Postcovid, nella fase 2 anche gli anziani dovrebbero essere liberi di scegliere

scritto da il 22 Aprile 2020

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Prof, secondo me è giusto ridurre gradualmente le limitazioni alla circolazione lasciando uscire per ultimi gli anziani, perché è per il loro bene … ma lei ha detto che così è uno stereotipo e porta alla discriminazione …

E’ apprezzabile l’intento di proteggere la salute delle persone più vulnerabili, ma si deve perseguire questo obiettivo senza cadere nella generalizzazione dello stereotipo per cui tutte le persone, solo per aver compiuto il sessantacinquesimo anno di età, non sarebbero più in grado di valutare da sole cosa sia meglio per la propria e per l’altrui salute. L’età del pensionamento, di per sé, non annulla la capacità di raziocinio. Anche gli anziani possono, come ogni altro, dare prova di responsabilità individuale e sociale limitando la propria libertà personale per il bene comune, consapevoli del fatto che la sicurezza di tutti dipende dal grado di condivisione dei valori e dei comportamenti di ciascuno di noi. Ma anche loro devono poter fare questa scelta liberamente. Non siamo tutti uguali, non vogliamo tutti la stessa cosa; dunque, per decidere cosa sia meglio per gli anziani è necessario sentire l’opinione degli anziani, tener conto delle loro preferenze, e fare riferimento al loro sistema di valori.

Come spiega Carlo Maria Cipolla, infatti:

«Un punto comunque deve essere chiaro. Nel considerare l’azione di Tizio e nel valutare i benefici o le perdite che Tizio ne deriva, si deve tener conto del sistema di valori di Tizio; ma per determinare il guadagno o la perdita di Caio è assolutamente indispensabile riferirsi al sistema di valori di Caio e non a quello di Tizio.

Troppo spesso si sorvola su questa norma di fair-play, e molti guai derivano proprio dal fatto che non viene rispettato questo principio di civile comportamento. Ricorriamo ad un esempio banale. Tizio dà una botta sulla testa di Caio e ne ricava soddisfazione. Tizio può magari sostenere che Caio è felice di aver ricevuto una botta sulla testa.

Ma è altamente probabile che Caio non sia della stessa opinione. Anzi Caio potrebbe considerare il colpo sulla sua testa uno spiacevolissimo incidente. Se la botta sulla testa di Caio sia stato un guadagno o una perdita per Caio, tocca a Caio deciderlo e non a Tizio».

(M. Cipolla, “Allegro ma non troppo“, Il Mulino, Bo.,1988, p. 46)

Eh prof, ma così ognuno farà ciò che vuole, e a casa non resterà nessuno …

No. I comportamenti rischiosi per la salute pubblica possono e devono essere vietati e sanzionati; non devono però essere circoscritti, cioè riferiti solo a specifici gruppi di persone (gli anziani, le donne, i cinesi, ecc.). Se quello che si vuole evitare sono i comportamenti rischiosi, bisogna fare riferimento ai comportamenti, non all’età.

Ad esempio, se andare a funghi fosse ritenuto un comportamento ammissibile perché poco rischioso, e andare ad un rave party fosse ritenuto non ammissibile perché molto rischioso, a chiunque (giovane o anziano) dovrebbe essere consentito andare a funghi e a nessuno (né giovane né anziano) dovrebbe essere consentito andare ad un rave party.

Prof, ma lei quanti an …

Ultimi commenti (6)
  • Marina De Paola |

    Non posso credere ! ho 77 anni, sono sola, non ho parenti in Italia, le amiche ormai sono andate….lasciatemi andare almeno dal parrucchiere o la spesa….dovrei prendere un aiuto in più..chi paga? la mia pensione è buona ma non elastica

  • Bruno |

    Io ho 71 anni fino a dicembre 2019 ho fatto escursioni non ho alcuna patologia che possa agevolare il virus ho un camper fermo mi dite per quale ragione devo stare in casa e mi sto atrofizzand o le ossa??????

