Networking, sei regole per essere circondati da “quelli bravi”

scritto da il 11 Dicembre 2018

art-board-game-challenge-163064


Una delle prime regole del networking, del “fare rete”, è quella di dare prima di ricevere. E’ così che la magia della rete si accende, è così che dalle relazioni umane si ottiene il massimo del valore: quando non si è solo connessi, non ci si conosce solo superficialmente, rimanendo ognuno nelle proprie case, uffici, scrivanie, ma si vive la rete facendo qualcosa che possa essere utile anche per qualcun altro.

Perché se è vero che tutti siamo mossi da una motivazione e un’esigenza personali, prima o poi il turno di quello che potrebbe avere bisogno di qualcosa, tocca a tutti, e perché è nella natura umana quello di aiutare le altre persone. O forse voi, quando qualcuno vi chiede un’indicazione per raggiungere un luogo che non conosce nella vostra città, vi girate dall’altra parte e stizziti non proferite parola?

Nel maggio di quest’anno durante il mio viaggio in Silicon Valley ho conosciuto J. Kelly Hoey, che, tra le altre cose, è autrice di un libro dal titolo “Build Your Dream Network” e che del fare networking ha fatto la sua attività professionale. Kelly ha coinvolto su questo tema un’imprenditrice che abbiamo intervistato anche noi un anno fa: Tina Roth Eisenberg, (altrimenti nota in rete come @swissmiss) che dice “per giungere dove stai andando nella vita, hai bisogno di una rete reattiva e quella rete reattiva la crei diventando una persona che segue la regola: give, give, get (dai, dai, prendi)”.

Sono anni che mi occupo di temi di business networking online, perché credo che partecipare attivamente in rete sia un’opportunità straordinaria e molto democratica, e anche perché dal mio osservatorio, non sopporto di vedere come molte occasioni vengano sprecate e le richieste di connessione vengano banalizzate ad un click impersonale. Si tratta di competenze digitali, e il reskill, il riorientamento delle competenze, è una delle azioni fondamenteli da compiere in azienda e fuori, in questo momento storico, per rendere le persone occupabili.

Io sono sicuramente una persona give, give, get. Ma come si riconoscono le persone così? J. Kelly Hoey nel suo libro ci aiuta a identificarle. Ecco come trovare o riconoscere queste preziose risorse, umane. Riconoscete qualcuno di vostra conoscenza?
 Usa le sue reti per risolvere il problema di qualcun altro.
 Anticipa i bisogni e chiede “Come posso aiutarti?”
 Si informa sul prosieguo di un’introduzione, di un suggerimento o di un’opportunità che vi ha passato.
 Si cura di ciò che è importante per te: legge i tuoi contenuti, appone un like o si presta ad una condivisione.
 Ti aggiorna rispetto ad una cosa di tuo interesse, dandoti un feedback.
 Ti dà una risposta, anche se non è quella che speri.
Abbiamo appreso nelle ultime settimane come i nano-influencer siano diventati di maggior valore rispetto ai personaggi famosi che vengono assoldati dalle aziende a sostengo di un prodotto o servizio: questo perché le persone autentiche, credibili, coerenti e costanti – che sono quattro caratteristiche fondamentali del proprio personal brand – vengono ascoltate con più fiducia.

Ognuno di noi è in potenza un punto di riferimento sulle sue competenze, ed è in grado di far smuovere capitali e scelte, grazie alla sua reputazione di fiducia in un determinato contesto, alla sua rete di conoscenze. Questo senso di fiducia sta alla base del crowdfunding, per esempio. Ma dobbiamo imparare a dare nella direzione giusta, di chi, come noi, ha l’intelligenza di comprendere che lo scambio di energia e opportunità è e deve continuare ad essere biunivoco perché gli obiettivi si compiano, le persone ne siano soddisfatte, le aziende raggiungano i propri risultati e la società ne benefici in termini di un impatto sociale virtuoso.

E tu sei una persona give, give, get?

Ultimi commenti (3)
  • Guido Cometti |

    Tutte cose condivisibili anche manca il passo avanti, tutto piuttosto conosciuto. Ma il tema dei cluster e dello sviluppo delle reti di aziende è molto interessante

  • Barbara Reverberi |

    Da poco più di un anno abbiamo costituito un gruppo di freelance. L’origine è stata un corso dell’ordine dei giornalisti, in cui al termine del mio intervento ho raccolto tutti i commenti, conservando e creando una prima lista di contatti dai vari social. Oggi ci riuniamo una volta la mese, condividiamo conoscenze ed esperienze, facciamo autoformazione continua mettendo a disposizione il nostro sapere, lavoriamo insieme sui progetti e non siamo mai soli.

  • Avv. Giuseppe Colucci |

    Articolo molto interessante.
    Il nostro Network si fonda su questi principi e diffondiamo questo tipo di cultura fondamentale per il cambiamento dei professionisti e delle imprese verso l’innovazione e il nuovo mercato del lavoro.