Minori stranieri non accompagnati, un’urgenza ormai strutturale

scritto da il 12 Maggio 2021

girl-982119_1920Mancano dati complessivi, un coordinamento tra i territori per l’accoglienza che metta in rete le possibilità e le disponibilità nelle strutture e, ancora, una maggiore attenzione alle ragazze, troppe ancora a sparire. La situazione dei minori stranieri non accompagnati in Italia resta difficile, anche se parliamo di un fenomeno ormai strutturale e che non si può considerare imprevedibile ma su cui è importante che l’attenzione resti alta. Anche in questo difficile anno e mezzo di pandemia,  che ha avuto effetti anche sulla situazione dei circa 7mila minori stranieri presenti in Italia. L’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Garlatti, che è stata presidente del Tribunale dei minori di Trieste in un’intervista ad Alley Oop ha sottolineato che “il tema dei minori stranieri non accompagnanti prescinde dalla pandemia, sono ormai anni che arrivano in Italia bambini e soprattutto adolescenti con situazioni traumatiche molto importanti, ragazzi che hanno fatto viaggi di due-tre anni“.

Con le misure restrittive del Covid le situazioni di questi minori, raramente ospitati da famiglie, ma che più spesso vivono in comunità, è ulteriormente peggiorata. “Si sono ritrovati a non poter più uscire – spiega l’Autorità Garante –  tutti gli insegnamenti sono stati bloccati, anche quelli della lingua, soli, lontanissimi da casa, con problemi alle spalle non da poco e spesso senza la possibilità di capire cosa veniva loro detto.  Questo ha fatto acuire di molto il senso di isolamento e depressione, che purtroppo si somma in molti casi ad altre patologie vere e proprie“. Un elemento importante, che Garlatti sottolinea è che “la stragrande maggioranza dei minori sono maschi, sono pochissime le ragazze ufficiali, perché su questo fenomeno si accompagna a quello delle ragazze vittime di tratta, con minori che arrivano in Italia e si perdono nel nulla“.

Secondo gli ultimi dati del ministero dell’Interno (che contano però solo gli sbarchi), nel 2021 ci sono stati circa 13mila arrivi, il triplo rispetto allo stesso periodo del 2020. I minori stranieri non accompagnati sono 1.373. Per quanto riguarda invece i dati, più difficili da reperire, dei minori che spariscono, secondo i numeri elaborati dal collettivo di giornalisti di12 Stati europei Lost in Europe, dal 2018 al 2020 sono almeno 18.292 i minori stranieri scomparsi. L’Italia è il Paese con il numero più alto di sparizioni, 5.775 tra il 2019 e il 2020, quasi 8 al giorno, mentre per il 2018 non sono stati forniti dati.

minori-censitiAl momento, in Italia, secondo i dati della Direzione generale dell’Immigrazione del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (da cui sono tratte le tabelle in pagina e che fornisce mensilmente una fotografia dei minori segnalati sul territorio) solo il 4% dei minori stranieri non accompagnati è di genere femminile. “C’è una prevalenza maschile in generale, ma c’è anche l’annoso fenomeno di ragazze, in prevalenza in arrivo dalla Nigeria, ma anche dall’Est Europa, che si dichiarano maggiorenni all’arrivo perché già coinvolte in un traffico“, spiega Antonella Inverno, giurista e responsabile delle Politiche per l’infanzia e l’adolescenza per Save the children. “Il tema della minore età all’arrivo è delicato, spesso non è facile da riconoscere e se non c’è la giusta attenzione le potenziali vittime di tratta sfuggono e non vengono identificate come vittime“. Ma a sparire sono anche molti adolescenti, che si allontanano dal sistema di protezione che li ha accolti per “i più svariati motivi, perché magari vogliono raggiungere parenti e amici in altri Paesi europei e non voglioni aspettare mesi per i ricongiungimenti. Il tempo dell’adolescenza è veloce“, sottolinea Inverno.

regioniNon così veloci i tempi della burocrazia: la legge 47/2017 ha istituito un sistema di prima e di seconda accoglienza. La prima accoglienza dovrebbe durare al massimo 30 giorni: “Ma è un termine che non viene mai rispettato – spiega Antonella Inverno – i minori restano troppo tempo nei centri di prima accoglienza e non viene sfruttata appieno la seconda accoglienza“. Il dato emerge anche dai numeri, con il maggior numero di minori concentrati in Sicilia, viste le rotte di arrivo dal Sud, appunto nei centri di prima accoglienza. Altro elemento è che la mancanza di raccordo tra i territori per la gestione della seconda accoglienza fa sì – secondo Inverno – che “manchi una visione organica di dove ci sono posti disponibili per la seconda accoglienza“.

