
Una laurea STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) non basta ad azzerare la differenza di genere nella retribuzione. Il gender pay gap è pari al 14% per l’insieme di tutti i laureati e scende al 12% per le discipline STEM, ma all’interno della stessa area STEM si dilata fino al 19% nella classe di Scienze della Nutrizione Umana e si riduce a zero nella classe di Scienze Chimiche. Il confronto tra queste due classi evidenzia che la differenza retributiva si amplifica nei contesti in cui prevalgono gli occupati nel settore privato e nel lavoro in proprio, e dove sono più marcate le differenze di genere nei contratti a tempo parziale e nel numero di ore lavorate, e queste variabili hanno a che fare più con la struttura del mercato del lavoro che con la scelta del sapere disciplinare.
I laureati per Area disciplinare
Sono 138.888 i neolaureati di secondo livello intervistati nell’indagine Almalaurea 2025 un anno dopo il conseguimento del titolo. La presenza femminile è pari al 61% del totale, e la retribuzione media mensile netta è pari a 1.631 euro per la componente maschile e a 1.409 euro per la componente femminile, con un gender pay gap che raggiunge il 14% fin dal primo impiego.
Non tutte le lauree sono ugualmente attraenti per le giovani donne, e non tutte sono uguali dal punto di vista retributivo; a seconda del percorso formativo cambiano sia la presenza femminile sia il gender pay gap.
Una prima ripartizione dei dati per Area disciplinare separa i neolaureati in quattro categorie: 1) Area Artistica, Letteraria ed Educazione; 2) Area Economica, Giuridica e Sociale; 3) Area Sanitaria e Agro-Veterinaria; e 4) Area STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica).
La presenza femminile per Area disciplinare
Nella Figura 1 sono riportate la distribuzione percentuale dei laureati per area disciplinare e la quota femminile in ciascuna area.
La componente femminile, che è pari al 61% per l’insieme delle aree, sale fino all’81% nell’area Area Artistica, Letteraria ed Educazione, che comprende 27.881 laureati (pari al 20% del totale) e scende fino al 43% nell’Area STEM, che comprende 39.782 laureati (pari al 29% del totale). Nell’area più numerosa, quella Economica, Giuridica e Sociale che comprende il 33% di tutti i neolaureati, la presenza femminile è poco sopra la media (64%), mentre nell’area meno consistente, quella Sanitaria e Agro-Veterinaria, che comprende 26.016 laureati (19%), il genere femminile raggiunge il 59% del totale.
Distribuzione percentuale dei laureati per Area disciplinare e per quota femminile in ciascuna area

Elaborazioni su dati Almalaurea 2025
Le donne sono ancora minoranza nelle STEM, ma questo livello è già superiore al 40% indicato dalla Commissione europea come obiettivo per il 2030.
Gender pay gap per Area disciplinare
Come la presenza femminile, anche la retribuzione media mensile è nettamente differenziata tra le aree (Figura 2). Le retribuzioni più elevate sono per i laureati dell’area STEM, ma solo se sono di genere maschile (1.714 euro): per le laureate della stessa area si scende a 1.508 euro, contro i 1.620 euro delle laureate dell’area Sanitaria, che si colloca al primo posto per la componente femminile e porta ad un gender pay gap piuttosto contenuto: solo 4%, uguale a quello dell’area Artistica, Letteraria ed Educazione. Il gender pay gap nell’area STEM è invece più consistente (12%), secondo solo a quello dell’area Economica, Giuridica e Sociale che raggiunge il 14%.
Retribuzione media mensile netta dei laureati a un anno dal conseguimento del titolo, per genere e area disciplinare (tra parentesi il gender pay gap)

Elaborazioni su dati Almalaurea 2025
Fin dal primo impiego, dunque, il gender pay gap si rivela robusto, anche nell’ambito delle discipline scientifiche e tecnologiche. Si può però osservare che l’aggregato delle discipline STEM è a sua volta un insieme eterogeneo, e va osservato nel dettaglio perché proprio al suo interno si trovano sia la classe di laurea con la differenza retributiva più elevata sia la classe di laurea in cui la differenza si annulla.
Laureati STEM per Gruppo disciplinare
La ripartizione dei laureati STEM per Gruppo disciplinare divide i neolaureati in quattro categorie: 1) Architettura e Ingegneria civile; 2) Informatica e Tecnologie ICT; 3) Ingegneria industriale e dell’informazione; e 4) Gruppo scientifico. Nella Figura 3 sono riportate la distribuzione percentuale dei laureati per Gruppo disciplinare e la quota femminile in ciascun gruppo.
Distribuzione percentuale dei laureati STEM per Gruppo disciplinare e quota femminile in ciascun gruppo