  • gianfranco venturi |

    segregare gli anziani agli arresti domiciliari ,oltre che essere anticostituzionale,significherebbe ritenerli tutti quanti incapaci di intendere e di volere e quindi non in grado di badare a loro stessi e alla loro salute.Sono sicuro che gli anziani avendo la possibilità di uscire userebbero tutte le precauzioni e gli obblighi di distanziamento esattamente come i più giovani. Lasciarli in casa segregati per mesi significa mettere a rischio la loro salute fisica e mentale.Una persona anziana sa di avere davanti un orizzonte di vita molto più corto rispetto ad una persona giovane e sapere di dover rimanere ancora segregato per altre settimane o mesi verrebbe vissuto con grande sconforto e senso di ingiustizia.

  • Maria Grazia Cabianca |

    Chiudere in casa gli anziani (ultrasettantenni) e teniamo conto che capi di stato, scienziati ,medici richiamati in corsia , professori, magistrati, sono in molti ad essere settantenni e più, non significa proteggerli ma umiliarli e rendere la vita che rimane insopportabile e inutile. Senza contare che la categoria è estremamente eterogenea e quindi non riconducibile a un solo comportamento utile. Chi disse poi che bisogna aggiungere vita ai giorni e non giorni alla vita (Levi Montalcini)? Come ragionano le menti preposte alla guida di questo povero popolo? Possibile che a uno venga in mente di dire una stupidaggine e da quel momento tutti la ripetano convinti di dire una grande verità? Possibile che dopo sette o otto decadi di vita bisogna consegnare in queste mani la nostra esistenza solo per prolungare di qualche poco lo stare al mondo? Possibile che con la Costituzione che abbiamo (andate a leggervela) si costringa una categoria di persone ad accettare cure e precauzioni che per lo più hanno poco senso se non ci permettete di vivere? Angela Merkel ha dichiarato che la cosa è improponibile perché discriminante. Tutti sanno chi è ma naturalmente si continua come se fosse vangelo “proteggere gli anziani” che si proteggono benissimo da soli se intendono farlo. Ma per favore occupatevi di tutte le cose urgenti che ci sono da risolvere e i fretta !!!

  • Lai laura |

    Dite tutti che gli anziani non potranno uscire per tutelarli ,dove eravate voi quando c’era da tutelare le persone anziane che sono decedute nelle case di riposo per coronavirus ,ancora una volta mi rendo conto che noi anziani siamo vittime del sistema ,perché lasciarci in solitudine dopo che abbiamo contribuito a far crescere questo paese ,parlando con molti anziani questo sarà un motivo di suicidio perché se non ci ammazza il covid 19 ci ammazzeremo con le nostre mani perché la depressione é tanta ,fino ad oggi abbiamo rispettato tutte le regole che ci avete imposto senza nessun problema per il nostro bene e quello altrui . Cosa abbiamo fatto di male per essere trattati in questo modo ?Ho capito una cosa da questa triste esperienza gli anziani sono da buttare via e non dite più che è per tutelarci ,questa è discriminazioe pura è gratuita , il nostro errore più grande ? ESSERE ANZIANI

  • Lella |

    Buongiorno..leggo volentieri che qualcuno da voce agli anziani..nn molto tempo fa l essere anziano significava essere saggio..ai giorni ns.viene soltanto visto come sprovvisto di ragionamento in virtù di una sanità pubblica da difendere…senza parlare degli anziani ospiti paganti di strutture esiliati nelle stesse..senza visite di un parente..che con un sistema naturale e organizzato..potrebbero forse dare l avvio a visite contigentate e sicure???..no..lasciamo i ns.anziani nella solitudine..dico quella dello spirito con il fantasma dell’ abbandono…sempre in virtù di protezione di una sanità pubblica ma nn di quella dell’ essere umano..