Il 7 maggio scorso, è stato annunciato un ulteriore finanziamento a valere sul Fondo nazionale per le Politiche e i Servizi dell’asilo che permetterà agli enti locali – titolari dei progetti attivi nell’ambito del Sistema di accoglienza integrata (Sai) – di richiedere un ampliamento dei posti disponibili per l’assistenza a minori stranieri non accompagnati, per un totale di 1500 posti, e per le persone con disagio mentale e assistenza sanitaria specialistica e prolungata, per un totale di 300 posti.

sbarchi-in-italia2Save the children si occupa da oltre 10 anni dei minori che arrivano da soli sul territorio italiano, delle prime delicate fasi dell’accoglienza (“il percorso di inclusione inizia subito, dall’arrivo, dai primi contatti con gli operatori, dall’italiano da imparare“, spiega Inverno) a quelle successive dell’inserimento. Si tratta di un fenomeno, spiega la Responsabile delle Politiche per l’Infanzia di Save the Children, che non è “imprevedibile, ma che ormai è costante dal 2000, a parte da una primissima ondata negli anni 90 e ovviamente con numeri diversi a seconda dei momenti dell’anno e delle situazioni nei Paesi di provenienza“. Anche i dati sugli arrivi, comunque, “sono incompleti e non esaustivi“, sottolinea e questo rende difficile la definizione di politiche più efficaci sul territorio. Nel 2020 sono stati censiti circa 7mila minori stranieri non accompagnati sul territorio italiano, per il 2021 il numero probabilmente è destinato a salire: “Al 31 marzo i minori sul territorio italiano erano già a quota 6600, facendo il raffronto tra il trend dei trimestri, ci aspettiamo che in estate arrivino 3000-3500 minori. Considerando che, ogni anno, si contano 2500-3000 allontanamenti, pensiamo che per settembre ci saranno già 7500 minori da gestire in accoglienza“.

Per i minori stranieri non accompagnati, Save the children ha un programma sempre attivo e operativo sulle frontiere Nord e Sud dell’Italia, ha siglato da poco un accordo con Unicef per un intervento congiunto nelle zone di Lampedusa e Ventimiglia e si concentra sui vari aspetti: “Abbiamo – spiega Antonella Inverno – centri diurni di accoglienza e supporto dei minori migranti, servizi di orientamento legale, di alfabetizzazione e percorsi di autonomia in primo luogo lavorativa. Ma puntiamo anche alla riappropriazione del loro tempo, della loro età, con laboraotori che simolino la creatività, con la musica o il rap, per esempio“. perché poi, dietro a questi numeri, alle politiche e alla burocrazia, ci sono ragazzi e ragazze, in prevalenza adolescenti, con storie e traumi alle spalle tutti da affrontare e vite da ricostruire.

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Ultimi commenti (2)
  • Salvatore Guarracino |

    Il protocollo per protezione di ‘minori non accompagnati’ ma i comuni sono senza soldi, molti sindaci “A breve sospenderemo i servizi!”! Coerenza saltami addosso!

  • Salvatore Guarracino |

    Tra coloro che sono venuti in Italia come minori non accompagnati, ci sono colpevoli accertati di molteplici omicidi volontari solo nell’anno 2015: queste, probabilmente, non sono persone che venivano in Italia benintenzionate; credo che sarebbe stato meglio se fossero ritornati nei loro Paesi, anche se veramente avevano sedici o diciassette anni. Ci sono stati poi anche dei molteplici tentati omicidi, che non sono andati a buon segno ma che verosimilmente hanno lasciato il segno sulle persone vittime di questi tentativi; migliaia di lesioni personali volontarie perpetrate da stranieri minorenni; centinaia di migliaia di reati contro il patrimonio e l’incolumità pubblica, centinaia di violenze sessuali perpetrate da minori stranieri. Direi, allora, che, se per caso non ci si arrivasse (il discorso vale anche per gli Italiani, che non sono tutti rispettosi della legge e qualcuno forse ha bisogno di qualche limite), abbiamo una statistica specifica riguardante gli stranieri minori in Italia. In questo caso, invece, il presupposto e che siano tutti santerellini, bambini nell’immediato pericolo di vita. Purtroppo, accade anche questo e questi bambini devono essere assolutamente soccorsi, aiutati, accolti; ma non e accettabile che, in ragione di questi minori che meritano l’assistenza e che meritano almeno parte delle previsioni – probabilmente tutte – di questo disegno di legge, si prenda pretesto per estendere queste prerogative a tutti.