Covid-19, ecco i numeri per il supporto psicologico gratuito

scritto da il 06 Aprile 2020

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Sentirsi soli, in momenti di ansia, rabbia, stress, smarrimento, in difficoltà nella convivenza a casa. La quotidianità di coppia o familiare può fare paura. In periodo di emergenza Coronavirus, i bisogni delle persone possono essere diversi dal punto di vista emotivo, e può essere d’aiuto l’ascolto “competente” di uno psicologo.

Alley Oop segnala tre iniziative messe in campo a livello nazionale: quella del Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi (Cnop), che ha istituito un motore di ricerca (accessibile dal sito Cnop) per prenotare un teleconsulto gratuito con lo psicologo che si trova più vicino a noi; il servizio di ascolto e consulenza telefonica della Società psicanalitica italiana (Spi); e i due numeri della Croce rossa: 800065510 dedicato a tutti i cittadini e 065510 riservato agli operatori sanitari.

Sentimenti di paura, rabbia o tristezza lasciano genitori e figli in uno stato di sofferenza psicologica, al quale non è facile reagire. Con il progetto “Teniamoci per mano”, anche l’Accademia di Piscoterapia della Famiglia mette a disposizione la competenza degli specialisti in incontri di consulenza gratuita da svolgersi via telematica, prendendo un appuntamento telefonando allo 0644233273 oppure scrivendo un’email a info@accademiapsico.it .

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Dall‘Ordine degli Psicologi alla Società italiana di psicologia dell’emergenza, le Asl, gli ospedali pediatrici, la Protezione Civile e qualche università offrono gratuitamente assistenza psicologica alla cittadinanza. L’elenco delle iniziative di supporto psicologico regione per regione si trova qui

In Veneto, per esempio,  è stato attivato un numero verde regionale gratuito (800334343) per fornire assistenza psicologica ai cittadini. Il servizio si chiama “inOltre”, è a disposizione per tutti i cittadini che stanno vivendo situazioni di preoccupazione derivanti dall’emergenza in atto, sotto il profilo sanitario, economico, sociale o familiare.

Eravamo già operativi dal 2012 quando il governatore Luca Zaia ha voluto creare questo servizio sanitario per la prevenzione dei suicidi” racconta la dottoressa Emilia Laugelli, psicologa responsabile del servizio e dell’ U.O.D. Psicologia Clinica Ospedaliera Ospedale ‘Alto Vicentino’ Santorso (Vicenza)Da allora noi siamo operativi sette giorni su sette a un numero verde in una piattaforma telefonica con psicologi formati per l’emergenza che lavorano con un uno strumento che è una scala di valutazione dell’istinto suicidario. Nel 2016 Zaia ci ha dato la possibilità di affiancare i truffati delle banche venete, e nel tempo ci siamo aperti alle emergenze sanitarie. Adesso tutta la comunità soffre per le restrizioni ai decreti ed è impaurita dall’ emergenza coronavirus”.

I colloqui telefonici esprimono il disagio. “Le chiamate arrivano da tutte le età, professioni, condizioni. Telefonano perché tutti faticano a rivedersi in questo nuovo aspetto e sono spaventati dal domani. Li aiutiamo a modificare lo stile di vita, dando supporto e cerchiamo di dare un senso all’ emergenza sanitaria, ad aiutarli a superare questo momento da psicologi. C’è stata una riduzione degli affetti divisi nelle dinamiche di amicizia e relazione familiare”.

Anche la Croce Rossa è impegnata nell’emergenza in Veneto, e ha attivato un servizio di supporto psicologico di sostegno morale ai volontari.

“Fanno 8 – 10 ore, e può capitare una situazione di disagio personale” spiega Francesco Bosa, presidente regionale della Croce Rossa Italiana Gli operatori fin dal primo momento si sono recati negli aereoporti per screening con termometri. Non sono successe cose eclatanti, ma se si prendono persone per ricoverarle può capitare una situazione difficile. Noi stiamo lavorando su trasporti e “triage” fuori dagli ospedali per una scrematura dei Pronti Soccorsi e anche con le carceri”.

Per le emergenze gli operatori della Croce Rossa hanno anche attivato il “Progetto Sorriso”, un servizio per la consegna dei farmaci e spesa a domicilio per tutte le persone fragili, anziane o immunodepresse.

Ultimi commenti (3)
  • Filomena Spolaor |

    Grazie per i commenti a questo post. Spero che che vi sia stato di aiuto e possa esserlo sempre.

  • Alice |

    Sono educatrice in un asilo nido che ovviamente ora è chiuso.
    In questi giorni ha iniziato a girare la voce che vogliono riaprire gli asili a giugno.
    La faccio breve, ho paura e provo emozioni di rabbia mista a delusione.
    Ci hanno detto fino alla scorsa settimana che sarebbe stato molto pericoloso riaprire, ora magicamente si può. Non fraintendetemi…io voglio assolutamente tornare al lavoro e rivedere i miei bambini, oltretutto non vivo d’aria e lo stipendio mi serve. Ma sento allo stesso tempo che non siamo pronti per tornare così presto in asilo.
    Mi sveglio la notte e piango, durante il giorno mi sento quasi soffocare quando ci penso.

  • Mariano Giglio |

    Non riesco ad accettare il fatto che non si possa girare liberamente, tutti questi cambiamenti fatico ad accettare. Non c’è la faccio vorrei tanto che tornasse tutto come prima. Ma da quando ho capito forse non accadrà più e questo mi spinge a cercare la salvezza in situazioni estreme che nessuno vorrebbe arrivarci. Non credo di essere pazzo ma forse ci sto diventando, non lo so neanche io, ho chiesto aiuto perché mi sento troppo abbattuto da questa situazione. Non mi spaventa il virus di per sé, ma tutto lo scombussolamento che esso ha generato.