo posirivo sulla salute e sull’ambiente.In alcune regioni tale modus di vitàa è più frwquente, ma a macchia di leopardo si sta estendendo anche nelle altre regioni