Maria Concetta Tringali

Sono un’avvocata siciliana. Vivo in provincia di Catania, praticamente ai piedi dell’Etna, tra l'azzurro del mare e il rosso della lava della mia montagna. Mi occupo per lavoro di diritti civili e di famiglia, ma le battaglie delle donne sono per me un terreno di sfida e di sperimentazione continua. Parte del mio tempo la dedico al Centro Antiviolenza Galatea di cui faccio parte dal 2014. L'associazione di volontariato raccoglie operatrici formate ed è luogo di aiuto e di sostegno alle vittime di violenza domestica. Il contatto con il territorio, ma anche la curiosità di guardare e raccontare a mio modo il mondo tutto intorno è tratto che mi contraddistingue da sempre. La scrittura come terapia per affrontare la vita è una scoperta che ho fatto presto. E di me amo dire che sono una che parla, assai. E che quando non parla, scrive. Non amo troppo le mode e, da sempre, preferisco le minoranze. La mia formazione risente di un’esperienza di giornalismo etico che risale ai tempi dell’università e che mi è rimasta addosso, un po' come un marchio: il periodo trascorso presso la redazione de I Siciliani, testata che nella mia isola rimane legata alla figura del suo direttore e fondatore - Pippo Fava - e alla lotta alla mafia. Trovate miei contributi, per lo più su politica e diritti civili, violenza di genere e parità, laicità e contaminazioni su MicroMega e su Noi Donne.
08 Gennaio 2019

Scuola, cosa entra nelle classi della società che li circonda?

    Ma a scuola i nostri figli cosa imparano? La domanda pare banale ma, forse, non lo è poi tanto. La notizia è di qualche tempo fa. Il fatto è avvenuto in un istituto superiore in provincia di Bari ed è stato motivo di un’interrogazione parlamentare rivolta da due deputati a 5 Stelle al ministro dell’istruzione. Al centro della questione si pone l’intervento del Movimento per la vita di inizio dicembre, in una scuola pugliese. Una discussa e discutibile lezione sul tema dell’aborto, tenuta davanti alle prime classi di un liceo di Monopoli, con toni che i parlamentari definiscono, senza mezzi termini,...

30 Dicembre 2018

Etna, il terremoto e la fragilità che è in noi

    Nel catanese la nottata dopo il terremoto pare essere passata. Il sisma che poco dopo le tre, tra Natale e Santo Stefano, ha scosso i fianchi dell’Etna intorno a Fleri, frazione di Zafferana Etnea, e ai comuni vicini ha fatto finora 28 feriti e centinaia di sfollati. I tecnici dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ne hanno classificato la magnitudo fissandola a 4.8. L’energia sprigionata e l’ipocentro, individuato alla profondità di appena un chilometro, hanno reso la scossa un’esperienza molto intensa, spaventando gli abitanti di quel versante della montagna che sovrasta Catania. Giungendo...