Libri sotto l’albero: la preadolescenza e la paura di crescere

scritto da il 23 Dicembre 2019

giangualano

Si può parlare di paure a Natale? Se abbiamo a che fare con la preadolescenza non solo si può, si deve. Anche perchè probabilmente è fresca la delusione della scoperta che Babbo Natale non esiste, e magari si è circondati da fratellini e cuginetti che fanno festa ancora ignari di cosa li aspetta, quando l’età adulta comincerà a far capolino. Intuizioni e agitazioni che la preadolescenza conosce bene, e se da una parte scalpita per veder trasformare il bruco in farfalla, dall’altra ci sono sicuramente mille piccole e grandi paure che possono scuotere l’animo di un bambino che non è più bambino, ma solo poco di più.

Va bene anche il Natale, quindi, per accogliere queste paure, queste ansie, questi inconsapevoli dubbi. E se noi adulti sappiamo bene quanto la letteratura possa essere un appiglio e un soccorso per i sentimenti difficili della vita, abbiamo allora il dovere di provare a insegnarlo ai nostri ragazzi, scegliendo un libro che li accompagni a esplorare la paura e il desiderio di crescere, in tutte le sue sfaccettature.

La paura del male
Paola Barbato, che tra indagatori dell’incubo e thriller non ha certo paura di raccontare la paura, esplora nel libro Il Ritornante nientemeno che il tema del doppelgänger. Ma lo fa da un punto di vista inedito e sorprendente: 4 ragazzini emarginati, dall’animo semplice e gentile, si trovano per una serie di vicissitudini a scontrarsi con i propri doppi, che si comportano in modo totalmente opposto a loro. L’epifania avviene quando comprendono che per annientare i sè malvagi devono cominciare ad agire in modo inaspettato, affrontando di fatto le proprie disfunzionalità sociali ed emotive. E mentre loro divengono più forti, il male si fa più piccolo e debole, fino a scomparire. Una delicatissima favola horror.

Paola Barbato, Il ritornante, Il battello a vapore, € 14
Età: +10

La paura del distacco
Diventare adulti vuol dire, soprattutto, diventarsi genitori. Affrancarsi dalle figure materna e paterna, accettarne la separazione, e concedersi di essere altro che un figlio. Respira con me è una storia profonda e disperata in cui il protagonista affronta senza scampo questo strappo. Il rito di passaggio avviene su una montagna, tra cime benedette dalle aquile e boschi accecanti nel buio notturno. Qui un padre e un figlio accetteranno entrambi il dolore di aver perso la donna delle loro vite, ma al figlio sarà richiesto uno sforzo ulteriore: salvare il padre, accettando la responsabilità in modo adulto dopo mesi di inerzia e vuoto. La scrittura è ricca di dettagli e di azione, quasi non ci si accorge di quanta contemplazione contenga in realtà.

Raffaella Romagnolo, Respira con me, Pelledoca, € 15,00
Età: +12

La paura di sapere
Antonio è il figlio di un mugnaio e non immagina per sè un futuro diverso da quello del padre o del fratello. Finchè si trova a fare da assistente a un abate che va a caccia di rane a scopo scientifico e a prenderne le parti contro le cospirazioni ignoranti dei religiosi del paese. Combattuto tra la fede e la conoscenza, tra la devozione verso il prete e l’ammirazione verso l’abate, il bambino diventa un ragazzo. Il laboratorio dell’abate diventa allora il luogo in cui anche Antonio si trasforma, scoprendosi curioso, intelligente, appassionato. Certo, considerando che il  suo mentore è nient’altro che Lazzaro Spallanzani, uno dei padri fondatori della biologia moderna, non sorprende che il ragazzo trovi il coraggio di allontanarsi dalla sua campagna e dalla sua famiglia per continuare a studiare. Ma gli va riconosciuto il merito: non ha avuto paura di andare incontro a un destino nuovo e impensato.

Anna Vivarelli, Guido Quarzo, La danza delle rane, Editoriale Scienza, € 9,90
Età: +9

La paura della verità
Ho capito che gli adulti hanno paura di sapere la verità perchè la verità può essere molto crudele”, dice a se stessa la piccola Olivia, protagonista di Come in un film. La verità a lei è piombata addosso come un’incudine e non ha potuto fingere di non saperla: l’indigenza economica, i pasti saltati, il frigorifero vuoto, i materassi per terra, e poi lo sfratto, i servizi sociali, la madre ricoverata per depressione. Olivia ha guardato in faccia la verità quella sera in cui ha sorpreso sua madre piangere e l’ha vista spezzarsi. La sua voce narrante è troppo adulta per la sua età, troppo consapevole, ma si alterna alle voci degli adulti che per contrasto appaiono più semplici e infantili della sua. Olivia conosce la verità, ma protegge il suo fratellino da questo peso: gli fa credere che stanno girando un film segreto, una sorta di candid camera infinita, e che tutte le disgrazie facciano parte del copione. Fa come gli adulti, in fondo, nasconde la verità e ne porta il peso da sola. Eppure conserva qualcosa che gli adulti forse hanno perso: la certezza del lieto fine.

Maite Carranza (traduzione di Francesco Ferrucci), Come in un film, Il Castoro, € 13,50
Età: 11-13

Ultimi commenti (1)
  • Francesco Ferrucci |

    Gentile Letizia Giangualano,
    sono Francesco Ferrucci, il traduttore di “Come in un film” di Maite Carranza.
    Per favore, potrebbe inserire il mio nome in fondo alla recensione del libro?
    Grazie.
    Buone Feste.
    Francesco