Football americano, domenica storica con 3 donne in campo (2 coach e un’arbitra)

scritto da il 28 Settembre 2020

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Domenica storica per la NFL. La partita tra i Cleveland Browns e il Washington Football Team ha segnato la prima volta del football americano professionistico in cui le squadre sfidanti hanno presentato due allenatrici nel loro coaching staff. Callie Browson per i Cleveland Browns e Jennifer King per il Washington Football Team hanno raggiunto un traguardo importante durante la partita arbitrata dalla prima ref donna della storia della NFL: Sarah Thomas.

Vi sembrerà la solita manifestazione mediatica escogitata per combattere il patriarcato ma in realtà queste tre donne incredibili sono tutto tranne che delle quote rosa. Conosco Jennifer e Callie da anni, da quando ci siamo incontrate e scontrate ai Worlds Women Football Games per tre anni consecutivi, a Tampa, Orlando e a New Orleans.

Non solo Jennifer e Callie hanno giocato a football femminile in prima divisione vincendo il campionato con le D.C. Divas, ma hanno fatto parte della nazionale americana che ha vinto i mondiali e quando sono diventate allenatrici, si sono occupate della preparazione atletica di noi ricevitori per tutta la durata dei World Football Games.

Insieme a Callie Browson, ho avuto l’onore di allenare al primo Camp di football per ragazze organizzato da Peyton Manning in Louisiana ed è proprio lì che Callie ha conosciuto Buddy Teevans, l’head coach del Darmouth College che le ha dato l’opportunità di allenare la sua squadra di Ivy League nel 2018.

Era rimasto impressionato dalla sua visione di gioco e dalla sua cura dei dettagli, Callie ha sempre filmato ogni allenamento e analizzava ogni movimento meticolosamente.
Nel football americano, guardare i video delle partite e dei training è fondamentale per trovare le lacune del proprio attacco o della difesa. Al Darmouth College (Università del calibro di Harvard e Yale ) è passata dall’essere una intern coach ad assistant fino a diventare la prima coach donna ad allenare una squadra di divisione 1 in NCAA.

Brownson è stata poi assunta dai Cleveland Browns lo scorso gennaio, dopo aver precedentemente completato un internship con i Buffalo Bills, come allenatrice e con i New York Jets come scout. Ad oggi Callie è capo dello staff per i Browns, questo significa che si occupa sia di scegliere i giocatori insieme all’head coach Kevin Stefanski, sia di gestire gli altri coach di reparto.

Jennifer King ha fatto una gavetta molto simile, anche lei ha cominciato ad allenare a Darmouth poco dopo Callie e nel 2019 è stata scelta da Ron Rivera per un coaching internship nei Carolina Panthers. E’ stata talmente brava che quando coach Rivera ha cambiato squadra e è andato a Washington, le ha offerto un posto nel suo coaching staff.

Ma perché tanto clamore per la partita di domenica? Fino a pochi anni fa, non c’erano donne che allenavano squadre di NFL e non c’erano neanche le ufficiali di campo. Sarah Thomas ha cambiato le cose nel 2015, diventando la prima referee donna della lega, l’anno scorso ha arbitrato il Super Bowl e quest’anno ha avuto l’onore di arbitrare questa partita storica.

Tutto questo è avvenuto per mano di una grande donna, una delle persone che ammiro di più al mondo: Samantha Rapoport. Samantha è la Senior VP director of football development della NFL e si occupa di aprire le porte della lega alle donne e alle minoranze etniche. Sam è canadese, giocava a football femminile a Toronto e si è guadagnata il suo posto in NFL inviando una palla da football direttamente nell’ufficio del Commissioner Roger Goodell con una lettera di presentazione che finiva chiedendo “Quale quarterback della tua lega sarebbe così affidabile da lanciare una palla facendola arrivare nelle mani del ricevitore a 345 miglia di distanza?

Dopo quel gesto, Roger Goodell le ha offerto uno stage e dopo averlo completato è andata nel suo ufficio dicendo “Tu ora mi assumerai per un posto di lavoro che in NFL non esiste ancora. Una figura di cui hai bisogno, una persona che sia in grado di includere le donne e le minorities nella lega: quella persona sono io”.

Da allora, Sam ha creato tantissimi eventi in cui le donne interessate a lavorare nella NFL hanno avuto l’opportunità di conoscere le persone giuste: i coach, le dirigenti e i dirigenti delle squadre e durante questi eventi, ai quali ho assistito personalmente, professava un bellissimo messaggio: “Nella NFL c’è posto per voi, dovete solo volerlo con tutto il cuore e far arrivare il vostro curriculum sulla scrivania giusta”. Nel 2017, al primo Women’s Careers in Football Forum della NFL ci ha fatto scrivere su un foglio il nostro “why” il nostro perché, “perché ti svegli la mattina e il football è l’unica cosa a cui pensi? Perché vuoi lavorare in NFL?” E quei why li ha condivisi con tantissimi dirigenti e coach che erano aperti alla possibilità di assumere delle donne competenti.

