Scuola, la creatività di un ciuffo blu per combattere le incertezze della pandemia

scritto da il 16 Febbraio 2021

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Gli studenti e le studentesse dell’alberghiero sono gli unici che si riconoscono per strada. Un po’ come nei college anglosassoni, indossano la divisa, uguale per tutti: giacca, pantalone, cravatta. In cucina torcione, cappello e grembiule, che tanti malumori e proteste hanno generato negli anni in alcune scuole, come all’Istituto Alberghiero Carlo Porta di Milano. Investito in questi giorni da un’ulteriore polemica.

Un ragazzo si presenta a scuola con i capelli blu. La dirigente scolastica lo avverte: qualche giorno per ripristinare il colore naturale dei capelli o parte un’azione disciplinare. Scatta la solidarietà dei compagni che si presentano a scuola con le parrucche blu. Davvero un ragazzo nel 2021 non si può presentare a scuola con i cappelli colorati? La dirigente scolastica non ci sta a passare per una bacchettona. E, come al solito, la realtà ha mille sfumature, soprattutto in questo tempo complicato dalla pandemia.

Il ragazzo in questione – sostiene Rosanna Di Gennaro – non solo aveva i capelli blu, ma si è presentato senza divisa, in maniche di camicia. Per i ragazzi è complicato tornare dal pigiama di casa, a cui li stiamo costringendo da mesi con la didattica a distanza, alla divisa impeccabile. Alcuni si presentano in tuta da ginnastica, altri con i jeans strappati, la vita bassa dei pantaloni che mette in bella mostra l’elastico delle mutande – ci confessa scandalizzata la preside. Con quello che si vede fuori dalle scuole, un’osservazione che fa un po’ sorridere.

Ma piaccia o no, la sciatteria all’alberghiero Carlo Porta non è ammessa: ci sono regole dettate dal consiglio d’istituto e che studenti e famiglie accettano a inizio anno, in questa scuola risultata, nel rapporto Eduscopio 2020 della Fondazione Agnelli, in prima posizione nella classifica di tutti gli istituti professionali per i servizi e di tutti gli istituti alberghieri nella provincia di Milano, con un indice di occupazione dei diplomati al 72 per cento, un vero primato.

A scavare si scopre che la polemica è il risultato di un altro regalo dell’emergenza Covid: per gli studenti tornare in classe e seguire le regole prepandemia è faticoso – ci spiega la preside. Tanto più che i ragazzi di quinta hanno visto sfumare l’occasione preziosa che il Carlo Porta offre tutti gli anni agli studenti di quarta: un tirocinio di oltre tre mesi in estate, un’esperienza che fa capire loro come funziona il mondo del lavoro e anche come ci si veste in sala, come si sta in cucina. “Collaboriamo con alberghi a 5 stelle e ristoranti stellati, i nostri ragazzi non vanno a lavorare nella pizzeria sotto casa” – racconta con un certo orgoglio la dirigente scolastica. “E in questi ambienti viene richiesta una certa presenza, non sono ammesse sciatterie. Dunque dobbiamo abituare i ragazzi a porsi in un certo modo. Le famiglie scelgono la nostra scuola anche per questo“.

Colpa dunque del codice di comportamento delle aziende ospitanti se i ciuffi blu sono banditi da sale dei ristoranti e cucine. Ma che bell’accostamento cromatico ne uscirebbe se questo ragazzo ribelle finisse a lavorare nel ristorante di Cristina Bowerman, 1 stella Michelin, 3 forchette Gambero Rosso, e una testa orgogliosamente tutta rosa.

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Ma quest’estate niente tirocini, niente PCTO (ex alternanza scuola-lavoro), nessuna esperienza nel mondo del lavoro, ad eccezione di qualche fortunato studente che è riuscito ad andare a Creta, grazie al programma Erasmus Plus. Per tutti solo i laboratori interni alla scuola (ristorante e bar) che non hanno mai smesso di funzionare in presenza. Anche per i ragazzi di terza e quarta di questo anno scolastico è difficile avviare le collaborazioni – racconta la preside sconfortata – a dare disponibilità è solo la grande distribuzione.

Nessuna chiamata invece da ristoranti stellati e alberghi di lusso per accaparrarsi gli studenti migliori, come succedeva gli altri anni anche prima della maturità. E allora a questi studenti che si affacciano su un mondo del lavoro piegato dalla pandemia, studenti a cui viene spiegato compulsivamente in questo periodo che per trovare un’occupazione devono ingegnarsi, essere creativi, trovare delle strade fuori dall’ordinario, forse non resta davvero che sfidarci con dei ciuffi blu.

Ultimi commenti (1)
  • Giuseppina Di Raimondo |

    Adattarsi al tempo…incoraggiare i ragazzi.
    .Le regole…vuote di sostanza ed anche di speranza non funzionano….avete notato che….Questa primavera…La moda usa il “rosso” come colore predominante….