Elaborazioni su dati Almalaurea 2025
La quota delle laureate, che è pari al 43% per l’insieme delle discipline STEM, sale fino al 60% nel gruppo Scientifico, che comprende 14.930 laureati (pari al 38% del totale STEM) e scende fino al 25% nel gruppo Informatica e tecnologie ICT, il meno numeroso, che comprende solo 2.391 laureati (pari al 6% del totale STEM). Anche nell’area più numerosa, quella di Ingegneria industriale e dell’informazione, che comprende 16.625 laureati, pari al 42% del totale STEM, la presenza femminile non arriva al 30%.
Gender pay gap per Gruppo disciplinare
Come la presenza femminile, anche la retribuzione media mensile è nettamente differenziata tra i gruppi disciplinari dell’area STEM.
Retribuzione media mensile netta dei laureati a un anno dal conseguimento del titolo, per genere e gruppo disciplinare STEM (tra parentesi il gender pay gap)

Elaborazioni su dati Almalaurea 2025
Le retribuzioni più elevate sono per i laureati STEM del gruppo di Ingegneria industriale e dell’informazione, sia per la componente maschile sia per la componente femminile (rispettivamente 1.811 euro e 1.725 euro), con un gender pay gap che raggiunge solo il 5%. La differenza di retribuzione più marcata si riscontra nel gruppo Architettura e Ingegneria civile, in cui le laureate percepiscono 1.364 euro contro i 1.592 euro dei laureati (14%), mentre nel gruppo Scientifico scende all’8%, e nel piccolo gruppo di Informatica e tecnologie ICT scende ancora fino al 6%.
Anche nell’ambito delle discipline STEM il gender pay gap si manifesta in misura consistente, e più o meno marcata a seconda del gruppo disciplinare (da 5% a 14%). Spingendo l’analisi ad un livello ancor più dettagliato, osserviamo adesso i dati all’interno di ciascun gruppo, disaggregandoli per classe, perché è proprio all’interno di una delle classi di laurea del gruppo scientifico che la differenza di retribuzione si azzera, ma contemporaneamente, in un’altra classe dello stesso gruppo, il gender pay gap raggiunge il suo valore massimo (19%).
Saranno qui di seguito prese in esame solo le classi di laurea di maggior consistenza numerica (più di mille neolaureati nel 2025).
Gender pay gap per Classe di laurea
Il gruppo Architettura e Ingegneria civile comprende 5.836 laureati (51% donne) ed è suddiviso in 7 classi di laurea magistrale (6 biennali e una a ciclo unico), ma solo 3 classi superano i 1.000 laureati. Le prime due si differenziano solo per il fatto che un percorso è di durata biennale mentre l’altro è a ciclo unico: Architettura e ingegneria edile-architettura (1.381 laureati, 63% donne) e Architettura e ingegneria edile-architettura C.U. (1.728 laureati, 62% donne); la terza classe numericamente rilevante è quella di Ingegneria civile (1.354 laureati, 28% donne). Nelle prime due classi il gender pay gap si attesta rispettivamente al 12% e 13%, mentre nella classe di Ingegneria civile scende al 6%.
Il gruppo Informatica e Tecnologie ICT comprende 2.391 laureati (25% donne) ed è suddiviso in 4 classi di laurea magistrale, ma solo una classe supera i 1.000 laureati: Informatica (1.410 laureati, 19% donne). In questa classe il gender pay gap (pari al 6% per l’intero gruppo) scende al 3%.
Il gruppo Ingegneria industriale e dell’informazione comprende 16.625 laureati (29% donne) ed è suddiviso in 15 classi di laurea magistrale, ma solo 4 classi superano i 1.000 laureati: Ingegneria biomedica (1574 laureati, 62% donne); Ingegneria gestionale (3.242 laureati, 37% donne); Ingegneria informatica (2.625 laureati, 19% donne); Ingegneria meccanica (3.225 laureati, 15% donne).
Il gender pay gap (pari al 5% per l’intero gruppo) scende al 4% in Ingegneria biomedica e al 2% in Ingegneria gestionale, si attesta al 4% in Ingegneria meccanica e sale a 9% solo in Ingegneria informatica.
Infine, il gruppo Scientifico dell’area STEM comprende 14.930 laureati (60% donne) ripartiti in ben 19 classi di laurea magistrale. ma solo 6 classi hanno più di mille neolaureati: biologia; biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche; fisica; matematica; scienze chimiche; scienze della nutrizione umana; ed è proprio tra queste che si trovano sia la classe con pari retribuzione per genere, sia la classe con il gender pay gap più alto tra le 30 classi qui considerate.
La Figura 5 riporta la distribuzione percentuale dei laureati STEM-Gruppo scientifico per classe di laurea e la percentuale femminile in ciascun gruppo per le sole classi con più di 1000 laureati. La Figura 6 riporta per gli stessi aggregati la retribuzione media mensile netta dei laureati e il corrispondente gender pay gap.
Distribuzione percentuale dei laureati STEM – Gruppo scientifico – per classe di laurea e quota femminile in ciascun gruppo (solo classi con più di 1000 laureati)