Mi ricordo che dopo quel forum ho avuto il coraggio di fare application per lavorare a NFL Films e dopo 13 colloqui mi hanno assunta. Mi ricordo che in Italia, tutti mi chiedevano “ma perché proprio tu?” nessuno credeva che ce l’avrei fatta “secondo te l’NFL sceglie proprio te, tra tutti?

nfl4Durante l’ultimo colloquio mi tremavano le mani ma prima di iniziare, l’interviewer Cara Rodgers mi ha detto “ma sai che ieri eri sulla newsletter della NFL? Sam ha pubblicato il tuo why e appena l’ho letto ho pensato: ma questa ragazza la conosciamo domani! Che coincidenza!

In quel momento ho capito che non era una coincidenza e non era neanche destino. Non erano le quote rosa o la lotta al patriarcato dei media, era solo il risultato di tutti i miei sacrifici, il risultato di tutte le mie scelte e soprattutto mi sono resa conto che se segui la tua passione ed il tuo why, non esistono limiti o stereotipi che tu non possa superare.

Sam ci ha insegnato questo e ci ha mostrato che in tutte le organizzazioni non ci sono solo uomini contrari all’inclusione, anzi, molti sono entusiasti di lavorare con le donne che imparano in fretta, si adattano facilmente e hanno un’innata capacità di risolvere qualsiasi problema. Scott Pioli, general manager degli Atlanta Falcons e Ron Rivera, HC del Washington football team sono stati i primi ad aprire le porte delle loro squadre alle donne. Pioli è stato il primo ad assumere Katie Sowers nella sua franchigia supportandola nella sua carriera in NFL. Oggi Katie è la prima donna ad aver allenato ad un Super Bowl.

Katie, Callie, Jennifer e Sarah sono solo alcune delle donne incredibili che stanno facendo la differenza in un mondo prettamente maschile. Mickey Grace, Lori Locust, Phoebe Schecter, Jen Welter, Kathryn Smith, Stephanie Balochko, Maral Javadifar, Colette Smith, Chelseas Romero, Emily Taler e molte altre ancora, sono le pioniere di un movimento che finalmente sta dando i suoi frutti.

Il mio sogno è quello di vedere presto una donna alla guida di una squadra di NFL come head coach e sono sicura che il suo nome è tra quelli che ho appena citato. E come diceva Samantha Rapoport “non vantarti mai di essere l’unica donna in una stanza ma usa la tua forza per far sì che altre donne appassionate e tenaci come te si siedano al tuo fianco”.

Sono fiera di far parte di quella stanza, piena di donne incredibili. Finalmente, il mondo del football appartiene anche a noi.

Ultimi commenti (3)
  • Francesco |

    Grazie per la cortese risposta Monica. Capisco che questo è un blog, ma a tutto c’è un limite, tranne l’ego di chi scrive, forse. Per usare la stessa metafora: è come entrare in gelateria, ordinare un cono e sentirsi dire dalla gelataia “Il gelato che faccio a casa è molto più buono, qui provano a copiarlo ma è meglio se si mettono a fare i tacos”.

  • Monica D'Ascenzo |

    Buongiorno Francesco, Alley Oop è un blog multifirma del Sole 24 Ore. Non si tratta quindi di un articolo, che come tale sarebbe stato scritto da un giornalista e sarebbe stato “oggettivo”. Si tratta di un post ed è stato chiesto a Nausicaa Dell’orto di scriverlo proprio perché conosce queste donne e la realtà americana. Lo avesse fatto qualunque altro esperto di football americano italiano, che non è mai stato negli usa e non ha mai lavorato per la Nfl, sarebbe stato più impersonale certo, ma non è quello che vogliamo qui. Qui ognuno porta la propria esperienza, le proprie riflessioni e le proprie competenze. Sul fatto in sé, nudo e crudo, ne avranno scritto certo in modo più giornalistico altre testate sportive specializzate. Ma è come entrare in gelateria e chiedersi perché non vendono tacos! Buona lettura

  • francesco |

    Bellissimo questo articolo di Nausicaa Dell’Orto che parla di Nausicaa Dell’Orto e su come queste 3 donne del football siano state ispirate da….Nausicaa Dell’orto.