Natalità, e la cicogna diventò allergica al matrimonio

scritto da il 30 Novembre 2018

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Aumenta il numero di donne senza figli e cresce il numero di figli al di fuori del matrimonio. Sono i due dati con segno più in un contesto generale di decrescita fotografato dall’ultimo rapporto Istat su Natalità e fecondità della popolazione residente in Italia.

Nel 2017, infatti, sono stati iscritti in anagrafe per nascita 458.151 bambini, oltre 15 mila in meno rispetto al 2016. Nell’arco di 3 anni (dal 2014 al 2017) le nascite sono diminuite di circa 45 mila unità mentre sono quasi 120 mila in meno rispetto al 2008. La fase di calo della natalità iniziata con la crisi nata nel 2008 sembra quindi aver assunto caratteristiche strutturali. Se ormai a questa tendenza possiamo dirci in qualche modo abituati però, colpisce il dato relativo alla natalità da genitori stranieri, di solito in controtendenza. Dal 2012 al 2017, infatti, diminuiscono anche i nati con almeno un genitore straniero (-8 mila) che, con mille unità in meno solo nell’ultimo anno, scendono sotto i 100 mila (99.211, il 21,7% sul totale dei nati) per la prima volta dal 2008. Tra questi sono in calo soprattutto i nati da genitori entrambi stranieri: per la prima volta sotto i 70 mila nel 2016, calano ulteriormente nel 2017 (67.933).

Al primo posto per numero di nati stranieri iscritti in anagrafe si confermano i bambini rumeni (14.693 nati nel 2017), seguiti da marocchini (9.261), albanesi (7.273) e cinesi (3.869). Queste quattro comunità rappresentano il 51,8% del totale dei nati stranieri.

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Nel 2017 il numero medio di figli per donna scende a 1,32 (1,46 nel 2010). Le donne italiane hanno in media 1,24 figli (1,34 nel 2010), le cittadine straniere residenti 1,98 (2,43 nel 2010). Se guardiamo alle generazioni, si va dai 2,5 figli delle nate nei primissimi anni Venti (cioè subito dopo la Grande Guerra), ai 2 figli delle generazioni dell’immediato secondo dopoguerra (anni 1945-49), fino a raggiungere il livello stimato di 1,44 figli per le donne della generazione del 1977.

Contemporaneamente, come si diceva all’inizio, si osserva uno spiccato aumento della quota di donne senza figli: nella generazione del 1950 è stata dell’11,1%, nella generazione del 1960 del 13% e in quella del 1977 si stima che raggiungerà (a fine del ciclo di vita riproduttiva) il 22,0%. In un contesto di nascite decrescenti, quelle che avvengono fuori del matrimonio aumentano di quasi 29 mila unità rispetto al 2008, raggiungendo quota 141.608. Il loro peso relativo continua a crescere, è a 30,9% nel 2017. Insomma, che sia la cicogna ad essere allergica alle promesse di amore per tutta la vita?

Ultimi commenti (2)
  • Monica |

    considerare un figlio “solo una spesa e basta” è qualcosa che mette i brividi.

  • paolo |

    il problema è che tutto rema contro:
    le donne non vogliono più impegnarsi in giovane età,perchè prima di dare la vita…
    hanno centomila e una cosa che vogliono fare,obiettivi da raggiungere,studi da terminare,viaggi da fare ecc
    gli uomini non si impegnano a far famiglia perchè il matrimonio è diventato una camicia di forza costosissimo che a noi dà solo oneri,e nessun onore…
    quindi quando le donne sarebbero disposte a sposarsi (oltre i 30 anni di solito)gli uomini non sono più giovani idioti che firmano impegni senza pensare,quindi in genere stanno ben lontani da matrimoni e simili.
    poi quando anche qualcuno si decide e mette su famiglia,
    un figlio in occidente è diventato così impegnativo per legge che è solo una spesa e basta..
    quindi al massimo se ne fa uno,rimandando il prossimo a data da destinarsi
    e da 32\33 anni delle primipare attempate,si fa presto ad arrivare oltre i 36\38.
    con il primo figlio,il lavoro e gli impegni portano via energie preziose: e
    alla soglia dei 40 anni,ha la forza…e la voglia,di prendersi ulteriori impegni?

    quindi va a finire che nella quasi totalità dei casi,di figli se ne fa uno e basta.

    ma se non ricreate in occidente le condizioni per cui i figli si facciano,non ne usciremo mai…
    e se cerceranno come finora,di importare “sangue nuovo” l’unica cosa che otterranno
    saranno tensioni sociali fortissime,problemi a non finire e quasi sicuramente,morti e sangue.

    a volte mi chiedo,ma i cosidetti “potenti”… hanno un cervello nel cranio?
    o gli serve solo come contrappeso per il kulo?