Violenza contro le donne, necessari finanziamenti per il contrasto

scritto da il 15 Luglio 2020

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Maggiori risorse, fondi meno precari e per 3 anni e non più ogni anno, meno burocrazia e meno passaggi per la gestione delle risorse, aggiornamento dell’intesa Stato-Regioni e criteri più precisi per i requisiti di individuazione degli enti gestori. Si può riassumere così il documento approvato dalla Commissione Femminicidio del senato, presieduta da Valeria Valente.

Implementare le risorse per l’intero sistema di prevenzione e contrasto alla violenza, semplificare e velocizzare il percorso dei finanziamenti, verificarne l’effettiva erogazione ai Centri antiviolenza e alle Case rifugio attraverso un sistema di monitoraggio più efficace e potenziare la governance centrale del sistema”. E’ il primo degli obiettivi il cui raggiungimento viene individuato come “prioritario e urgente” nella “Relazione sulla governance dei servizi antiviolenza e sul finanziamento dei Centri e delle Case rifugio” approvata dalla Commissione Femminicidio del Senato. Il secondo obiettivo individuato nel documento è quello di “promuovere un’analisi territoriale dei bisogni coinvolgendo gli enti gestori specializzati di Centri antiviolenza e Case rifugio in tutti i livelli decisionali”. La relazione è stata approvata all’unanimità dalla Commissione di Palazzo Madama e le proposte partono da una approfondita analisi della normativa esistente e della sua applicazione.

Per raggiungere gli obiettivi, nel documento si sottolinea “l’esigenza di una riforma organica della normativa in materia di prevenzione e di contrasto di ogni forma di violenza di genere” anche attraverso una “revisione dell’Intesa Stato-Regioni”. In questo modo si dovrebbero prevedere da una parte misure di “semplificazione” e “sburocratizzazione” nella assegnazione delle risorse, dall’altro un miglioramento delle definizioni e dei criteri relativi ai Centri antiviolenza e alle Case rifugio. Inoltre si propone la “istituzione di un Osservatorio nazionale permanente, con compiti di valutazione indipendente dell’intero sistema dei servizi dedicati al contrasto della violenza contro le donne, di monitoraggio dell’implementazione delle azioni previste e di controllo degli standard di qualità dei servizi antiviolenza”.

Questo passaggio implica “l’adozione di standard e principi guida” e “lo sviluppo e l’implementazione di una programmazione di ampio respiro, a partire dalla necessità di finanziamenti strutturali, secondo un criterio di sostenibilità per gli enti del privato sociale specializzati. Si tratta, infatti – sottolinea la Commissione – di superare la logica degli interventi straordinari ed emergenziali e di riconoscere la dimensione sistemica del fenomeno della violenza contro le donne attraverso la definizione di un impegno istituzionale di lungo periodo nel contrasto alla violenza maschile contro le donne”.


La Commissione di inchiesta del Senato sul femminicidio e la violenza di genere, è presieduta da Valeria Valente (Pd), vicepresidenti Cinzia Leone (M5s) e Maria Rizzotti (Fibp-Udc), segretari Gianfranco Rufa (Lega) e Donatella Conzatti (Iv), è composta da Luisa Angrisani (M5s), Marzia Casolati (Lega) Danila De Lucia ( M5s), Fantetti Raffaele (Fibp-Udc), Nadia Ginetti (Iv), Francesco Laforgia (Leu), Alessandra Maiorino (M5s),  Susy Matriscaino (M5s), Papatheu Urania (Fibp-Udc), Perilli Gianluca (M5s), Pietro Pisani (Lega), Roberto Rampi (Pd), Isabella Rauti (Fdi), Untemberger Jiulia (Aut), Gelsomina Vono (Iv).