Pronti a tutto! Impariamo dagli attori come affrontare gli imprevisti

scritto da il 27 Febbraio 2020

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Si dice che per poter fare una sintesi efficace su un argomento, sia necessario conoscere profondamente quell’argomento. Se questo è vero, allora forse gli attori sono i massimi esperti di “vita vissuta” che conosciamo, dato che il loro lavoro in fondo è sintetizzare vite intere nell’arco della durata di una performance.

È infatti innegabile che quello che fanno gli attori su un palco, in uno spazio-tempo compresso, è vivere grandi passioni, momenti difficili, imprevisti,  sentimenti complessi come l’amore, la gelosia, il tradimento, riuscendo a esprimerli e trasmetterli rapidamente e potentemente, passando fluidamente dall’uno all’altro, con una capacità di adesione assoluta, senza fingere.

Per poter sintetizzare la vita in ogni momento della propria vita, come si diceva all’inizio, occorre conoscerla, e si può arrivare a questo solo con un grande lavoro di attenzione e ascolto. Verso se stessi, prima di tutto. Le proprie emozioni, sentimenti, i propri pensieri. Agli attori servono centratura, concentrazione assoluta e grande flessibilità. Va detto a questo punto che non solo agli attori servono queste doti.

La nostra esistenza si compone di momenti di gioia, di incontri preziosi così come di imprevisti, di separazioni, di malattie, di perdite. A tutte queste cose ognuno reagisce differentemente, in un periodo più o meno lungo che accompagna le fasi di transizione e di superamento. Ma a volte questo tempo che ci sarebbe così utile per “ricostruirci” non c’è, la possibilità di isolarci non c’è, e, grande assioma dello spettacolo, the show must go on.

E questo vale per i professionisti della scena, che devono continuare a coinvolgere, commuovere o far sorridere indipendentemente dal proprio stato d’animo, così come per i manager, gli imprenditori, i capi d’azienda, gli avvocati, i politici. Vale per le figure-leader ma anche, più semplicemente, per tutti noi ogni volta che ci troviamo in un contesto di relazione: quella riunione per lo sviluppo del business che non si può rimandare, quello speech già programmato, quel colloquio così decisivo già fissato.

Si deve andare avanti anche quando il nostro stato energetico non è al top e l’unico desiderio sarebbe fuggire via. Per non parlare di quando, smessi gli abiti da lavoro, ci sono poi tutti i “ruoli” della sfera più personale: tutti siamo figli, o coniugi, compagni, amici, genitori, e non possiamo nasconderci, o licenziarci dal nostro ruolo come e quando vorremmo.

Per questo è importantissimo allenarci, prepararci prima e continuamente, darci una struttura emotiva, una centratura talmente solida che nulla ci smuoverà durante la tempesta. Perché la tempesta fa parte della vita, non esistono luoghi o vite sicure e protette. Ma se non possiamo sfuggire agli imprevisti, possiamo senza dubbio attrezzarci per farvi fronte.

“Essere pronti è tutto”, diceva Shakespeare, nella sua infinita saggezza, attraverso le parole di Amleto.

Per ottenere una centratura, in modo da riuscire a “soffrire senza abbatterci”, la preparazione di cui parlo è da farsi quotidianamente, passo dopo passo. Ed è un lavoro mentale e fisico.

Il corpo è infatti l’alleato numero uno della nostra mente: non a caso per gli attori è lo strumento più importante del mestiere, allenato quotidianamente con esercizi sapientemente scelti. Se impariamo ad ascoltarlo e ad utilizzarlo nei modi migliori è un vero e proprio attivatore di benessere. E quindi con una corretta respirazione, l’impostazione di una postura e di una camminata adeguate, ma anche la meditazione, gli esercizi di concentrazione e per favorire l’intuizione, avremo già dei grandissimi risultati. E ancora, una nutrizione sana, la scelta di capi d’abbigliamento, tessuti e colori che ci rispecchino davvero e che ci piacciano, l’attenzione ai dettagli e alla Bellezza, la sensibilizzazione verso le forme artistiche.

Non ci sono ricette universali. Come una macchina perfetta, il corpo umano ha bisogno del carburante giusto per muoversi: cibo che nutra il corpo, e cibo che nutra la mente. Ognuno di noi ha la propria strada da seguire ed ognuno è un meraviglioso mondo a sé. È un percorso, questo, che richiede creatività, per essere pronti a cercare strade nuove se comprendiamo che quelle che stiamo sperimentando non ci soddisfano, e costanza, poiché l’impegno con noi stessi è forse quello più difficile da mantenere sul lungo periodo.

Certo, può servire un aiuto esterno. Per la maggior parte degli attori è fondamentale essere guidati o accompagnati da un regista, per andare in scena saldi. Il nostro regista, fuori dalla scena, può essere un mentore, qualcuno che ci sostenga, che ci accompagni, che ci guidi, che condivida con noi, almeno per un po’, il senso del nostro viaggio.

L’importante è cominciare e portare avanti una ricerca autentica per appropriarci (o meglio, per  riappropriarci) di tutto ciò che sentiamo “essere davvero nostro”, e che, quindi, momento dopo momento, ci consentirà di essere sempre più forti e di essere saldi se e quando ce ne sarà bisogno.

Ultimi commenti (1)
  • Nicole Teubner |

    Bellissimo articolo! “Il corpo è l’alleato numero uno della nostra mente”… Verissimo! Vero anche, viceversa, la mente è l’alleato numero uno del nostro corpo. Lo vediamo in questi giorni… E’ un cerchio che, se rimane positivo, è un potente strumento contro l’isterismo individuale.
    Dico io, pur essendo un po’ di parte, perché da sempre lo faccio: manteniamo sano il nostro intestino, così aiutiamo il nostro sistema immunitario. E sopratutto aiutiamo anche la mente, visto che l’ormone della felicità viene prodotta proprio nell’intestino.
    La butto lì…. è forse diventato l’intestino il nostro primo cervello?!