Lavoro e gap di genere, a Claudia Goldin il Nobel 2023 per l’economia

Per aver individuato “i fattori chiave delle differenze di genere nel mercato del lavoro” e aver “migliorato la nostra comprensione dei risultati del mercato del lavoro femminile” l’Accademia reale svedese delle Scienze ha deciso di assegnare il Premio Nobel per l’economia 2023 a Claudia Goldin, economista statunitense e professoressa all’Università di Harvard.

Il merito di Goldin, nata a New York nel 1946, è stato quello di aver “fornito il primo resoconto completo su quanto guadagnano le donne e sulla loro partecipazione al mercato del lavoro nel corso dei secoli. La sua ricerca evidenzia sia le ragioni del cambiamento, sia le principali fonti del rimanente divario di genere”. 

Goldin è co-direttrice del Gender in the Economy Study Group del National Bureau of Economic Research (Nber) e ha diretto il programma Development of the American Economy dell’istituto dal 1989 al 2017. Sono numerosi i suoi studi, anche recenti, su genere e lavoro. Il suo ultimo libro, “Career and Family: Women’s Century-Long Journey toward Equity” ha visto la luce nel 2021: è un’ampia panoramica sui progressi compiuti dalle donne con istruzione universitaria nella carriera, ma anche sui ritardi nella condivisione dei compiti di cura di casa e figli all’interno delle coppie.
Uguaglianza di genere ed equità nella coppia devono marciare insieme, secondo Goldin, che ha mostrato quanto la tendenza di alcune professioni a premiare il lavoro straordinario e durante il fine settimana perpetui le disparità tra uomini e donne e ha sottolineato come opportunità l’aumento del lavoro a distanza e della flessibilità introdotta durante e dopo la pandemia.
Celebre, e molto efficace per dimostrare l’impatto dei pregiudizi nel mercato del lavoro (e non solo), la ricerca “Orchestrating Impartiality: The Impact of “Blind” Auditions on Female Musicians”, condotta con Cecilia Rouse e pubblicata nel 2000 sull’American Economic Review: le studiose hanno dimostrato come il cambiamento nelle procedure di audizione delle orchestre sinfoniche, con il passaggio all’utilizzo di uno schermo per nascondere alla giuria l’identità dei candidati, abbia accresciuto le probabilità che una donna venga selezionata e assunta, facendo aumentare la percentuale di donne nelle orchestre.
Goldin è una donna “delle prime volte”: è la terza ad aver vinto il Nobel per l’economia (Elinor Ostrom, che lo ha vinto insieme a Oliver E. Williamson nel 2009, per la sua analisi della governance in economia, ed Ester Duflo, che lo ha vinto nel 2019 insieme a Michael Kremer e a suo marito Abhijit Banerjee, per l’approccio sperimentale nella lotta alla povertà globale), ma è la prima a conquistarlo da sola e la prima a cui nel 1989 è stato offerto un incarico nel dipartimento di economia di Harvard.

Comprendere il ruolo delle donne nel mercato del lavoroha dichiarato Jakob Svensson, presidente del Comitato per il Premio in Scienze Economiche – è importante per la società. Grazie alla ricerca innovativa di Claudia Goldin, ora sappiamo molto di più sui fattori sottostanti e sulle barriere che potrebbero essere affrontate in futuro“.

Il riconoscimento deve far riflettere soprattutto i Paesi come l’Italia, che restano fanalino di coda in Europa per il lavoro delle donne, come ha confermato venerdì scorso l’Istat nel rapporto sui “Livelli di istruzione e ritorni occupazionali. Anno 2022”:  il tasso di occupazione femminile è molto più basso di quello maschile (57,3% contro 78,0%) e il divario di genere è aumentato anziché diminuire.

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