#Giornodellamemoria, storia delle bambine Andra e Tati Bucci ad Auschwitz

scritto da il 27 Gennaio 2019

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“C’eravamo io e Andra, sempre attaccate l’una all’altra, come per proteggerci. E ci sembrava perfettamente naturale non vedere più la mamma. O patire costantemente il freddo. In altre parole, avevamo costruito un senso di normalità per difenderci dall’orrore. Non ricordiamo di aver mai provato paura, forse perché così piccole non sapevano cosa fosse la morte. Eppure mia sorella ha iniziato a fare pipì a letto dalla prima notte a Birkeanu e ha smesso di farla il giorno della liberazione”.

Il racconto è di Tatiana Bucci, che per 9 mesi visse da deportata ad Auschwitz-Birkenau con la sorella Andra. Lei 6 anni, la sorella solo 4. La sera del 28 marzo del 1944 furono prelevate a Fiume da una pattuglia tedesca con la mamma Mira, la nonna Rosa, la zia Sonia, lo zio Jossi, la zia Gisella e il cuginetto Sergio, con cui erano solite giocare.

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Andra e Tatiana Bucci con il cugino Sergio

Sopravvissute alle selezioni forse perché scambiate per gemelle o forse perché figlie di un padre cattolico, o semplicemente per un gioco del destino, le due sorelle vengono internate, insieme al cugino Sergio (7 anni), in unKinderblock, il blocco dei bambini destinati alle più atroci sperimentazioni mediche. Il freddo, la fame, i giochi nel fango e nella neve, gli spettrali mucchi di cadaveri buttati negli angoli, le fugaci visite della mamma, emaciata fino a diventare irriconoscibile sono i ricordi che le due sorelle per la prima volta hanno messo su carta e pubblicato nell’autobiografia “Noi, bambine ad Auschwitz. La nostra storia di sopravvissute alla Shoah“, a cura di Umberto Gentiloni e Marcello Pezzetti in collaborazione con Stefano Palermo, e pubblicata da Mondadori.

1Sullo sfondo di quei 9 mesi, quel camino che sputa fumo e fiamme, unica via da cui «si esce» se sei ebreo, come dicono le guardiane. Ma è proprio una blockova, la sorvegliante del reparto, ad aiutarle e dare loro le dritte per poter rimanere in vita. Di lei raccontano: “ci ha voluto bene e, per quanto ha potuto, ci ha sempre protette”. Cosa che non è riuscita con il cuginetto Sergio, che per essersi fatto avanti quando un medico chiese chi volesse rivedere la propria mamma, fu usato per una sperimentazioen medica sui linfonodi e fu ritrovato appeso a un gancio con le ascelle squartate.

Perché i racconti di chi è stato bambino in quelle circostanze sono fatti di morte e di orrore. Una morte diventata normalità, come le cataste di cadaveri attorno ai quali giravano i bambini, le selezioni periodiche, il fumo dal camino. Una normalità che forse le ha salvate dalla paura, anche se Andra ha iniziato a fare la pipì a letto entrata al campo e ha smesso solo una volta uscita.

2Dopo 9 mesi appare un soldato con una divisa diversa e una stella rossa sul berretto. Sorride mentre offre una fetta del salame che sta mangiando: è il 27 gennaio 1945, la liberazione. Una liberazione che non si traduce nel tornare semplicemente a casa. Inizia un nuovo viaggio e esperienze diverse. Le sorelle Bucci vengono portate in un orfanotrofio a Praga, dove passano un altro anno e poi alcuni mesi a Lingfield in Inghilterra, in un centro di recupero diretto da Anna Freud, dove finalmente conosceranno la vera normalità. Solo tempo dopo rincontreranno la mamma su un binario di una stazione a Trieste, in mezzo a una marea di genitori che con la foto in mano sperano di ritrovare i propri figli. Mamma Mira, che con le sue visite nel campo di prigionia, per cui rischiava la vita, e l’esempio del poi, il suo guardare oltre, è rimasta l’ancora che ha permesso loro di rifarsi una vita.

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Oggi hanno 81 e 79 anni. Tati vive da 50 anni a Bruxelles. Andra tra l’Europa e gli Stati Uniti, dove va a stare per lunhi periodi con la figlia. Perché ora il racconto della loro storia? Sono vent’anni che girano per le scuole europee a raccontarla, anche in Germania, dove i ragazzi chinano la testa e guardano per terra, perché per loro nel Paese si è fatto i conti con ciò che è successo, al contrario di quanto è avvenuto in Italia, dove si cercano ancora giustificazioni. E per loro adesso, più che mai, è importante raccontare: «Non si possono paragonare i campi di sterminio ai centri di detenzione per i nordafricani, ma quelle immagini di sofferenza sono un’offesa anche alla nostra storia: prima il nemico eravamo noi ebrei, oggi i neri» sottolineano le due sorelle che nelle ultime settimane sono state impegnate in una serie di incontri pubblici, l’ultimo ieri 26 gennaio a Roma per la presentazione del libro in occasioen della Giornata della Memoria.

E sono soprattutto i bambini, a cominciare dai loro nipoti, quelli a cui racontano. E così la loro storia ha preso anche la forma di un volume dedicato ai ragazzi: “La stella di Andra e Tati“, scritto da Alessandra Viola e Rosalba Vitellaro, edito da De Agostini. Una narrazione lieve e semplice che accompagna i bambini per mano a scoprire una realtà difficile e dolorosa, con la consapevolezza che è necessario far sapere. Nessuna concessione al dramma, nessuna sbavatura di pietismo. La stessa storia dell’autobiografia, raccolta dalle autrici in occasione di due viaggi ad Auschwitz-Birkenau fatti con le sorelle Bucci e delle interviste per la preparazione della sceneggiatura del film di animazione (che si può vedere gratuitamente su raiplay) da cui il libro è poi tratto. Così come le illustrazioni a fumetto.

Secondo le stime più recenti ad Auschwitz-Birkenau vennero deportati oltre 230.000 bambini e bambine provenienti da tutta Europa, solo poche decine sono sopravvissuti. Una nuova strage di bambini è quella del Mediterraneo dal quattordicenne (di cui non si conosce il nome) del Mali annegato nel 2015 con la pagella cucita in tasca a Aylan Kurdi, bimbo di tre anni di Kobane trovato morto su una spiaggia di Bodrum (Turchia) sempre nel 2015. Oggi la lista si sta allungando, come se l’Europa non avesse imparato la lezione. Per questo oggi, insieme ai miei bambini (di 11 e 6 anni), leggerò la storia di Andra e Tati. Per non dimenticare quelle due bambine sopravvissute e tutti gli altri che non ce l’hanno fatta.


Noi, bambine ad Auschwitz. La nostra storia di sopravvissute alla Shoah” di Andra e Tati Bucci, edito da Mondadori – 14,45 euro

La stella di Andra e Tati“, di Alessandra Viola, Rosalba Vitellaro, edito da De Agostini – 14,90 euro