Garante Infanzia, servono più controlli su minori non accompagnati in arrivo da Ucraina

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Ucraina: Cir e Save The Children, trasferite in Italia 92 persone (Ansa)

Sono circa 35mila gli ucraini arrivati in Italia dall’inizio dell’invasione russa, tra cui 17.000 donne e 14.000 minori, ha annunciato il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, a Radio24. Ma il numero potrebbe essere più elevato perché non tutti i minori non accompagnati sono stati registrati. “A quanto mi risulta, ci sono famiglie che in buona fede hanno accolto i minori non seguendo i canali istituzionali”, spiega l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Garlatti. “Ciò è molto preoccupante. Dell’accoglienza dei minorenni ucraini abbiamo parlato anche a livello di ENOC, la Rete europea dei garanti dell’infanzia e dell’adolescenza: quello che è emerso in tutte le nazioni in modo forte è il pericolo di infiltrazioni da parte di chi si occupa di tratta. Rispettare procedure regolari rappresenta l’unico modo per assicurare un’adeguata accoglienza e allo stesso tempo proteggere dal rischio di sparizione, tratta, traffico e sfruttamento”, continua la Garante.

Anche per questo, la ministra per gli Affari regionali e autonomie, Maria Stella Gelmini, ha lanciato un appello: “Bisogna tracciare tutti i profughi ucraini che arrivano per offrire assistenza mirata, tanti sono ospiti di famiglie già residenti in Italia. Sull’assistenza ai minori non accompagnati è al lavoro la ministra per le Pari opportunità, Elena Bonetti, siamo pronti a fronteggiare anche questa emergenza. Abbiamo davanti agli occhi una crisi umanitaria terribile, ciascuno dovrà fare la sua parte per non lasciare indietro nessuno, soprattutto i più piccoli. Temiamo sia un esodo destinato a durare nel tempo”.

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha scritto ai ministri – Interni, Salute, Pari opportunità – per avere delucidazioni. “Da un lato mi fa piacere vedere questa ondata di generosità da parte delle famiglie italiane, dall’altra mi spaventa molto questa emotività. Quando si parla di accoglienza bisogna seguire i canali istituzionali. I bambini che entrano da soli sono quelli più a rischio: devono essere assolutamente registrati e identificati in questura e segnalati al Tribunale per i minorenni. Quest’ultimo, attraverso i servizi sociali, predispone l’accoglienza presso famiglie o singoli individui, preferibilmente con esperienza e una formazione sull’accoglienza. Sono situazioni particolarmente delicate, sono minori che scappano dalla guerra”, dichiara Garlatti.

Nelle ultime settimane sono anche circolati messaggi sui social e via Whatsapp, relativi alla possibilità per le famiglie italiane di accogliere minori ucraini non accompagnati. “I bambini in arrivo dall’Ucraina e da ogni altro paese devono essere tracciati, non possono uscire dai radar. Se escono dai radar escono dal controllo e possono finire in cattive mani, per usare un eufemismo. E’ assolutamente importante che si sappia dove sono i minori. È bene che le famiglie che li hanno già accolti bypassando qualsiasi regola istituzionale provvedano alla segnalazione: un minore non registrato resta invisibile, non ha tessera sanitaria e non può andare a scuola”, conclude la Garante Garlatti.

Il caso di Milano. Nel capoluogo lombardo ad esempio “c’è già una rete di famiglie che ha lavorato molto in passato nell’accoglienza temporanea di bambini provenienti dall’est Europa, ovvero Bielorussia, Chernobyl, Ucraina. Queste famiglie, se disponibili, potrebbero essere valutate, in seguito alla nomina del tutore, vista la loro esperienza pregressa”, sottolinea Lamberto Bertolè, assessore Welfare e salute del comune di Milano. “Il tema dei minori è molto delicato e non funziona in autogestione, la prima cosa da fare è allertare il Tribunale per i minorenni”, aggiunge l’assessore.

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