Elaborazioni su dati Almalaurea 2025
Retribuzione media mensile netta dei laureati a un anno dal conseguimento del titolo, per genere e gender pay gap per classe di laurea del gruppo Scientifico dell’area STEM

Elaborazioni su dati Almalaurea 2025
Questo livello di dettaglio rivela le due classi con il valore massimo (19%) e minimo (0%) del gender pay gap, entrambe appartenenti al Gruppo Scientifico dell’Area STEM. Nella classe di Scienze della nutrizione umana (1.192 neolaureati, 74% donne) le laureate percepiscono 1.179 euro contro i 1.451 euro dei laureati, portando il gender pay gap al 19%; invece, le laureate in Scienze chimiche (1.324 laureati, 54% donne) un anno dopo il conseguimento del titolo guadagnano la stessa retribuzione dei loro colleghi (euro più, euro meno). Queste due classi rappresentano rispettivamente il massimo e il minimo del gender pay gap anche per l’insieme delle 30 classi di laurea con più di 1000 laureati di qualsiasi Area o Gruppo disciplinare, quindi il più grande gender pay gap si trova nel gruppo scientifico dell’area STEM, come pure il gender pay gap più vicino a zero.
Le principali differenze tra laureati della stessa classe sono relative a contesti in cui prevalgono gli occupati nel settore privato, con differenze di genere marcate nei contratti a tempo parziale e nel numero di ore lavorate.
Nel caso di Scienze della Nutrizione Umana, dove il divario retributivo raggiunge il 19%, il numero medio di ore settimanali lavorate è pari a 32,6 per i laureati e 30,9 per le laureate; lavorano a part-time il 31% degli uomini e il 40% delle donne; il part-time involontario femminile è pari al 24% contro il 15% di quello maschile; sono occupate nel settore privato il 77% dei laureati e il 75% delle laureate; lavorano in proprio 45% dei laureati e 33% delle laureate.
Nel caso di Scienze Chimiche, invece, dove non c’è alcun divario retributivo, il numero medio di ore settimanali lavorate è pari a 39,7 per i laureati e 39,5 per le laureate; gli occupati a part-time sono pochi e più uomini che donne (rispettivamente 3,5% e 2,7%); il part-time involontario femminile è pari a 1,7% contro 1,5% di quello maschile; sono occupati nel settore privato il 49% dei laureati e il 51% delle laureate (il restante 50% è nel settore pubblico), e il lavoro in proprio è raro, sia per gli uomini sia per le donne (rispettivamente 1,2% e 1%).
Conclusione
La scelta di un percorso formativo STEM non elimina la disparità salariale di genere. Definire in modo sempre più puntuale il percorso formativo, dividendo i laureati in aree, e ciascuna area in gruppi, e ciascun gruppo in classi non basta a far scomparire il gender pay gap. Infatti, sia la classe di Scienze della Nutrizione Umana, dove il divario retributivo raggiunge il 19%, sia la classe di Scienze Chimiche, dove non c’è alcun divario retributivo, appartengono entrambe al gruppo Scientifico dell’area STEM. Anche nell’ambito della stessa classe di laurea, dunque, incidono sul gender pay gap le caratteristiche del mercato del lavoro che accoglie i laureati e le laureate: laddove prevalgono contratti full-time, pubblico impiego e lavoro subordinato la disparità si riduce, mentre si amplifica nei contesti caratterizzati da libera professione, settore privato e contratti a tempo parziale.
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